Prescrizione del reato: l’imputato paga le spese sostenute dalla parte civile

Prescrizione del reato: l’imputato paga le spese sostenute dalla parte civile

prescizione del reato

L’intervenuta prescrizione dei reati in appello non esclude che l’imputato possa essere ugualmente condannato al pagamento delle spese processuali, atteso che una tale declaratoria non costituisce indice di soccombenza

La vicenda

L’imputato era stato assolto in appello dal reato di diffamazione aggravata, cui era stato già condannato in primo grado alla pena di 400 euro, per intervenuta prescrizione.

Contro la sentenza della corte d’appello il difensore della parte civile ha proposto ricorso per Cassazione, deducendo, quale unico motivo, la mancata statuizione sulla richiesta di liquidazione delle competenze legali della costituita parte civile.

La Quinta Sezione della Cassazione (sentenza n. 27316/2019) ha accolto il ricorso affermando che “ai sensi degli artt. 578 e 541 comma 1 c.p.p., avendo la sentenza impugnata omesso di pronunziare sulla condanna dell’imputata alla refusione delle spese in suo favore, nonostante l’intervenuta conferma della sentenza di primo grado, il cui decisum conteneva espresse statuizioni di condanna risarcitoria in favore della parte civile, doveva essere disposta la conseguente condanna alla refusione delle spese di costituzione e difesa dalla stessa sostenuta”.

Al riguardo si è già affermato che, in tema di pagamento delle spese processuali in favore della parte civile costituita, attesa la pertinenza di una simile statuizione ad una domanda privatistica innestata nel giudizio penale, il regime adottato dal legislatore in via ordinaria, con il primo comma dell’art. 541 c.p.p. è fondato sul criterio della soccombenza, in analogia con quanto disposto all’art. 91 c.p.c.

La violazione del principio della soccombenza, in ordine al regolamento delle spese da parte del giudice di merito, deve ravvisarsi soltanto nella ipotesi in cui l’imputato sia totalmente vittorioso, nel senso che lo stesso sia stato assolto con formula preclusiva dell’azione civile.

Prescrizione e soccombenza

L’intervenuta prescrizione dei reati in appello non esclude di per sé, che l’imputato possa egualmente essere condannato al pagamento delle spese processuali, atteso che una tale declaratoria non costituisce indice di soccombenza.

Ed infatti –aggiungono gli Ermellini -, nell’ipotesi di estinzione del reato per prescrizione l’imputato ben può essere ugualmente condannato al pagamento delle spese processuali sostenute dalla parte civile, poiché, come detto, l’unico limite che il giudice incontra è costituito dalla soccombenza della parte civile: solo nel caso in cui la domanda della parte civile sia ritenuta nel merito infondata, il giudice non può condannare l’imputato al pagamento delle spese processuali in suo favore. Una tale conclusione si evince dalla lettura coordinata degli artt. 541, comma 2, 442, comma 2, c.p.p. e 91 c.p.c..

Tale orientamento riguarda comunque l’ipotesi in cui la prescrizione sia intervenuta successivamente alla sentenza di primo grado ed all’affermazione di responsabilità in essa contenuta, che costituiscono il presupposto per l’affermazione di responsabilità civile e per la condanna alle conseguenti statuizioni civili.

Avv. Sabrina Caporale

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