Aneurisma iliaco occasionale e decesso per imprudenza e negligenza

Aneurisma iliaco occasionale e decesso per imprudenza e negligenza

Aneurisma iliaco occasionale e decesso per imprudenza e negligenza

Aneurisma iliaco a riscontro occasionale: una storia che ha dell’incredibile e dimostra come anche i migliori si distraggono

Una storia clinica che seguo personalmente e che oggi verrà trattata da più consulenti in contraddittorio e sugli esiti della quale vi aggiorneremo nei prossimi mesi.

Rileggendo questo caso mi sono accorto di come si può morire per una distrazione e come la vita è veramente legata a un filo talmente sottile che il vento può spezzare.

È il caso di un soggetto affetto da malattia aneurismatica che viene ben curato per il primo evento patologico, ben seguito successivamente e il cui follow up porta alla scoperta occasionale di un secondo aneurisma stavolta iliaco di circa tre cm che porterà a morte il paziente.

I punti critici della vicenda sono legati a:

  • Riscontro occasionale dell’aneurisma iliaco tramite angio-Tc di controllo quando molto superficialmente i sanitari radiologi e del PS non hanno consigliato una visita specialistica vascolare che verosimilmente avrebbe evitato l’evento fatale (la rottura e la morte);
  • Visita di controllo presso il chirurgo operatore che seguiva il follow-up dell’EVAR il quale non considerava minimamente la presenza dell’ aneurisma iliaco e non informava della pericolosità dello stesso e della possibilità/necessità di effettuare un altro intervento chirurgico.

Quindi, rimandando alla lettura della ctp che si allega per maggiori approfondimenti del caso e delle accusate negligenze dei sanitari, si possono riassumere le seguenti considerazioni medico legali:

  • Valutando la storia clinica del paziente e la predisposizione a formare aneurismi del paziente sarebbe stato diligente e prudente che i sanitari del PS consigliassero una visita specialistica? Noi sosteniamo di si e i convenuti in comparsa di costituzioni affermano il contrario
  • La scoperta occasionale è avvenuta a gennaio e a luglio la AngioTC è stata visionata dal chirurgo che ha effettuato qualche anno addietro l’EVAR. Come va giudicato il comportamento di tale chirurgo che non ha proprio considerato questo nuovo fatto e non ha considerato che dopo circa sei mesi poteva far fare urgentemente una ulteriore angioTC per valutare l’eventuale ulteriore crescita dell’aneurisma e far sottoporre immediatamente a intervento il paziente?

Beh, questi sono i punti cardine delle nostre considerazioni medico legali a cui si associa evidentemente un grave vizio di informativa che abbiamo ovviamente valutato.

Dr. Carmelo Galipò

(Pres. Accademia della Medicina Legale)

 

 

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