Danni ai nervi dopo un mini lifting, a processo medico ortopedico

Danni ai nervi dopo un mini lifting, a processo medico ortopedico

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danni ai nervi

Il camice bianco è accusato di lesioni colpose per aver provocato danni ai nervi della paziente. E’ stato citato in giudizio per aver praticato attività di chirurgia plastica senza autorizzazioni 

E’ accusato di lesioni colpose per aver provocato, con un intervento di mini lifting, danni ai nervi di una paziente sessantenne. La donna avrebbe quasi rischiato una  paralisi della bocca, oltre a presentare evidenti difficoltà nella chiusura dell’occhio sinistro.

La vicenda, riportata dalla Gazzetta di Modena, vede indagato un medico ortopedico. Il camice bianco è stato citato in giudizio anche per aver praticato attività di chirurgia plastica in un suo ambulatorio senza le necessarie autorizzazioni. In attesa del processo, che si aprirà ad ottobre, il gip ha quindi autorizzato la chiusura dello studio, che risulterebbe accatastato come garage.

Il professionista, inoltre, è anche stato segnalato dalla vittima all’Ordine dei Medici di Modena che ha avrebbe aperto un procedimento disciplinare nei confronti del collega.

La presunta vittima, invece, si è costituita parte civile, e ha avviato un’azione per ottenere il risarcimento del danno subito, solo parzialmente assorbito da altri interventi specialistici.

Attraverso le pagine del quotidiano modenese, la paziente racconta che il sedicente chirurgo estetico-plastico le avrebbe garantito che il mini lifting richiedeva poco tempo. L’intervento, invece, sarebbe durato “sei dolorosissime ore”.

Il medico le avrebbe poi prescritto degli antibiotici bendandola e mandandola a casa. “Avevo un grande ematoma in faccia – racconta la donna – la bocca si era bloccata in una smorfia e l’occhio sinistro non si chiudeva”. Secondo la presunta vittima il professionista non le avrebbe fatto firmare il consenso informato, né le avrebbe spiegato il progetto dell’intervento.

La donna si sarebbe quindi rivolta per le cure a un altro specialista bolognese, esperto in chirurgia maxillo facciale. Questi avrebbe poi steso una relazione, consegnata ai Nas di Parma, sottolineando che la paziente, dopo l’intervento, oltre alle gravi lesioni riportate, sarebbe anche caduta in depressione dovendo assumere dei forti medicinali.

 

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