Equo compenso, in Toscana le prime applicazioni normative

Equo compenso, in Toscana le prime applicazioni normative

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Approvata la delibera regionale che da il via libera all’ equo compenso. La misura riguarda i professionisti incaricati della progettazione di opere pubbliche

E’ la Toscana la prima regione ad applicare le regole per assicurare l’ equo compenso. La misura riguarda i professionisti incaricati della progettazione di opere pubbliche; ma a essere interessate sono anche altre figure professionali alle quali vengono richieste prestazioni aggiuntive rispetto a quelle previste dal mansionario o di effettuare servizi esterni.

La delibera che da il via libera all’equo compenso è stata approvata dalla giunta regionale su proposta dell’assessore alla Formazione e al lavoro, Cristina Grieco.

Per il presidente della Regione, Enrico Rossi, l’obiettivo è “dare applicazione al principio dell’equo compenso, definendo regole certe, uniformi e valide per numerose categorie di lavoratori”.

A queste regole si atterrà per prima la Regione Toscana, ma sono tenuti ad applicarle anche tutti gli enti dipendenti dalla Regione stessa. Tra questi anche quelli del sistema sanitario regionale, l’Arpat, Toscana promozione, Artea, Toscana sviluppo, l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario, l’Autorità portuale regionale e i parchi regionali.

“Il lavoro – aggiunge Rossi – va adeguatamente retribuito e le amministrazioni pubbliche non devono più corrispondere compensi non correttamente parametrati o, a maggior ragione, pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito”.

Secondo le regole stabilite il professionista incaricato deve essere retribuito con un compenso che varia dai 50 ai 75 euro l’ora; un aiuto dai 35 ai 50 euro e un aiuto di concetto dai 30 ai 37 euro.

Si tratta di numeri indicativi poiché la determinazione del compenso, nel caso delle opere pubbliche, deve calcolare il costo delle singole categorie che compongono l’opera; valutare la complessità della prestazione fornita dal professionista e della specificità della sua prestazione.

Oltre alle opere edili rientrano nel novero le infrastrutture per la mobilità, le opere idrauliche, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione; e ancora il paesaggio, l’ambiente, la naturalizzazione, l’agroalimentare, la zootecnica, la ruralità, le foreste, oltre alle opere legate al territorio e all’urbanistica.

 

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