Area sanitaria: tra le migliori chance occupazionali per i laureati

Area sanitaria: tra le migliori chance occupazionali per i laureati

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Dal rapporto 2018 del Consorzio Almalaurea i laureati in area sanitaria sono tra quelli con le migliori possibilità di impiego

L’ area sanitaria si conferma tra le migliori chance occupazionali per i laureati. Lo dimostra il rapporto Almalaurea 2018 presentato al Convegno “Mutamenti strutturali, laureati e posti di lavoro”, presso l’Università di Torino.

“Le professioni sanitarie continuano a confermare ancora una volta il primo posto assoluto fra tutte le varie aree disciplinari” sottolinea Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza Corsi di Laurea Professioni Sanitarie e docente dell’Università di Bologna.

“Infatti – continua – dai dati emerge un trend in salita per il tasso di occupazione a un anno di ben 4,3 punti percentuali, passando dal 66,7% dello scorso anno (laureati del 2015) all’attuale 71% (laureati del 2016)”.

I laureati dell’area sanitaria sono tra i più favoriti, insieme agli ingegneri. Meno favoriti, invece, sono i laureati dei gruppi disciplinari psicologico, giuridico e geo-biologico.

Identikit del laureato

Sono state coinvolte 74 università per l’indagine sul Profilo dei laureati analizzando le performance formative di oltre 276 mila laureati nel 2017: in particolare, 157 mila laureati di primo livello, 81 mila laureati magistrali biennali e 36 mila laureati magistrali a ciclo unico.

Il Rapporto di AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale ha analizzato invece oltre 630 mila laureati di primo e secondo livello degli anni 2016, 2014 e 2012.

Dall’indagine emerge che nell’area sanitaria, soprattutto nei percorsi triennali, le quote rosa sono la maggioranza sfiorando il 70% degli iscritti. Confermata la tendenza anche nei percorsi magistrali biennali.

Nei corsi magistrali a ciclo unico le donne prevalgono nettamente in tutti i gruppi disciplinari, raggiungendo il 54,4% nel gruppo medicina e odontoiatria.

Il tirocinio curriculare è esperienza che accomuna laureati triennali e magistrali, soprattutto nelle professioni dell’area sanitaria raggiungendo il 90% dei laureati in farmacia.

La presenza di studenti lavoratori nei cicli triennali in area sanitaria è invece puramente simbolica.

In queste classi di laurea con una forchetta che va dal 2 al 5%.  Dati di segno opposto tra i laureati magistrali biennali, dove è massiccia la presenza fra i laureati delle professioni sanitarie (41,9%).

Regolari nella frequenza – il 95,4% dei laureati ha infatti frequentato le lezioni – e negli studi tanto che il 70% degli iscritti termina gli studi entro i tre anni previsti, soglia che sale all’80% nei laureati magistrali biennali.

 

Barbara Zampini

 

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