Infermiera schiaffeggiata da un primario: denunciato

Infermiera schiaffeggiata da un primario: denunciato

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Infermiera schiaffeggiata da un primario: denunciato

Ennesimo episodio di violenza in ospedale, ma questa volta non c’entrano i pazienti: vittima è una infermiera schiaffeggiata da un primario

Nuovo episodio di violenza tra le mura di un ospedale: vittima, questa volta, è una infermiera schiaffeggiata da un primario.

Il grave fatto è avvenuto all’ospedale Infermi di Rimini. Qui, pare a causa dei tempi di attesa troppo lunghi in pronto soccorso, un primario avrebbe aggredito prima verbalmente e poi passando alle mani, una infermiera.

Se infatti, come spesso accade, gli autori di queste vili aggressioni sono pazienti, duole constatare come in questa occasione l’episodio di violenza provenga da un altro sanitario.

Non si tratta, infatti, del paziente poco rispettoso di turno che, contro qualsiasi legge e norma di buon senso, molesta fisicamente e verbalmente un operatore sanitario intento a svolgere il proprio lavoro. Bensì di un medico.

Tutto è iniziato, dapprima, con delle minacce di natura verbale.

“Lei non sa chi sono io. Sono un medico molto noto”, avrebbe dichiarato il primario. E, subito dopo, un sonoro ceffone.

L’infermiera schiaffeggiata da un primario sarebbe stata proprio colpita al volto. Il medico avrebbe ‘giustificato’ l’accaduto con le lunghe attese in pronto soccorso. La “colpa” della dipendente ospedaliera sarebbe stata quella di tentare tranquillizzare il medico a riguardo.

La donna, dunque, si è immediatamente rivolta all’avvocato Gianluca Brugioni, presentando regolare denuncia contro il medico che, con l’aggressione, le avrebbe procurato lesioni guaribili in 10 giorni.

La violenza si sarebbe consumata in un corridoio del dipartimento di Emergenza e Accettazione. Dunque anche di fronte a decine di persone, che saranno chiamate a testimoniare contro il medico autore dell’aggressione.

Quest’ultimo avrebbe perso le staffe, sembra, per il comportamento di un suo “collega”, reo di non trovarsi in ambulatorio a visitare i molti pazienti in attesa.

 

 

 

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