Ictus, casi in aumento ma maggiore efficienza della rete dell’emergenza

Ictus, casi in aumento ma maggiore efficienza della rete dell’emergenza

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Fondamentale riconoscere i segnali che possono predire l’arrivo di un ictus per l’avvio tempestivo del percorso diagnostico terapeutico per il trattamento

Asimmetria del volto, sensazione di debolezza a un braccio o una gamba, difficoltà di linguaggio, perdita di equilibrio o coordinazione. Sono alcuni dei segnali, spesso sottovalutati, che possono predire il sopraggiungere di un ictus. Possono infatti indicare un’interruzione dell’apporto di sangue a una parte del cervello. Una condizione che, se non gestita tempestivamente, può portare a gravi disabilità permanenti o addirittura alla morte.

L’ictus è una patologia che colpisce 200.000 persone ogni anno in Italia. Rappresenta la seconda causa più comune di morte e la principale causa di disabilità nell’a­dulto. Nel percorso diagnostico-terapeutico per il trattamento dell’ictus in fase acuta, la tempestività è quindi un fattore determinante.

Per sensibilizzare su prevenzione e gestione tempestiva dell’ictus, a livello europeo è stato disposto lo Stroke Action Plan for Europe 2018-2030.

All’iniziativa aderisce il Policlinico Tor Vergata, tra i centri più attivi in Italia per numero annuale di procedure di trombectomia. La struttura capitolina rappresenta un punto di riferimento per la presa in carico in emergenza del paziente colpito da ictus. Nel 2018, presso il presidio ospedaliero, sono stati trattati circa 140 pazienti, ottenendo una completa autonomia funzionale valutata a 3 mesi nel 50% circa dei casi. Il tutto nonostante l’estrema gravità dei sintomi all’esordio.

“Il processo di invecchiamento della popolazione ha portato ad un aumento del numero di pazienti colpiti da ictus”. A spiegarlo è Marina Diomedi, responsabile della Stroke Unit della Fondazione Policlinico Tor Vergata. I pazienti, tuttavia, possono “contare su una maggiore efficienza della rete dell’emergenza ictus”. Questa permette loro di arrivare al setting più appropriato in tempo utile per un trattamento.

“È però necessario – conclude Diomedi – che il paziente riconosca i sintomi e agisca con tempestività rivolgendosi a centri Hub specializzati”.

 

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