Inceneritori, quale impatto sulla salute?

Inceneritori, quale impatto sulla salute?

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Uno studio condotto in Emilia Romagna ha preso in considerazione l’impatto degli inceneritori sulla salute della popolazione residente nel raggio di 4 km da ciascun impianto

Per il Vicepremier Luigi Di Maio gli inceneritori sono vintage, per il suo collega Matteo Salvini, invece, “se gestiti bene e controllati bene, portano più salute ed economia”. Ma qual è l’impatto dei termovalorizzatori sulla salute? Il numero degli studi che riguardano tale aspetto è molto limitato. Una delle ricerche più recenti e complete al riguardo è il progetto Moniter promosso dalla Regione Emilia-Romagna e coordinato da Arpa.

Il lavoro, iniziato nel 2007 e si è concluso nel 2011, si è concentrato sulla popolazione residente nell’area di 4 km di raggio intorno a ogni inceneritore per rifiuti solidi urbani (RSU) dell’Emilia Romagna. I risultati, come riporta l’Adnkronos Salute – evidenziano che nelle emissioni degli inceneritori di rifiuti urbani tutti gli inquinanti sottoposti a limite normativo risultano essere al di sotto delle concentrazioni massime ammesse. In particolare, le concentrazioni di diossine (PCDD), furani (PCDF), policlorobifenili (PCB) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono risultati “ampiamente al di sotto dei limiti normati e autorizzati”.

Per quanto concerne gli effetti a lungo termine sulla salute umana, il progetto Moniter non ha messo in evidenza un’associazione tra livelli di esposizione e mortalità o incidenza di tumori. “Possibile eccezione – rileva il rapporto – è la stima di incidenza dei linfomi non Hodgkin a Modena”. Questo dato, tuttavia, non è riprodotto “dai risultati osservati nell’insieme delle popolazioni” osservate.

Lo studio ha poi effettuato un’analisi degli effetti riproduttivi, prendendo in considerazione i 9950 nati nella aree in studio nel periodo 2003-2006.

Tale attività ha portato ad osservare un’associazione tra l’esposizione e l’esito  dei nati pretermine. La frequenza di questi ultimi, secondo il Rapporto, aumenta con i livelli di esposizione. Nessuna associazione è stata rilevata, invece, per il basso peso nei nati a termine, la gemellarità e il rapporto tra i sessi alla nascita.

Gli aborti spontanei, “risultano associabili con l’esposizione a inceneritore, sia pur con minor forza rispetto ai nati pretermine”. Per quel che riguarda le malformazioni non vi sono invece “elementi per l’attribuzione di un nesso causale” con l’esposizione agli inceneritori. Ciò a causa di “rilevanti difficoltà nel reperimento certo e completo dei nati malformati nelle aree in studio”.

 

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