Abusivismo odontoiatrico, in Italia 7.200.000 prestazioni irregolari

Abusivismo odontoiatrico, in Italia 7.200.000 prestazioni irregolari

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abusivismo odontoiatrico

A Napoli l’ultimo caso di abusivismo odontoiatrico che ha portato al sequestro di uno studio privo delle più basilari regole igienico-sanitarie

Esercitava la professione di odontoiatra “in un locale, privo delle più basilari regole igienico-sanitarie”. E’ solo l’ultimo caso di abusivismo odontoiatrico scoperto dalle Fiamma Gialle a Napoli. L’ispezione ha portato al sequestro di una poltrona da dentista con i relativi accessori, medicinali, strumentazione tecnica e un laboratorio per la realizzazione delle protesi. Subito dopo sono stati avviati gli accertamenti sulla documentazione contabile da cui è emerso un volume d’affari tutto in nero.

Nel capoluogo partenopeo, nell’ultimo triennio,  sono stati contestati reato analoghi per un ammontare complessivo di oltre 200mila euro. Denaro incassato per interventi e visite che costano, in media, dai cento euro ai duemila euro.

Tra gli imbrogli è stato inoltre scoperto un giro di falsi professionisti che gestivano l’assistenza in città per intere comunità di immigrati.

Il tutto pur non avendo mai conseguito la laurea. Nei loro studi gli investigatori avrebbero trovato tariffari in lingua, e agende piene di appuntamenti.

In generale, secondo le cifre riferite dalla locale Commissione Albo Odontoiatri sarebbero 1500 i finti dentisti in Campania. “Alcuni pazienti – sottolinea il presidente Cao, Sandra Frojo – non sono consapevoli dell’imbroglio. Altri sono invece attratti da un odontoiatra per risparmiare, senza valutare che quest’ultimo spesso non ottempera alle normative di sicurezza e opera in precarie condizioni igienico-sanitarie e strutturali, esponendo il paziente a rischi reali e gravi di complicanze infettive, e comunque assicurando prestazioni scadenti”.

Ma il fenomeno è largamente diffuso anche a livello nazionale.

Secondo una stima della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, le prestazioni abusive nel nostro Paese ammonterebbero a 7.200.000 per un giro di affari complessivo di circa 720 milioni di euro. I sedicenti professionisti opererebbero soprattutto al Nord (51%), in particolare in Lombardia, Piemonte e Veneto. E poi in Campania, Sicilia, Emilia Romagna e Lazio.
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