Fabbisogno di medici specialisti, disappunto per atteggiamento Regioni

Fabbisogno di medici specialisti, disappunto per atteggiamento Regioni

fabbisogno di medici specialisti

Anaao Giovani: scelta miope la mancata intesa sul fabbisogno di medici specialisti rispetto alla bozza presentata nell’incontro Stato-Regioni

“Una scelta miope, che mina pericolosamente la sopravvivenza stessa del nostro Sistema Sanitario Nazionale”. Sono parole di disappunto quelle espresse da Anaao Giovani per la mancata intesa sul fabbisogno di medici specialisti rispetto alla bozza presentata nell’ultimo incontro Stato-Regioni.

L’Associazione lamenta un disinteresse da parte delle Regioni italiane sul fatto che i giovani laureati siano costretti a emigrare all’estero. Decisione dettata “dall’assurdo imbuto formativo che impone ogni anno a 11.000 neolaureati di partecipare ad un concorso per 6.000 borse di specialità”. Il tutto nonostante le stesse Regioni abbiano contribuito economicamente alla loro formazione con una spesa di 150.000 euro cadauno.

Le Regioni non sarebbero neppure preoccupate a fronte del fatto che i concorsi vadano deserti nelle branche vitali per i servizi per gli utenti, ovvero l’emergenza urgenza. Così come non sarebbero preoccupate della mancanza di concorsi per l’affidamento dei servizi di pronto soccorso e delle sale operatorie. Attività sempre più spesso subappaltate al privato accreditato e a cooperative di medici e infermieri di cui è difficile verificare livello di preparazione e affidabilità.

L’auspicio, dunque, è che i Governatori delle Regioni investano sul futuro della loro Sanità, che passa necessariamente dalla formazione dei giovani medici italiani.

Anaao Giovani, inoltre, esprime profondo dispiacere per la mancata istituzione della laurea abilitante, come auspicato, sostituita invece dalla modifica dell’attuale esame di stato. “È sicuramente una nota positiva l’anticipo del tirocinio formativo”, si legge in una nota, tuttavia resta il rammarico in quanto si sperava nella totale soppressione dell’esame di Stato. Per il sindacato, appare sempre più necessaria una riforma del sistema di formazione che permetta di accedere immediatamente dopo la laurea al mondo del lavoro. Il tutto tramite l’inserimento in un percorso di formazione garantito a tutti i laureati in Medicina e Chirurgia.

 

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