Per la Confederazione dei liberi professionisti l’equo compenso, è rimasto una proclamazione di principio, priva di un’autonoma capacità vincolante nei confronto degli enti pubblici

“L’economia italiana è ostaggio di uno spread burocratico che frena imprese e professionisti. Se non saremo in grado di invertire la tendenza alla complicazione, gli sforzi compiuti con la manovra di bilancio rischiano di restare senza effetti percepibili nell’economia reale”. Il tutto “con gravi conseguenze sul quadro macroeconomico”. Così il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, alle Commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato, dove sono in corso le audizioni sul Dl Semplificazione.

Secondo la Confederazione italiana dei liberi professionisti sono tre i nodi principali che il Parlamento deve risolvere, in sede di conversione del decreto semplificazione, per ristabilire un più equo rapporto tra Pubblica amministrazione, imprese e professionisti. Al primo punto c’è l’annoso problema dei debiti commerciali della P.A, che oggi ammontano a circa 30 miliardi di euro. Questi, insieme ai ritardi di pagamento, incidono pesantemente sull’attività economica in particolare delle professioni tecniche, tra i principali fornitori di prestazioni per la P.A.

Altra nota dolente riguarda l’equo compenso.

La misura, dopo l’approvazione della manovra dello scorso anno, è rimasto “una proclamazione di principio, priva di un’autonoma capacità vincolante nei confronto degli enti pubblici”. Per Confprofessioni tale nodo va affrontato risolutamente, attraverso un intervento che faccia “espresso riferimento ai parametri previsti per la liquidazione giudiziale dei compensi”.

Per vincere la sfida della semplificazione della burocrazia e degli adempimenti amministrativi, Confprofessioni sollecita l’attuazione delle deleghe contenute nello Statuto del lavoro autonomo. A cominciare dalla valorizzazione del ruolo sussidiario dei professionisti, “che può rivelarsi uno strumento formidabile per alleggerire il carico degli adempimenti burocratici”. Infine, Stella invita Governo e Parlamento a riconsiderare con maggiore ponderazione la Struttura unica di progettazione, introdotta nell’ultima legge di Bilancio, ascoltando i rilievi provenienti da tutto il mondo delle professioni tecniche.

 

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