Frode assicurativa a Rimini, tre persone ai domiciliari

Frode assicurativa a Rimini, tre persone ai domiciliari

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frode assicurativa

Il sistema ruotava intorno a un ex broker e un medico del pronto soccorso. Indagate complessivamente 14 persone accusate a vario titolo di frode assicurativa, falsità materiale e corruzione

Tre persone sono state condotte agli arresti domiciliari a Rimini nell’ambito di un’operazione denominata “Rischio Zero”, coordinata dalla Procura del capoluogo di provincia romagnolo. Si tratta di un medico ortopedico di 62 anni in servizio al pronto soccorso dell’ospedale Infermi, un ex assicuratore di 58 anni e un 36enne di origini campane già noto alle forze dell’ordine per altri precedenti penali. L’inchiesta vede indagate complessivamente 14 persone. Sono accusate, a vario titolo, di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico, frode assicurativa e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio.

Il sistema truffaldino messo in atto dal 2014 al 2018 avrebbe fruttato agli indagati somme illecite per complessivi 413mila euro. Tutto ruotava attorno alle figure dell’ex broker e del medico del pronto soccorso. Secondo il quadro accusatorio, il primo reclutava persone con difficoltà economiche convincendole, anche con aiuti economici, a stipulare più polizze personali per infortunio. Dopo qualche mese proponeva loro di simulare degli incidenti, come una caduta in casa piuttosto che dalla bicicletta. Infine li inviava al pronto soccorso dal camice bianco compiacente, che compilava e rilasciava false certificazioni mediche per infortuni in realtà mai avvenuti.

Gli assicurati, quindi, percepivano le indennità risarcitorie spartendole con l’ex broker (che intascava circa il 30%).

Il medico, invece, si faceva pagare irregolarmente dai 250 ai 500 euro a referto. Ciò nonostante i fniti ‘infortunati’ fossero esenti dal pagamento di visite di emergenza in quanto regolarmente iscritti al servizio sanitario nazionale. La truffa più sostanziosa scoperta dagli inquirenti riguarderebbe un incidente stradale mai avvenuto, risarcito con 70mila euro.

Le indagini sono partite da alcune segnalazioni effettuate dalle compagnie assicurative in merito a risarcimenti sospetti. I carabinieri e gli uomini della guardia di finanza hanno quindi messo sotto controllo i telefoni degli indagati e realizzato dei video ambientali in pronto soccorso. Determinante, inoltre, il sequestro del computer appartenente al broker, all’interno del quale sarebbero stati recuperati file contenenti descrizioni dettagliate delle dinamiche dei falsi sinistri, dei sintomi e dei dolori accusati dai clienti, nonché delle prognosi e delle terapie svolte. In pratica, dei veri e propri manuali che i finti infortunati avrebbero dovuto recitare davanti ai periti assicurativi.

 

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