Maestri non laureati: licenziamento procrastinato di 120 giorni

Maestri non laureati: licenziamento procrastinato di 120 giorni

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Il licenziamento degli insegnanti col solo diploma è stato procrastinato di 120 giorni che partono dalla data di comunicazione del provvedimento giurisdizionale al Miur.

I maestri non laureati che hanno protestato fino a qualche mese fa contro il loro licenziamento, tirano il fiato per un po’ grazie al decreto Dignità.

Con il provvedimento infatti, non saranno licenziati subito i maestri non laureati in possesso quindi del solo diploma. Il tutto verrò procrastinato di 120 giorni.

Come noto, aveva suscitato grandi proteste qualche mese fa la decisione di estromettere dalla cattedre di ruolo i maestri non laureati ed utilizzarli solo per le supplenze.

Infatti, nonostante le pronunce dei tribunali si siano susseguito per i maestri in modo sfavorevole, per il momento non verranno licenziati.

La decisione si trova nel decreto Dignità. È infatti presente una norma, voluta dal ministro dell’istruzione Marco Bussetti, che consente ai docenti diplomati magistrale, destinatari delle sentenze di estromissione dalle graduatorie ad esaurimento, di rinviarle di 120 giorni.

Ci sarà quindi appena il tempo di confermare nel mese di settembre in cattedra gli insegnanti interessati e dare la possibilità al parlamento di trovare intanto una soluzione.

A riguardo, la relazione illustrativa dell’articolo 13 del dl, giustifica l’urgenza dell’intervento con la necessità di assicurare il regolare inizio dell’anno scolastico 2018/2019.

Un altro obiettivo è quello di salvaguardare la continuità didattica nell’interesse degli alunni.

In particolare, per “l’esecuzione delle decisioni giurisdizionali che comportano la decadenza dei contratti, a tempo determinato o indeterminato, stipulati fino alla data di entrata in vigore del presente decreto, presso le istituzioni scolastiche statali, con i docenti in possesso del titolo di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002″ si applicherà “il termine di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30”.

I 120 giorni partono dalla data di comunicazione del provvedimento giurisdizionale al ministero dell’Istruzione.

Tuttavia, in alcune regioni sono già scattati i licenziamenti. Adesso, con il decreto Dignità non è ben chiaro cosa accadrà dopo settembre per i maestri non laureati.

Quel che è certo però, è che il Parlamento dovrà individuare il percorso di reclutamento per i docenti di infanzia e primaria. Oltre, naturalmente, a stabilire se dovrà esserci o meno all’ingresso una prova selettiva.

 

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