Giovani medici, Anelli: basta all’imbuto formativo

Giovani medici, Anelli: basta all’imbuto formativo

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Il presidente della FNOMCeO riporta le testimonianze di molti giovani medici che non riescono ad accedere alle scuole di specializzazione

“Riceviamo lettere da molti giovani medici che raccontano la loro storia, la storia dei loro e nostri colleghi, fatta di sacrifici, di speranze deluse, di futuro rubato. Storie di giovani medici laureati, abilitati, che si adoperano per entrare in una scuola di specializzazione. Molti non ci riescono, e finiscono prigionieri dell’imbuto formativo; altri sono costretti a ripiegare su specialità che non corrispondono alle loro reali inclinazioni, e l’anno successivo ritentano, ‘sprecando’, di fatto, le risorse destinate alla prima borsa.

Così il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, commenta le lettere ricevute in questi giorni da giovani medici che lamentano le difficoltà organizzative e di accesso alle specializzazioni, e al corso specifico per la Medicina generale.

“Sono segni – prosegue il vertice della Federazione – sintomi da non sottovalutare. Noi, come Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, ci sentiamo responsabili di ognuno di quei colleghi, dei loro sacrifici e del loro futuro. Per questo ribadiamo il nostro appello: sia fatta una Legge per la quale a ogni laurea in medicina corrisponda un posto nelle specializzazioni o al corso per diventare medico di Medicina generale, per dire basta all’imbuto formativo. E sia il percorso formativo ad orientare la scelta tra le diverse specialità, perché nessuna borsa sia mai più abbandonata”.

Tra le lettere ricevute Anelli ricorda quella di una specializzanda che racconta di vedere “tanti colleghi in lacrime”, perché “anche quest’anno è andato male e probabilmente rimarranno fuori dalla specialità dopo aver investito tutto in questo concorso”.

“Altri giovani medici – aggiunge ancora Anelli – si sono organizzati sui social e stanno portando avanti le loro istanze – che sono anche le nostre – con un’azione di mail bombing diretta ai parlamentari. Oggi più che mai – conclude – la Professione è unita e fa fronte comune per risolvere, una volta per tutte, queste anomalie”.

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