Bassa mortalità per infarto miocardico acuto, il modello Puglia

Bassa mortalità per infarto miocardico acuto, il modello Puglia

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bassa mortalità per infarto miocardico acuto

Le province pugliesi sono ai primi posti in relazione alla bassa mortalità per infarto miocardico acuto. Fimmg: merito dell’organizzazione e dei medici del 118

Ottima performance delle province pugliesi in relazione alla bassa mortalità per infarto miocardico acuto. A rilevarlo è l’indice della salute, la classifica del Sole 24 Ore che fotografa la salute degli italiani nelle 107 province del Belpaese.  L’indagine tiene conto di 12 indicatori che rilevano la mortalità, la speranza di vita, la diffusione di farmaci.

Nella classifica della mortalità per infarto miocardico acuto 5 province pugliesi sono infatti tra le prime 10 in Italia che presentano i risultati migliori. Taranto è al 2° posto assoluto dopo Sassari, seguita da Bari al 3° posto e dalla BAT al 5° posto. Foggia e Lecce chiudono rispettivamente al 9°e 10° posto.

Sulla mortalità per infarto miocardico acuto incide l’efficienza del servizio 118.

A sottolinearlo è Mario Balzanelli, Presidente Nazionale SIS 118 e Direttore SC CO-SET 118 ASL Taranto. “Il Sistema 118 della Regione Puglia – evidenzia – può ben affermarsi, dati alla mano, quale primo autorevole “modello” regionale di efficacia clinica e di efficienza gestionale, relativo ai percorsi di rete tempo-dipendenti, previsti per le Sindromi Coronariche Acute, i quali, considerato che la cardiopatia ischemica è la prima responsabile delle morti complessive nel nostro Paese, hanno peso statistico di assoluto rilievo nell’indicare in modo obiettivo l’elevata qualità non solo di un sistema di rete nel suo complesso quanto, in primis, del Sistema di Emergenza Territoriale 118 afferente.”

La Regione Puglia dimostra quindi di essere un modello, per l’Emergenza Territoriale 118, a livello nazionale. L’attuale sistema di emergenza urgenza si conferma infatti tra i più veloci in Italia. E’ capace di garantire tempi medi di intervento per codici rossi e gialli sia in area urbana che in area extraurbana di 16 minuti e 08 secondi.

Inoltre, gli ottimi risultati sono riconducibili anche all’avanzato livello prestazionale del Sistema 118 pugliese (High Performance System).

Lo standard di medicalizzazione e di infermierizzazione è in grado di assicurare che oltre l’80% dei pazienti in codice rosso venga assistito, in contesto appropriato di risposta tempo dipendente, da equipaggi sanitari del SET 118 aventi a bordo medico ed infermiere, ossia in grado di effettuare diagnosi e terapia potenzialmente salvavita, dato di assoluto rilievo qualitativo a livello nazionale ed internazionale.

“Il secondo posto di Taranto, il terzo posto conquistato dalla provincia di Bari e la buona performance a livello nazionale delle province pugliesi nel loro complesso per mortalità per infarto miocardico acuto – commenta Nicola Gaballo, responsabile Fimmg Puglia per l’Emergenza Urgenza e neo eletto vice segretario Fimmg Puglia – è la conferma di un sistema regionale dell’emergenza urgenza che funziona, sia a livello organizzativo che a livello clinico. Soprattutto per i casi acuti, funziona grazie alla presenza dei medici negli equipaggi del SET 118 e dell’attivazione di protocolli specifici che ottimizzano l’intervento e il percorso del paziente. Consentono per esempio una diagnosi immediata che evita il passaggio dal pronto soccorso e permette al paziente di andare direttamente all’emodinamica per angioplastica. Credo che, nel momento in cui si discute di una nuova organizzazione del sistema di emergenza urgenza, sia opportuno tener conto di questi dati”.

In questo contesto, l’Ordine dei medici di Bari ha portato avanti di recente importanti iniziative per concordare protocolli professionali facendo dialogare medici del 118 e cardiologi emodinamisti. Così, per esempio, è stato redatto un protocollo per la somministrazione in ambulanza di farmaci a doppia antiaggregazione piastrinica, fino a poco tempo fa riservati alla somministrazione esclusivamente da parte di specialisti cardiologi.

 

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