Morto in culla: sette indagati, tra cui medici e genitori del piccolo

Morto in culla: sette indagati, tra cui medici e genitori del piccolo

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morto in culla

Per la vicenda di un neonato morto in culla ci sono 7 indagati. Tra di loro, i genitori del piccolo, e i medici che hanno avuto in cura il neonato

Hanno anche altri due figli i genitori del neonato morto in culla a Pellezzano, in provincia di Salerno, ma la Procura ha deciso che questi bambini non devono stare con loro. La patria potestà è infatti stata tolta ai due genitori, indagati insieme ad altre 5 persone per il decesso del piccolo morto in culla a soli 4 mesi di vita.

La decisione è stata presa dal Tribunale dei Minori, in attesa della perizia medica sul decesso nel neonato.

Sembra infatti che le condizioni nelle quali la famiglia vivesse non fossero idonee per gli altri due bambini, ora affidati alla nonna materna

Insieme ai genitori sono indagati il pediatra di base e ad altri quattro medici dell’ospedale di Mercato San Severino.

Le ipotesi di reato

Secondo l’accusa, le ipotesi di reato, a carico dei sette indagati, sono numerose. Si va dall’abbandono di persone minori e incapaci per i genitori, all’omicidio colposo per uno dei cinque medici. Ma c’è anche l’omessa denuncia e interruzione di pubblico servizio per gli altri quattro sanitari.

Solo ipotesi per il momento, nell’attesa che giungano gli esiti della perizia tecnica disposta al fine di accertare le cause della morte in culla del bimbo.

Intanto, il sostituto procuratore di Nocera Inferiore, Anna Chiara Fasano, vuole capire se sia trattato di una morte in culla oppure di una polmonite latente.

Secondo il pm titolare delle indagini, potrebbe esserci un nesso tra le dimissioni del bimbo, poco dopo la nascita, e la sua morte dopo quattro mesi.

È proprio da questo che nasce il lungo elenco di medici iscritti nel registro degli indagati e anche la particolarità delle contestazioni.

È stato infatti chiesto se, quel 13 febbraio 2018, al momento delle dimissioni del piccolo dal reparto di Neonatologia, tutti i protocolli fossero stati rispettati dai medici.

Da qui l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio contestata ai sanitari.

C’è poi l’ipotesi di abbandono di minore incapace da parte dei genitori, secondo il sostituto procuratore. Oltre alle presunte responsabilità del pediatra di base il quale, nel visitare il piccolo al ritorno a casa, potrebbe non aver notato qualche problema che esigeva una particolare terapia.

Nel frattempo, i genitori vorrebbero di nuovo la potestà genitoriale sugli altri due bambini.

Di qui la richiesta depositata nei giorni scorsi presso il tribunale dei Minori di Salerno dall’avvocato Miniaci. Il legale, il quale, facendo propria la perizia del proprio tecnico di parte, ha dichiarato ai magistrati che il decesso sarebbe stato causato con molta probabilità da un rigurgito.

Resta ora da capire che piega prenderanno le indagini con l’arrivo dell’esito della perizia.

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