Vi siete mai chiesti se vostro figlio è un bullo? Sembra impossibile, ma non lo è. Ecco come capirlo, e come intervenire…

A.A.A. Cercasi bullo. Il mese di settembre sarà dedicato da Responsabile Civile, in collaborazione con la sua esperta psicologa Rosaria Ferrara, all’approfondimento del tema del bullismo.

Il bullismo va conosciuto, ne vanno sfatati alcuni miti e soprattutto va denunciato. Sarà quindi un mese di divulgazione, ma in cui chiederemo aiuto ai nostri lettori. La nostra rubrica si chiama A.A.A. Cercasi bullo proprio perché cerchiamo le testimonianze di chi ha vissuto (agendo o subendo) bullismo.

Ma ora la parola all’esperto.

Il bullismo non è assolutamente un fenomeno nuovo, ma sicuramente mutevole: coinvolge sia ragazzi che ragazze, può essere esercitato verso un pari ma anche verso un compagno più piccolo o addirittura un insegnante, può essere agito “dal vivo” o avvalersi dei social network. Insomma i volti del bullismo sono tanti, ma l’aggressività che vi è alla base è sempre la stessa.

Il bullismo può coinvolgere un adolescente sia come leader che come “partecipante”, le caratteristiche dei due profili sono differenti ma portano a conseguenze ugualmente gravi e vanno entrambe stigmatizzate.

Nell’essere umano il desiderio di riconoscimento da parte dell’altro è a dir poco fondamentale, lo è ancor di più in adolescenza.

Se tale riconoscimento non arriva dalla famiglia, pur di ottenerlo un adolescente è capace di assecondare richieste di un gruppo che sembra considerarlo e fornirgli affetto.

Un individuo in gruppo è capace di compiere azioni che da solo non compierebbe mai, si sente impunibile, nel giusto e forte, troppo forte.

Talvolta alle spalle di un bullo può esservi una famiglia particolarmente lassista ed incapace di dare limiti, oppure all’opposto può essere troppo rigida ed attenta alle regole, oppure ancora può esserci una famiglia che dà poche attenzioni al figlio o che è abituata ad utilizzare voce alta ed un linguaggio aggressivo.

Non esiste la famiglia del bullo, quindi chiunque può ritrovarsi un figlio che agisce del bullismo.

Come accorgerci se nostro figlio è un bullo?

Solitamente sono ragazzi che hanno difficoltà a tollerare le regole, disposti a sovvertirle anche tramite un atteggiamento aggressivo nei confronti dei genitori.

La scuola spesso avvisa i genitori di una certa arroganza dei figli verso le autorità, ma i genitori tendono a minimizzare e normalizzare questi atteggiamenti. Il genitore non deve mettere la testa sotto la sabbia, ma capire che questo può essere un campanello d’allarme.

Solitamente il rendimento scolastico è basso.

Se vostro figlio minimizza in un dialogo con voi le conseguenze di gesti o atti di bullismo, di cronaca, è importante fargli capire che questo genere di azioni hanno conseguenze importanti su chi li compie e su chi li riceve. Anche questo può essere un importante campanello d’allarme.

Cosa fare se nostro figlio è un bullo?

È fondamentale collaborare con le figure di riferimento che affiancano il ragazzo e farsi raccontare gli accaduti.

È altrettanto importante essere severi ed autorevoli con i propri figli, ma non bulli a propria volta: non vanno insultati o picchiati, in questo caso si incentiverebbe una sfida tra ragazzo-autorità.

Interrogarsi sul proprio stile genitoriale e farsi aiutare da un esperto. Perché se è vero che i genitori sono l’arco ed i figli la freccia, si deve lavorare insieme sulla traiettoria presa fino a quel momento.

Se ti va di dare una mano all’iniziativa di Responsabile Civile e parlare in anonimato della tua esperienza come bullo o vittima di bullismo, ma anche come familiare di un bullo o di una vittima scrivi a a redazione@responsabilecivile.it

 

Dott.ssa Rosaria Ferrara
(Psicologa forense)

 

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