Spetta ai genitori correggere comportamenti scorretti del figlio. Ecco un caso a carico di due genitori accusati di culpa in educando.

Un caso spinoso a carico di due genitori accusati per culpa in educando e preso in esame dalla Cassazione.

Ebbene, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una coppia di genitori milanesi al risarcimento del danno per la perdita del rapporto parentale ai congiunti della signora M. C. di 71 anni.

La signora è deceduta nel 2002 a seguito della caduta in bici dopo un urto con un altro velocipede condotto da D., allora 12 enne.

Entrambi procedevano, in senso opposto, lungo la pista ciclabile che costeggia il Naviglio Grande. D.si trovava assieme ad altri 14 compagni dell’oratorio guidati da D. G.  per una gita in bici.

Secondo i testimoni D., nonostante le raccomandazioni del sacerdote che aveva chiesto al giovane di non azzardare sorpassi, superando un compagno aveva urtato la signora.

La donna era quindi caduta dopo aver perso l’equilibrio. Nel tratto, teatro dello scontro, risulta assente la recinzione di protezione e la signora finì nel canale.

I congiunti della donna hanno intentato causa nei confronti dell’ente gestore della pista ciclabile, il Parco del Ticino, e contro la famiglia del ragazzo.

I giudici di prime cure hanno condannato i convenuti in solido al risarcimento di € 500.000,00. Il tribunale di appello ha poi confermato le condanne in solido.

Il risarcimento è stato però aumentato di ulteriori € 73.000,00, integralmente liquidati dalla compagnia assicurativa, Unipol, del Parco.

Questa ha poi agito in regresso nei confronti della famiglia P. per € 276.000,00. In seguito, i giudici di Piazza Cavour hanno confermato la responsabilità in educando dei genitori ex art. 2048 c.c.

 

Leggi l’approfondimento su tale argomento del dott. Umberto Coccia 

 

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