ginecologo condannato

Ginecologo condannato per colpa medica, figlio indagato per riciclaggio

Nel mirino degli inquirenti le operazioni finanziarie effettuate con il denaro – erogato dall’Assicurazione a un ginecologo condannato per colpa medica e morto nel 2018 – destinato al risarcimento della famiglia di un bambino affetto da tetraparesi spastica

Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, per equivalente e finalizzato alla confisca diretta di titoli, soldi e beni per un valore complessivo superiore ai 500mila euro. Il destinatario della misura è il figlio di un ginecologo condannato per colpa medica e deceduto nel 2018, indagato dalla Procura di Napoli assieme alla moglie per riciclaggio. Secondo l’accusa la coppia avrebbe investito su conti correnti e in beni vari i soldi destinati alla famiglia di un bambino affetto da tetraparesi spastica.

Come racconta il Mattino, due anni fa il Tribunale di Napoli aveva condannato il padre dell’indagato, ritenendolo responsabile delle gravi lesioni subite da un neonato che oggi non cammina, non parla e ha bisogno di cure continue in quanto non autosufficiente.

A conclusione del processo la compagnia assicurativa aveva messo a disposizione del camice bianco la somma destinata al risarcimento.

Il medico, sfruttando un’opzione normativa del codice civile, avrebbe fatto accreditare l’importo su un conto corrente cointestato al figlio. Una volta incassati i soldi, anziché girarli ai beneficiari se ne sarebbe impossessato definitivamente girandoli e frazionandoli attraverso una serie di operazioni finanziarie.

Una condotta illecita  per la quale oggi sono sotto inchiesta il figlio e sua moglie, sui cui conti sarebbe stato rintracciato il denaro. I finanzieri hanno infatti indagato sui movimenti bancari della famiglia, ricostruendo le manovre fatte per evitare che i soldi fossero consegnati ai legittimi beneficiari. Tuttavia bisognerà attendere la definizione del processo per riciclaggio affinché il denaro possa essere versato a beneficio del ragazzo invalido.

 

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