La Procura è a lavoro per chiarire le responsabilità, civili e penali, del personale e della struttura

Politrauma cranico facciale. L’autopsia ha confermato la causa del decesso di un’anziana donna veneta di 94 anni, morta lo scorso 9 agosto poche ore dopo essere precipitata con la sedia a rotelle dalle scale della casa di riposo presso cui era ospite dal 2005.

Dalle prime ricostruzioni è emerso che la signora, che pur non essendo autosufficiente era pienamente lucida, si trovasse al piano superiore della struttura con altri anziani che dovevano essere accompagnati in giardino. Probabilmente, mentre l’inserviente – a quanto pare da sola – stava facendo la spola in ascensore per portare gli ospiti della clinica al piano inferiore la signora sarebbe stata lasciata incustodita in prossimità delle scale, senza che venisse inserito il freno della sedia a rotelle.

Una negligenza costata cara; l’anziana, infatti, sarebbe precipitata rotolando giù per diversi gradini , rimanendo esanime per le lesioni riportate. La corsa in Ospedale è stata vana; i medici non hanno potuto fare nulla e la paziente è deceduta dopo poche ore senza mai riprendere conoscenza.

Immediatamente dopo l’incidente i Pm della Procura di Treviso hanno aperto un fascicolo sul caso procedendo al sequestro della cartella clinica e iscrivendo nel registro degli indagati una donna, dipendente della struttura.

I parenti chiedono che sia fatta piena luce sull’accaduto e vengano accertate tutte le responsabilità civili e penali, sia quelle specifiche dell’addetta sia quelle della struttura. Da capire, in particolare, come mai vi fosse una sola inserviente a seguire un intero gruppo di anziani. Le indagini dovranno, inoltre, chiarire se quelle scale erano a norma e se erano dotate dei dispositivi antiscivolo.

“Aspettiamo che l’autorità giudiziaria faccia il suo lavoro per chiarire le cause di questa morte assurda – hanno affermato i legali della famiglia – È inaccettabile che strutture che hanno in affidamento così tanti pazienti anziani e bisognosi di assistenza, e che proprio per questo dovrebbero avere standard di servizio elevatissimi, possano commettere errori e negligenze così gravi, che non possono essere sempre liquidati come errore umano: notiamo infatti che il più delle volte questi incidenti capitano a causa dell’organico ridotto in cui sono costretti a lavorare gli operatori, e il fatto che ci si trovi in un periodo di ferie non giustifica cali di attenzione”.

 

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