La medicina legale: quale vestito se non quello che già le è...

La medicina legale: quale vestito se non quello che già le è proprio?

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La medicina legale: quale vestito se non quello che già le è proprio?

Che la medicina legale si stesse finalmente muovendo è fatto noto dopo le tragedie sindacali e non del 2016-2017 che l’hanno ‘prostrata’…

…Ma la Medicina Legale non è certo dalla legge Gelli, legge in parte ancora inattuata, che deve ripartire!  È nel DNA dello specialista medico legale la lotta per il Cittadino danneggiato, per la giustizia e per la tutela delle Istituzioni.

Quindi se da un lato si è felici di tutte queste nuove iniziative a favore della medicina legale dormiente e del cittadino (dove l’Accademia della Medicina Legale è stata la primogenita), dall’altro si ritiene che una mutua collaborazione tra associazioni, sindacati e società scientifiche medico legali sia auspicabile.

Specie in questo caos dove, la medicina legale stessa, non ha più il potere del giudizio sul nesso di causalità e sulla valutazione del danno non patrimoniale in quanto lasciato totalmente in mano ai Giudici che, poverini, si debbono fare carico, appunto, anche di una medicina legale dormiente.

Nesso di causa, valutazione del danno biologico, sofferenza: sono tutti temi che sono propri della medicina legale: nel lontano decennio ’80-’90 il medico legale li offriva su di un piatto d’argento al diritto. Oggi dipende tutto dalle sentenze dei Giudici di Cassazione che fanno scuola su questi argomenti (e meno male!).

Quindi un plauso alla nuova associazione “Melcom” (Medicina Legale Contemporanea), ma ciò nella speranza della creazione di un canale privilegiato di comunicazione tra medici colti e specialisti in medicina legale, Giudici e Legislatore.

Questo affinché si faccia chiarezza sul ruolo di esclusiva che dovrebbe avere il medico legale nelle “faccende” che ineriscono al danno alla persona e ai diritti del danneggiato al giusto risarcimento. Se il legislatore non ha il coraggio di “affibbiare” al solo specialista in medicina legale certi compiti lasciando da parte il “cultore” della medicina legale, tutto sarà vano in quanto si continuerà ad affidarsi a ciò che sembra meno rischioso in termini di preferenze elettorali (a buoni intenditori, poche parole).

Quello che la medicina legale deve avere il coraggio di fare è effettuare una selezione interna delle capacità dei propri specialisti affidando loro incarichi precisi e orientati, tanto da rendere credibile tutta la categoria… Ma questo è solo un sogno che non ha chance di brillare in una valle oscura.

Si riporta di seguito uno stralcio delle dichiarazioni rilasciate al “Giornale d’Italia” della collega Luisa Regimenti, presidente della neonata Melcom, per far comprendere ai lettori di Responsabile Civile gli obiettivi della associazione:

“Si tratta di una nuova realtà che vuole considerare il medico legale non solo un lavoratore che ha bisogno di un sindacato ma un attore protagonista di una realtà che lo vede al centro come ideatore, suggeritore di leggi e punto di riferimento per il cittadino”.

Lo dichiara Luisa Regimenti, medico Legale e Presidente di Melcom, spiegando che la nascita di questo gruppo vuole determinare un superamento delle varie associazioni che ruotano intorno alla medicina legale per “dare vita ad un contenitore che rappresenti tutte le professionalità – aggiunge la Regimenti -. Infatti, nella nostra associazione i cento sottoscrittori sono medici legali, magistrati, ma anche direttori generali di aziende e vari interlocutori che via via il medico legale ha nella gestione moderna e contemporanea delle nostre problematiche. Il medico legale è uscito dall’obitorio, adesso è giusto sia dove si promulghino leggi, ma anche laddove il cittadino abbia necessità di comprendere le leggi e capire quali sono i suoi diritti e i suoi doveri. Vogliamo offrire questo servizio alla collettività perché ci sentiamo pronti e maturi per farlo”.

E che Dio benedica anche questa nuova iniziativa… medicolegale!

