Incentivi ai medici fiscali, arriva la replica di Petrone (FIMMG Inps)

Incentivi ai medici fiscali, arriva la replica di Petrone (FIMMG Inps)

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incentivi ai medici

Secondo Alfredo Petrone (FIMMG Inps) non sono previsti incentivi ai medici fiscali per ridurre le prestazioni per malattia o invalidità dei lavoratori.

Nelle ultime ore, ha fatto discutere la notizia di presunti incentivi ai medici fiscali per ridurre le prestazioni per malattia o invalidità dei lavoratori.

Sul caso, innescato da un articolo di Vittorio Agnoletto per il blog del Fatto Quotidiano, è intervenuto anche il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli.

“Non siamo i medici dello Stato ma del cittadino – aveva dichiarato Anelli -. Questo incentivo, se confermato, è un’aberrazione per la professione medica e segna il tradimento di principi costituzionali. Chiunque debba valutare, sappia che siamo contrari”.

Ebbene, oggi arriva la secca replica da parte di Alfredo Petrone (Fimmg Inps) sul tema degli incentivi ai medici fiscali.

“I medici fiscali – dichiara Petrone – addetti al controllo dei lavoratori in malattia, e i medici convenzionati esterni INPS, addetti a tutte le attività istituzionali medico legali INPS, non ricevono e non riceveranno alcun incentivo economico per ridurre le prestazioni per malattia o invalidità dei lavoratori”.

E, secondo Petrone, “anche solo insinuare questo sospetto rischia di accrescere l’ondata di violenza nei confronti degli operatori sanitari”.

Per ulteriore chiarezza, in una nota diffusa oggi, Petrone afferma che nel contratto dei medici fiscali e convenzionati esterni, rappresentati dal settore Inps della Fimmg, “non è e non sarà previsto alcun incentivo per riduzione di prognosi o prestazioni per cittadini e lavoratori”.

Petrone ha ribadito inoltre che tutti i giudizio dei medici convenzionati esterni che compongono le commissioni valutatrici, sono formulati alla luce dei principi di “metodologia medico legale, dalla normativa riferimento e dalla deontologia medica”.

“Nessuno di loro – conclude Petrone – accetterebbe mai un incentivo economico che potesse anche lontanamente essere collegato alla revoca o alla riduzione di una prestazione assistenziale o previdenziale. Il nostro primo dovere è tutelare il cittadino malato o invalido”.

 

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