Francobolli intrisi di Lsd: medico del 118 assolto dalle accuse

Francobolli intrisi di Lsd: medico del 118 assolto dalle accuse

Francobolli intrisi di Lsd: medico del 118 assolto dalle accuse

Lieto fine per un medico assolto da tutte le accuse per via di alcuni francobolli intrisi di lsd. L’accusa aveva chiesto 6 mesi e 1500 euro di multa

Un medico del 118 è stato assolto perché non è stata raggiunta la prova che 73 francobolli intrisi di lsd che aveva ricevuto per posta, fossero destinati al “mercato”.

Una vicenda che, per il professionista, si è conclusa bene. Il giudice Gian Marco De Vincenzi depositerà fra due mesi le motivazioni ma, intanto Valerio Borrini, 36 anni, medico dell’emergenza sanitaria, si gode il proscioglimento.

Ma ecco i fatti.

Nel gennaio 2015 il medico era stato arrestato dalla guardia di finanza della Tenenza di Orbetello per via di alcuni francobolli intrisi di lsd. Questi erano giunti in un pacco sospetto, seguito dalla Gdf proprio fino al medico che lo aveva ordinato.

L’uomo era stato messo ai domiciliari e poi liberato e ieri ha seguito l’atto finale del processo, accanto al suo avvocato, Patrizia Fabiani.

Per lui l’accusa – in aula il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi – aveva chiesto 6 mesi e 1.500 euro di multa.

Una pena non alta anche perché già dal capo di imputazione veniva riconosciuta la lieve entità dei fatti.

Tuttavia, la Procura si era comunque ritenuta convinta delle finalità illecite del possesso di quei francobolli intrisi di lsd.

Con questi, secondo quanto riferito dalla polizia giudiziaria in aula, era stato stimato che si potessero ricavare ben 292 dosi (più 8 dosi da due bustine contenenti Mdma per 0,581 grammi).

Una storia complessa quella del medico, che iniziava dieci anni fa. Borrini aveva infatti effettuato un periodo di ricerca in Brasile ed aveva avuto dei problemi di salute in seguito a una rapina con lesioni.

Gli era stato pertanto consigliato di assumere un estratto di liana si rivelò piuttosto efficace e di ciò Borrini si era ricordato in occasione di problemi di salute analoghi.

In sostanza, ha detto il suo legale, era stato riconosciuto come efficace l’uso terapeutico degli psicoattivi, tra cui appunto l’Lsd, come sostenuto anche dal consulente Iazzetta sentito nella precedente udienza e dai colleghi di Borrini.

Ma non c’erano elementi che potessero far sospettare lo spaccio.

Professionista incensurato, Borrini aveva spiegato tutto già al giudice al momento dell’arresto, affermando che si trattava di un regalo da parte di amici olandesi conosciuti durante una vacanza.

Il difensore ha infine fatto notare che dalla relazione tossicologica si evinceva soltanto che i francobolli erano a base di acido lisergico, appunto di Lsd, ma che non era indicato il potenziale. E aveva invocato in conclusione l’assoluzione del suo assistito. Il giudice ha accolto le tesi difensive e ha assolto Borrini.

 

 

 

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