Omicidio colposo in concorso, accuse pesanti per 5 medici in Calabria

Omicidio colposo in concorso, accuse pesanti per 5 medici in Calabria

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omicidio colposo in concorso

Il Pm parla di “ritardi e incredibili perplessità nella diagnosi” da parte dei sanitari, accusati di omicidio colposo in concorso per la morte di un paziente in seguito a una broncopolmonite

Sono accusati di omicidio colposo in concorso per la morte di un uomo presso una struttura ospedaliera della Provincia di Reggio Calabria. Si tratta di cinque medici, tra i quali figura anche il primario del reparto in cui il paziente era ricoverato.

La vicenda è riportata dal Corriere della Calabria. Tutto ha inizio lo scorso dicembre, durante il peridio natalizio. L’uomo si sarebbe recato in Ospedale accusando dolori al torace, tosse e difficoltà respiratorie. Gli sarebbe stata diagnosticata una broncopolmonite. Avrebbe iniziato quindi a curarsi a casa ma dopo meno di un mese si sarebbe nuovamente presentato presso il nosocomio riferendo gli stessi sintomi.

Il paziente sarebbe stato sottoposto a una serie di esami e di diagnosi. Prima polmonite, poi probabile tubercolosi (esclusa dopo alcuni giorni dagli specifici accertamenti), quindi alveolite.

Intanto l’uomo continua a stare male e la sua situazione si aggrava.

A quel punto sarebbe stato trasferito in rianimazione dove i sanitari avrebbero accennato a una disfunzione cardiaca. La situazione, tuttavia, sarebbe precipitata nel giro di poche ore fino al decesso, ai primi di febbraio di quest’anno.

La denuncia presentata dal fratello della vittima ha determinato l’apertura di un fascicolo da parte della Procura.

Il Pubblico ministero, nell’atto di accusa, parla di “ritardi e incredibili perplessità nella diagnosi”, a cui si aggiungerebbero indagini di laboratorio non accurate e farmaci inappropriati.

Secondo il magistrato – come riferisce il quotidiano locale – il personale sanitario, con la sua condotta, avrebbe favorito l’insorgere di un’infezione polmonare “che gradualmente si diffondeva cointeressando il muscolo cardiaco”. Il tutto a causa di una “sottovalutazione della patologia iniziale” del paziente, ovvero una broncopolmonite batterica.

 

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