Intelligenza artificiale per perfezionare le diagnosi: c’è un progetto

Intelligenza artificiale per perfezionare le diagnosi: c’è un progetto

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Intelligenza Artificiale per perfezionare le diagnosi: c’è un progetto

Un progetto vuole impiegare l’ intelligenza artificiale per sviluppare diagnosi sempre più precise, estraendo informazioni dai documenti clinici digitali

Un innovativo progetto tutto italiano vorrebbe utilizzare l’ intelligenza artificiale per elaborare diagnosi più precise e sofisticate. Come? Con un semplice algoritmo, capace di setacciare in pochi secondi migliaia di documenti clinici digitali, in totale anonimato per i pazienti.

È questo uno degli obiettivi che si propone la ricerca scientifica nata dalla collaborazione tra Noovle (società di consulenza strategica ICT e Cloud nata nel giugno 2013 dalla fusione di Global Base e Scube NewMedia, principali partner di Google Cloud in Italia) e Consorzio Arsenàl.IT , (Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale), che verrà presentato a Milano il 24 maggio in occasione del Google Cloud Summit.

Il progetto mira a testare l’utilizzo dell’ intelligenza artificiale e degli algoritmi di Machine Learning per classificare i documenti clinici digitali ed estrarre da quelli non strutturati il maggior numero possibile di informazioni cliniche significative.

Come racconta Lorenzo Gubian, direttore dell’Unità Operativa Complessa Sistemi Informativi di Azienda Zero e già direttore generale di Arsenàl.it, l’idea ha iniziato a nascere un paio d’anni fa.

Quando cioè Arsenàl.IT “ha avviato un percorso esplorativo nel campo dell’ Intelligenza Artificiale e del Machine Learning nello specifico ambito dell’eHealth”.

Una tappa fondamentale, secondo Gubian. Anche perché “ha permesso di tracciare una vera e propria roadmap, è stato un evento promosso a Venezia nell’ambito del Connectathon 2017 al quale hanno partecipato i principali attori nel mercato globale dell’ICT tra i quali Google”.

E così, dopo, una serie di incontri, si è iniziato a pensare all’applicazione della Intelligenza artificiale in ambito sanitario.

Dal 2012, su mandato di Regione Veneto e Azienda Zero (la nuova super-struttura che gestirà la sanità veneta) , Arsenàl.IT sta coordinando il progetto Fascicolo sanitario elettronico regionale (FSEr).

La società si occupa di garantire tutti gli aspetti tecnici relativi all’interoperabilità dei sistemi informativi sanitari. Uno dei motivi che hanno permesso la nascita della partnership con Noovle, premier partner italiano di Google Cloud e Google, è che da oltre un decennio Arsenàl.IT collabora con enti internazionali per sviluppare l’infrastruttura del FSEr.

Ma in cosa consiste di preciso il progetto?

“Si tratta di una ricerca scientifica – prosegue Gubian – che mira ad estrarre dai documenti clinici non strutturati il maggior numero di informazioni cliniche significative e a permettere una classificazione automatica dei documenti stessi, utilizzando algoritmi di Machine Learning”.

Non appena il Fascicolo sanitario elettronico regionale è andato a regime ed è stato “alimentato” da parte delle aziende sanitarie con i documenti clinici previsti da obiettivi regionali, si è resa disponibile una mole di informazioni notevole.

L’obiettivo del progetto è duplice. Da un lato si vuol capire quanto l ‘intelligenza artificiale e i sistemi di Machine Learlin possano essere applicabili in ambito sanitario.

Dall’altro, si vuole sviluppare algoritmi di Machine Learning specifici da trasformare poi in servizi veri e propricollegati al FSEr.

Per testare il progetto di intelligenza artificiale, si sta realizzando un primo test sui dati di 70.000 lettere di dimissione ospedaliera. Questo terminerà a fine anno.

E, se i risultati dovessero essere incoraggianti, è facile intuire la portata delle ricadute positive che questo progetto avrà nel fornire diagnosi più precise.

“Si tratta – conclude Gubian – di una sfida che vede Arsenàl.IT impegnata a fianco di Azienda Zero e di Regione Veneto nella realizzazione di servizi innovativi sempre più a misura di cittadino. Questo si può realizzare da un lato definendo percorsi e strumenti di coinvolgimento degli utenti nell’ideazione e nel disegno dei servizi, dall’altro attraverso l’applicazione di innovazioni tecniche capaci di incidere radicalmente sui processi organizzativi”.

 

 

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