Embolia dopo una frattura, arriva la condanna per tre medici

Embolia dopo una frattura, arriva la condanna per tre medici

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Embolia dopo una frattura, arriva la condanna per tre medici

Tre medici sono stati condannati per la morte di un 28enne, vittima di una embolia dopo una frattura. Un quarto medico coinvolto è stato invece assolto

Sono arrivate tre condanne per la morte di Emilio Reforgiato, il 28enne morto per una embolia dopo una frattura all’Ospedale Ingrassia di Palermo.

I tre medici ritenuti responsabili del suo decesso, causato proprio da una embolia dopo una frattura, sono stati condannati a otto mesi e 20mila euro di provvisionale. Assolto, invece, un quarto medico.

Ma ecco cos’era accaduto.

Il ragazzo, di soli 28 anni, morì per un’embolia il 23 novembre del 2009, cinque giorni dopo essere andato al pronto soccorso dell’ospedale Ingrassia per un forte dolore al torace e alla spalla.

I medici, in seguito a una degenza di un giorno, lo mandarono a casa con una diagnosi di sindrome influenzale. Ogni problema cardiaco era infatti stato escluso.

Un mese prima, il 28enne si era fratturato il piede sinistro, una circostanza che aveva riferito al pronto soccorso, ma che i medici non trascrissero neppure nella cartella clinica.

La tesi dell’accusa è stata che l’immobilizzazione conseguente al gesso apposto per la frattura innescò l’embolia, manifestatasi poi a distanza di un mese.

La embolia dopo una frattura si sarebbe potuta agevolmente bloccare con una semplice iniezione di eparina. Ma i sanitari non presero neppure in considerazione l’ipotesi.

Pertanto, alla luce di tali considerazioni, i tre medici del pronto soccorso dell’ospedale Ingrassia di Palermo sono stati condannati. Si tratta di Rosanna Giaramidaro, Rosalba Tantillo e Florinda Bascone, tutti condannati a 8 mesi, pena sospesa, dal giudice monocratico Riccardo Corleo.

Questi avrebbe anche stabilito una provvisionale di 20mila euro per tutti e tre i condannati da versare alle tre parti civili, ovvero Vito Reforgiato, Pasquale Reforgiato e Francesca Pillitteri, rispettivamente padre, fratello e madre della vittima.

I familiari di Reforgiato sono stati difesi dagli avvocati Giovanni Di Benedetto, Roberto e Dario D’Agostino. Assolto da tutte le accuse, invece, il medico Sebastiano Scalzo. Per tutti e quattro i medici coinvolti, la procura aveva chiesto per tutti una condanna a due anni.

 

 

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