 

Dr. Carmelo Galipò

(Pres. Accademia della Medicina Legale)

 

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1 COMMENTO O STORIA

  1. Egregio dott. Galipò
    Sono sempre io … non perché io c’è l’abbia contro i medici legali, anzi i miei CTP sono persone corrette di cui ho una profonda stima, sono di alcuni CTU del tribunale e dell’assicurazione che ho poca stima per vari motivi che ho già in passato in alcuni post riportato !!!
    “ Specie in questo caos dove, la medicina legale stessa, non ha più il potere del giudizio sul nesso di causalità e sulla valutazione del danno non patrimoniale in quanto lasciato totalmente in mano ai Giudici che, poverini, si debbono fare carico, appunto, anche di una medicina legale dormiente”.
    Come fa un Giudice a non farsi carico del nesso causale quando un CTU di fatti non risponde alle domande poste dal giudice, anzi reinterpreta le documentazioni non considerando ciò che c’è e fa illazioni su quello che doveva essere riportato in cartella mettendo lui orari e avvenimenti? Quando nega perfino che vi sia un danno dimostrato da esami strumentali e riportato in cartella? Quando non riporta interamente cosa dice una linee guida che metterebbe in discussione il suo costrutto? Fa bene quel giudice, se è intellettualmente libero di farlo … vista la superficialità…e le “imprecisioni”…
    Il mio caso:
    Un medico legale professore e responsabile del risk managment con esperto cattedratico della specialistica …. hanno riscritto la ginecologia …con errori anatomici, inversioni di EGA etc… tutto depositato in procura con tanto di mie memorie, linee guida e circa 100 lavori che evidenziavano le “imprecisioni” e …
    Un medico legale, esperto di bareme, autore di libri sul nesso causale e della branca in esame, nominato dall’assicurazione che ad un certo punto rinuncia al mandato dopo alcuni mesi per sovraccarico di lavoro. Quindi, altra visita da altro luminare anch’esso autore di testi che ad un certo punto, dopo visita medico legale viene cambiato … e altra nomina di un altro medico legale anch’esso famoso, con ausiliario professore esperto del campo di cui io avevo citato testi e lavori che dimostravano le imprecisioni scritte dal “CTU esperto del risk managment”, che durante la visita medico legale, in un atp, sono stati zitti senza proferire parola in mia presenza…(Al momento l’assicurazione, è al terzo medico legale e esperto della materia)
    CTU dell’atp con suo ausiliaro, che arrivano anch’essi a non rispondere al giudice a non fanno un bareme ma si limitano a negare l’evidenza, anzi arrivano a dire che come dottoressa io non avevo diritto al consenso stante la mia preparazione medica (lui medico legale stante la sua preparazione usa un ginecologo .. chissà perché) oltre a fare illazioni per difendere l’indifendibile e molto altro, …
    Altri due CTU del tribunale anch’essi professori e medici legali che rifiutano per sovraccarico di lavoro dopo la nomina e finalmente un medico legale che accetta ma il cui ausiliario Professore della materia in esame a pochi giorni dalla visita si rende conto ..e non sto a dire il motivo … che non può perché incompatibile e finalmente una nomina di un altro esperto.. (tribunali… ho perso il conto dei “medici legali qualificati e suoi esperti ausiliari..”
    “Nesso di causa, valutazione del danno biologico, sofferenza: sono tutti temi che sono propri della medicina legale: ….”
    Questa è la credibilità dei medici legali quando devono ammettere il danno e andare contro una azienda universitaria che oltre che difendere chi ha commesso i danni, alla riconsegna della documentazione ha nascosto una parte del Ctg e alcuni fogli della cartella ricomparsi dopo lettera di avvocato e segnalazione? Questa l’imparzialità, ma verso chi? il paziente o l’assicurazione… tutto questo nel momento in cui si parla di Violenza Ostetrica e i miei documenti e danni raccontano di un parto cesareo, trasformato in operativo con ventosa, kristeller, ampia episiotomia e ossitocina dopo 20 minuti di bradicardia fetale per risparmiare un cesareo, manovre che mi hanno rovinato la vita distruggendo il pavimento pelvico e rovinato la vita ai miei familiari… questa l’onesta intellettuale di chi dovrebbe essere super partes ?
    “Quello che la medicina legale deve avere il coraggio di fare è effettuare una selezione interna delle capacità dei propri specialisti affidando loro incarichi precisi e orientati, tanto da rendere credibile tutta la categoria… Ma questo è solo un sogno che non ha chance di brillare in una valle oscura”
    Questo come dice lei è un sogno .. la selezione interna e annullare i conflitti di interessi presenti…. per rendere la categoria credibile … Buon lavoro io di mio, come dottoressa, posso solo rendere pubblico il non buon uso “della medicina legale” …

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