Continuità assistenziale in Campania, SMI: no al ridimensionamento

Continuità assistenziale in Campania, SMI: no al ridimensionamento

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Per il Sindacato Medici Italiani il servizio di continuità assistenziale va garantito a tutti i cittadini italiani. La proposta dei micro team intaserebbe ulteriormente gli ospedali

“Siamo nettamente  contrari  alla proposta di ridimensionare il servizi di continuità assistenziale (ex guardia medica) in Campania. Questa decisione lede il diritto all’assistenza medica garantito a tutti i cittadini italiani”. Così il Segretario Regionale della Campania dello SMI (Sindacato Medici Italiani), Luigi De Lucia.

“Non ci convincono i cosiddetti micro team, sponsorizzati dalla  Fimmg e la scelta di scaricare compiti impropri  (magari allargando l’uso dei codici bianchi)  sul 118 e sui Pronto Soccorso. Questa decisione – aggiunge il rappresentante sindacale – intaserebbe ulteriormente i nostri ospedali. Siamo contrari alla continuazione di una trattativa, che sancisce lo smantellamento della continuità assistenziale h. 24. Così come, siamo in tetto disaccordo con le posizioni della Fimmg che sostiene questa manovra odiosa contro  i lavoratori e contro i cittadini”.

Per lo SMI va ribadito che il servizio di guardia medica è finalizzato ad effettuare interventi di natura indifferibile.

“Quindi – specifica De Lucia – per quei casi che non possono attendere l’assistenza dei medici di famiglia il mattino a partire dalle 8,00”.

Per queste ragioni, “unitamente al fatto che vanno garantiti i Lea in modo uniforme in tutto il Paese” il Sindacato Medici Italiani “mobiliterà medici e lavoratori della sanità contro la volontà della V Commissione della Regione Campania di volere far  passare questa odiosa proposta”.

“Valuteremo tutte le azioni, anche eventuali ricorsi legali  (un ricorso al Consiglio di Stato il nostro sindacato lo presentò sulla stessa questione alcuni anni fa) per mantenere in piedi  i servizi di Continuità assistenziale senza chiudere il servizio notturno ai cittadini”.

“Vorremmo,  invece, chiedere alla Regione Campania – conclude De Lucia – quanti siano gli  accessi effettuati ai servizi offerti la notte e nei festivi dalla ex guardia medica di  Napoli e nella nostra regione per far emergere la grande utilità sociale di questo servizio”.

 

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