Rapporto Gimbe: su sanità pubblica manca disegno politico di lungo termine

Rapporto Gimbe: su sanità pubblica manca disegno politico di lungo termine

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Presentato al Senato il 4° Rapporto Gimbe sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Per la Fondazione, senza un adeguato rilancio, il disastro sanitario, sociale ed economico è dietro l’angolo

La Fondazione GIMBE ha presentato martedì  presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica il 4° Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Lo studio, sottolinea GIMBE, evidenzia “la mancanza di un disegno politico di lungo termine per preservare e potenziare la sanità pubblica”.

Spesa pubblica allineata ai paesi dell’Europa orientale, troppi livelli essenziali di assistenza garantiti solo sulla carta, sprechi, inefficienze e chiari segnali di privatizzazione dovuti all’espansione del “secondo pilastro” rendono infausta la prognosi del Servizio Sanitario Nazionale.

Per la Fondazione, senza un adeguato rilancio il disastro sanitario, sociale ed economico è dietro l’angolo. Negli ultimi 10 anni – si legge in una nota – nessun Esecutivo ha avuto il coraggio di mettere la sanità pubblica al centro dell’agenda politica e i cittadini non sono mai scesi in piazza per difendere un fondamentale diritto costituzionale.

“Il finanziamento della sanità non dev’essere un balletto ma una certezza perché dobbiamo programmare”.

Così, in occasione della presentazione del Rapporto il Ministro della Salute Giulia Grillo. La titolare del dicastero di Lungotevere Ripa ha ribadito la sua contrarietà ad ogni ipotesi di tagli dopo le aspre polemiche della scorsa settimana per la clausola finanziaria apparsa nella bozza del Patto per la Salute. Una clausola “irricevibile politicamente”, secondo Grillo, e che presenterebbe profili di incostituzionalità.

Le parole del Ministro hanno riscosso il plauso del mondo sindacale. “Apprezziamo la posizione della Ministra Giulia Grillo sulla necessità che nella prossima legge di bilancio non vengano previsti ulteriori tagli alla sanità, alle risorse per i contratti dei medici e nell’insieme alle spese per tutelare la salute dei cittadini nel nostro Paese”. E’ il commento del Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani, Pina Onotri.

“Il SSN – prosegue la rappresentante dell’organizzazione – ha subito in questi anni un vero proprio depauperamento dei finanziamenti rispetto al rapporto con il PIL. Questo ha causato la fuga dagli dei medici di medicina generale verso paesi esteri e dei medici specialisti dagli ospedali verso le cliniche private. Abbiamo assistito all’aumento del lavoro precario tra i giovani professionisti medici!”.

“Il Servizio Sanitario Nazionale, per questo – conclude Onotri – deve essere in grado di censire, al più presto, le dotazioni organiche in tutti gli ambiti sanitari per essere in grado di soddisfare i reali bisogni di salute, favorendo il ricambio generazionale nelle professioni mediche e sanitarie. Il SSN deve garantire, inoltre, le giuste retribuzioni economiche, perché come si evince dal rapporto Gimbe, la spesa per il personale sanitario, sia dipendente che convenzionato è un elettroencefalogramma piatto. I medici non sono disposti a lavorare troppo per troppo poco”.

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