Circoncisione rituale, Garante per l’infanzia: mai più bambini morti

Circoncisione rituale, Garante per l’infanzia: mai più bambini morti

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In una nota di raccomandazione al Ministro della Salute, l’Autorità sottolinea la necessità di individuare un regime tariffario che renda accessibile a tutte le fasce di reddito la circoncisione rituale

“Si registrano casi di cronaca che vedono protagonisti neonati e bambini che, a seguito dell’esecuzione della circoncisione rituale, praticata al difuori di strutture sanitarie, riportano complicanze gravi se non addirittura letali”. Questo l’incipit di una nota di raccomandazione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza al Ministro della Salute Giulia Grillo.
“Mai più bambini morti per una circoncisione” dice la Garante Filomena Albano (nella foto). “La circoncisione rituale – prosegue – è un intervento chirurgico che ha un forte valore simbolico in determinati contesti culturali. Entrano in gioco diritti costituzionali come quello all’educazione e alla libertà religiosa. Ma la circoncisione deve essere praticata rispettando la salute dei bambini”.

“Quindi, come ha anche raccomandato il Consiglio d’Europa, deve avvenire in strutture sanitarie, secondo le buone norme della chirurgia e a costi uniformi e accessibili su tutto il territorio”.

Per Albano va dunque attuato quanto previsto dalla Convenzione di New York per assicurare il diritto alla salute e alle pari opportunità per ogni bambino. In Italia, infatti, l’accesso è risultato essere disomogeneo tra Regione e Regione, anche sotto il profilo delle spese da sostenere da parte dei genitori.
“Va individuato – conclude la Garante – un regime tariffario che renda accessibile a tutte le fasce di reddito la circoncisione rituale”.
L’Autorità ha infine segnalato la necessità di definire indirizzi unitari per attivare campagne di sensibilizzazione rivolte ai genitori e alle comunità interessate nonché iniziative di informazione presso i servizi socio sanitari. Va inoltre favorita la presenza di un mediatore culturale nei presidi ospedalieri ove si pratichi la circoncisione. Infine sono da definire procedure standard di accesso e successivi controlli.
 
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