L’espresso e costante riferimento alle linee guida e alle buone pratiche presente negli attuali orientamenti giurisprudenziali e nel nuovo assetto normativo dovrebbero rendere più sereno l’operato del medico, dell’odontoiatra  e di tutti i professionisti della sanità  e tutelare maggiormente la salute dei cittadini.

Argomento complesso, bello, ma sul quale la classe sanitaria e i cittadini dovrebbero riflettere in considerazione dell’esistenza di una specifica diversità biologica dei soggetti.

Non è possibile pensare a una medicina che integri l’essenza di un computer, meccanica, meccanicistica, acritica. Si potrebbe arrivare a pensare che preimpostando le premesse (segni e sintomi) si trovi automaticamente la soluzione. Risposte efficaci e risultati sicuri. Una catena di montaggio dove escludere l’intelligenza umana e misconoscere la biologia.

Sicuramente è utile avere dei riferimenti, delle “unità di misura “ cui rapportarsi, degli standard minimi di qualità,  sicurezza, trasparenza e ripetibilità, ma non è possibile escludere il caso specifico. L’attività clinica quotidiana con grande frequenza si discosta dalle condizioni ideali, facendo di ogni caso un evento a se, di ogni paziente un caso unico.

Protocolli, linee guida raccomandazioni, procedure rappresentano sempre un riferimento, trovano sempre riscontri nella pratica quotidiana, ma non è casuale il riferimento normativo alle buone pratiche assistenziali dove si strizza l’occhio al buon senso, all’esperienza, all’umanità, alla diligenza, alla prudenza e ad una medicina ragionata, documentata e fatta su misura. Una medicina che conosce regole e riferimenti e li applica alla persona, al caso di specie.

Esistono pazienti e situazioni non descritte o non descrivibili. Esistono assetti organizzativi che non sempre permettono l’applicabilità assoluta dei riferimenti. Esiste, però, anche la necessità di non superare la soglia, di non scendere nell’indifendibile. Una qualità ed una sicurezza delle cure sempre e comunque difendibile a tutela del bene salute.

Dr. ssa Maria Sofia Rini

Dr. Marco Brady Bucci

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