Svelate tutte le disfunzioni nel sistema salute delle missioni militari estere. Acqua e aria cancerogene ai soldati in Kosovo. Al via l’indagine

Il colonnello Ennio Lettieri, per tre volte in missione in Kosovo, ha deciso di far sapere alla commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’uso di uranio impoverito presieduta da Giampiero Scanu tutte le disfunzioni nei controlli e nel sistema di prevenzione della salute delle missioni militari estere.

Il colonnello Lettieri, affetto da tumore al rientro della missione kosovara dove era direttore dell’infermeria della base Kfor di Pristina nel 2016, ha raccontato della mancanza di idoneità sanitaria sia del personale che della base  militare.

Ai soldati veniva data acqua al bromato.  “Al mio arrivo in Kosovo presso la base militare di Pristina denominata Comp Film City il 14 ottobre 2016 – ha ravccontato Lettieri a Repubblica – mi fu più volte riferito del sapore molto discutibile dell’acqua naturale e frizzante in distribuzione presso la mensa internazionale e nella palestra nonché venduta in ristoranti e pizzerie di tutta la base”. Acqua di una marca kosovara, la Dea, contaminata dal bromato, una sostanza cancerogena.” Nelle bottiglie che bevevano i soldati italiani c’erano 65/67 microgrammi-litro di bromato, a fronte di un limite di 10″ – dice ancora Lettieri –  “Quando ho chiesto ai responsabili della missione, tutti generali stranieri, perchè non facessimo bere ai nostri soldati acqua italiana, cosa che avveniva nella vicina base dei carabinieri, mi fu risposto che non era possibile perchè costava troppo”.

Dall’acqua contaminata all’aria irrespirabile. Lettieri ha riferito della vicinanza delle ciminiere della compagnia elettrica. “La sera – racconta –  c’era aria giallognola che rendeva l’aria malsana e irritante per le vie respiratorie. Avevo poi saputo che in quella centrale ai dipendenti avevano ordinato di togliere i filtri dalle ciminiere per aumentare la produzione. Erano filtri datati perchè risalivano all’epoca dell’Unione Sovietica. Ma senza quelle pur obsolete protezioni veniva emessa nell’ambiente una quantità enorme di particolato che arrivava fino alla nostra base e intossicava i militari. Per difendere in qualche modo i nostri uomini, avevo vietato loro di correre e fare attività sportive di sera: in molti già accusavano irritazioni a mucose e difficoltà respiratoria”.

Nel campo inoltre Lettieri denuncia la presenza di militari assolutamente non idonei alla missione. Un uomo trapiantato di reni è stato scoperto dopo che aveva bevuto l’acqua al bromuro,che ha fra i suoi effetti collaterali proprio l’insufficienza renale. Rimpatriato con urgenza è fuori pericolo.

“Ma è impossibile che alla visita medica di idoneità non si fossero accorti che aveva subito un trapianto di rene – racconta ancora il colonnello ai parlamentari –  questo vuol dire che evidentemente quella visita l’ha elusa e che qualcuno ha acconsentito alla sua partenza. Mi accorsi anche della presenza di un soldato con il by pass gastrico e di molti militari con l’indice di massa corporea superiore a 30. Mi domando ancora oggi come sia stato possibile che tutti questi militari abbiano ottenuto l’idoneità”.
Con questa situazione si è deciso di inserire i militari di rientro da quella base in un protocollo di sorveglianza per monitorare le condizioni di salute e l’insorgenza di eventuali patologie correlate.

 

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