Intervento di crio-ablazione su rene, a Padova primo caso al mondo

Intervento di crio-ablazione su rene, a Padova primo caso al mondo

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intervento di crio-ablazione

Una donna guarisce completamente dall’ipertensione arteriosa grazie a un intervento di crio-ablazione su rene

Una procedura innovativa, mai utilizzata prima per questo tipo di patologia, ha permesso di guarire definitivamente l’ipertensione in una giovane donna. L’ intervento di crio-ablazione su rene è stato realizzato a Padova dal gruppo della clinica dell’ipertensione arteriosa guidato dal professor Gian Paolo Rossi.

La paziente era affetta da un piccolissimo tumore secernente renina diagnosticato grazie all’impiego di sofisticati approcci di tipo diagnostico e terapeutico.

“Questi tumori – osserva il professor Rossi – sono considerati rarissimi: infatti ne sono stati diagnosticati soltanto 102 casi nel Mondo sin dalla prima descrizione nel 1967 a Glasgow. Ciò dipende in larga misura dal fatto che sono assai difficili da riconoscere in quanto spesso sfuggono all’imaging (ecografia e TAC) perché sono minuscoli (di pochi millimetri); inoltre possono presentarsi con valori di renina nel plasma non misurabili con la necessaria precisione, soprattutto allorché si usino i vecchi metodi di dosaggio radioattivo”.

La crio-ablazione è stata eseguita con leggera anestesia per via percutanea con l’inserimento di un ago di 16 gauge (circa 1,5 mm) nel fianco destro. Il tutto sotto guida della TC Tomografia Computerizzata.

Dopo aver prelevato un cito aspirato  è stato inserito sempre per via percutanea nel forellino del primo ago un secondo ago specializzato per la crio-ablazione della lesione (reninoma) confermata nel rene collegato alla macchina (Iceroad, Galil Medical, Israel apparecchiatura utilizzata per la crio-ablazione).

Sono stati eseguiti quindi due cicli di raffreddamento di 10 minuti intervallati da due cicli di riscaldamento. Durante la procedura si è verificato che la palla di ghiaccio formatasi in ognuno dei cicli includesse completamente il tumore; questo, congelato, va in necrosi e non dà più danno alla persona.

Alla fine della procedura una scansione TC con mezzo di contrasto ha escluso eventuali, possibili emorragie. Tutta la procedura è stata ben tollerata dalla paziente che è stata dimessa il giorno successivo a questo intervento. Un anno dopo i suoi valori di renina in circolo (che prima era prodotta in eccesso per il tumore) sono risultati invece normali e la pressione arteriosa è normale senza l’assunzione di alcun farmaco.

 

 

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