Casi di polmonite nel Bresciano: adesso indaga la Procura

Casi di polmonite nel Bresciano: adesso indaga la Procura

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Casi di polmonite nel Bresciano: adesso indaga la Procura

L’ipotesi di reato per gli oltre 150 casi di polmonite nel Bresciano è di epidemia colposa. Attualmente, i Nas sono al lavoro per raccogliere dati sui contagi.

La procura di Brescia ha aperto un’inchiesta sui numerosissimi casi di polmonite che si stanno verificando da diversi giorni nel Bresciano. L’ipotesi di reato è epidemia colposa.

Al momento i carabinieri del Nas sono impegnati raccogliere i dati relativi ai contagi e sono in contatto con i vertici di Ats.

Il numero dei casi di polmonite negli ultimi giorni è aumentato esponenzialmente superando le 150 persone colpite.

Molti si stanno curando in casa, ma per almeno 120 casi di polmonite i malati si sono dovuti rivolgere agli ospedali.

I ricoveri sono stati effettuati negli ospedali di Montichiari, Manerbio, Desenzano, Gavardo, Asola e Castiglione delle Stiviere e Mantova.

Due persone, un anziano di 85 anni e una donna di 69 anni, sono morti nei giorni scorsi, dopo aver manifestato sintomi simili.

Su questi due decessi, in particolare, la procura di Brescia ha disposto autopsia e accertamenti. È comunque possibile che i due non siano morti per la polmonite, avendo manifestato i sintomi ben prima di tanti altri.

Il picco dei casi di polmonite si è raggiunto nel periodo tra il 2 e il 7 settembre. L’Ats è al lavoro da giorni per identificare la fonte dell’epidemia e sono diverse le ipotesi al vaglio.

La più accreditata è quella della legionella, il batterio che già a Bresso tra luglio e agosto ha fatto ammalare 52 persone, di cui cinque alla fine decedute a causa della malattia.

Infatti, la legionella pneumophila, che si trova nell’acqua e nel vapore acqueo, a temperature tra i 25 e i 55 gradi, se inalato, può determinare un tipo di polmonite.

Questa, nei casi più gravi, può appunto essere fatale.

Tuttavia, dai primi accertamenti sui malati la legionella è risultata assente. Ma non sembra questo un elemento sufficiente, per ora, a escludere che si tratti della causa scatenante.

Sui casi di polmonite nel bresciano il Prof. Roberto Dal Negro, Responsabile del Centro Nazionale studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia respiratoria di Verona, è intervenuto ieri mattina su Radio Cusano Campus.

“Personalmente, alla luce di quello che leggo sui giornali, – ha dichiarato Dal Negro- ho la sensazione che ci sia ancora la legionella ‘in ballo’. In alcuni casi abbiamo già la conferma, su altri dobbiamo aspettare ma l’andamento mi porta a pensare che si tratterà ancora di Legionella”.

“Stiamo facendo tutto ciò che si può fare, in sintonia con i maggiori esperti e con l’Iss – ha dichiarato dal canto suo l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera – sia con l’investigazione sui campionamenti fatti per capire se il vettore sia l’acqua, sia interrogando i pazienti per capire se c’è un elemento che li accomuna e individuare la sorgente”.

 

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