Pazienti dirottati dal pubblico a studi privati: medico condannato

Pazienti dirottati dal pubblico a studi privati: medico condannato

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Pazienti dirottati dal pubblico a studi privati

Un medico è stato condannato a 11 mesi per abuso d’ufficio nel caso dei pazienti dirottati dal pubblico a studi privati di un noto professore

Per la vicenda dei pazienti dirottati dal pubblico a studi privati del professor Gian Antonio Favero, è stato condannato a 11 mesi e 15 giorni di reclusione il dottor Michele Donà, 50 anni di Teolo.

Donà, odontoiatra e docente a contratto nella Clinica odontoiatrica dell’Azienda ospedaliera di Padova, era finito sul banco degli imputati per concorso in abuso d’ufficio e tentato abuso d’ufficio continuato, ed è stato ritenuto colpevole.

Il professionista era accusato di aver dirottato dieci pazienti dalla Clinica odontoiatrica dell’Azienda ospedaliera, struttura pubblica all’epoca diretta proprio dal professor Gian Antonio Favero, agli ambulatori privati di quest’ultimo.

Ieri è arrivato il verdetto che lo ha definitivamente condannato.

Il tribunale di Padova ha inflitto all’odontoiatra 11 mesi e 15 giorni di reclusione con la sanzione accessoria dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici, condannandolo anche al pagamento delle spese processuali ma concedendo la sospensione condizionale della pena.

Il pm Sergio Dini aveva chiesto 9 mesi.

Il tribunale (presieduto da Nicoletta De Nardus) ha però riconosciuto l a responsabilità penale solo nei confronti di due pazienti. Per quanto riguarda gli altri otto, Donà è stato assolto “perché il fatto non sussiste”.

Il difensore dell’odontoiatra condannato per i pazienti dirottati dal pubblico a studi privati, aveva insistito su un punto

“Era Favero – ha detto l’avvocato Lucio Merlin – che decideva tutto. Donà lo sostituiva, in media una volta a settimana… E a chi chiedeva dell’intervento di implantologia in un solo giorno, dopo aver visto gli spot in televisione, veniva riferita la verità: in Clinica non lo facevano”.

Tuttavia, sono state diverse le conclusioni del pm che aveva ricordato come Donà accogliesse i pazienti, proponendo un risparmio di migliaia di euro per l’intervento di implantologia in uno degli ambulatori privati di Favero.

Oltre a Donà, condannato, era stato coinvolto nel processo il professor Edoardo Stellin, attuale direttore della Clinica odontoiatrica. Stellin era subentrato a Favero in seguito alle sue dimissioni “volontarie” dopo lo scandalo.

Questi, chiamato a rispondere del concorso nello stesso reato nei confronti di due pazienti, era stato scagionato il 16 febbraio del 2016-

L’inchiesta era partita nel dicembre 2012 dopo una segnalazione a “Striscia la Notizia”.

Nel servizio, sembrava che Favero (filmato a sua insaputa) indirizzasse i pazienti della Clinica universitaria negli ambulatori di sua proprietà (le Cliniche Favero), per effettuare cure a un prezzo più basso e in tempi più rapidi.

Da lì è partita l’inchiesta che ha portato a indagare il direttore della Clinica, il suo vice Stellin e Donà.

Favero è stato quindi condannato in primo grado a 2 anni e 2 mesi senza condizionale, ma in appello è stato assolto. Tuttavia la sentenza è azzerata dalla Cassazione con rinvio a un’altra sezione dei giudici di secondo grado.

Questo perché i giudici avevano evidenziato il conflitto d’interesse e l’incompatibilità medica fra l’attività svolta nella Clinica universitaria e negli studi privati di sua proprietà.

A quel punto il professor Favero ha deciso di patteggiare un anno con la condizionale per abuso d’ufficio. Il tutto con l’aggravante di un danno di rilevante entità e una provvisionale subito esecutiva di 100 mila euro da pagare all’Azienda ospedaliera.

 

 

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