Quando il dito ‘scatta’: diagnosi e terapie consigliate

Quando il dito ‘scatta’: diagnosi e terapie consigliate

dito

Con l’articolo di oggi sulla sindrome del dito a scatto terminiamo l’approfondimento sugli arti superiori. Dalla prossima settimana inizieremo con la schiena.

Ma veniamo al dito che si “inceppa”. La sindrome del dito a scatto sta diventando sempre più comune e colpisce più spesso le donne che gli uomini. Riconoscibile per il dolore che colpisce la giunzione delle dita al palmo della mano, essa è però caratterizzata dal tipico scatto del dito in estensione.

Infatti quando il tendine flessore si infiamma, la membrana che lo avvolge (guaina) può rigonfiarsi e questo fattore meccanico determina un vero e proprio inceppo tra essa ed il canale di scorrimento del tendine.

Immagina che lo spago dell’arrosto sia il tendine, mentre lo tiri fuori dalla sua scatola facendolo passare per l’apposito forellino si crea un piccolo agglomerato all’interno della scatola.

Quando questo “finto nodo” arriva al forellino, lo spago si blocca e tu tiri più forte fino a che, dopo uno scatto, lo spago non ricomincia ad uscire fluidamente. Questo è ciò che capita grossomodo a tendine e puleggia di scorrimento.

Ora se per l’arrosto le soluzioni sono molteplici come ad esempio comprarne uno già arrotolato, per il dito a scatto non è cosi, ovviamente.

Non devi disperare però!

Anzitutto la diagnosi è semplicemente clinica, non servono quindi particolari indagini ma solo la visita del medico.

Poi le terapie possono essere combinate. Infatti insieme agli anti infiammatori, si associano Laser, ultrasuoni e… stretching!

Per diminuire lo spessore della guaina del tendine infatti lo stretching è fondamentale.

Vediamo quindi come poter eseguire da soli proprio questo tipo di allungamento.

Poni di fronte a te la mano come se volessi intimare l’alt a qualcuno. Il palmo della mano è quindi rivolto in avanti. Ora afferra il dito in questione e trazionalo teso verso di te. Questo determinerà la tensione tipica dello stretching. Mantieni questa posizione per 40 secondi e poi ripetila per tutte le dita. Una buona variante è quella di effettuare la tensione a tutte le dita contemporaneamente.

Esegui questo esercizio almeno 5/6 volte al giorno. Ricorda però che l’utilizzo della terapia è fondamentale. Spesso i sintomi della sindrome vanno via anche da soli, ma il rigonfiamento della guaina non sparisce del tutto. Quindi questa sindrome può ripresentarsi dopo mesi. Nel caso in cui dovesse cronicizzare sfortunatamente spesso si ricorre all’intervento chirurgico.

Dr Paolo Scannavini

pscannavini@gmail.com

Fisioterapista e Kinesiologo

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