Report Ania sui sinistri sanitari: Fnomceo riflette sulla Gelli-Bianco

Report Ania sui sinistri sanitari: Fnomceo riflette sulla Gelli-Bianco

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Quindicimila sinistri in sanità nel solo 2016, secondo l’ultimo Report Ania. E la Fnomceo analizza i risvolti della Legge Gelli-Bianco e la sua importanza.

Sono stati resi pubblici i dati dell’ultimo Report Ania relativo all’anno 2016 sui sinistri in sanità. In quell’anno si sono registrati oltre 15.300 sinistri. Circa 3.800 erano relativi a polizze stipulate dalle strutture sanitarie pubbliche, oltre 3 mila a quelle sottoscritte dal privato e circa 8.500 relativi al personale sanitario.

Un dato impressionante, ma comunque molto ridimensionato rispetto a poco tempo fa.

“Nel periodo 2010-2016 – si legge nel Report Ania – il numero dei sinistri denunciati per il totale della responsabilità civile medica si è sostanzialmente dimezzato”.

“Nel 2010 – prosegue il report – infatti, ne venivano denunciati 30 mila. A questo positivo andamento ha contribuito particolarmente il settore delle strutture sanitarie pubbliche, progressivamente uscite dal perimetro delle coperture assicurative a favore (a livello di alcune regioni) di forme di auto-ritenzione del rischio e i cui sinistri denunciati sono diminuiti del 77% dal 2010 al 2016″.

A margine di questi dati, Roberto Monaco, segreterio nazionale della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici), ha fatto il punto sulla legge Gelli-Bianco.

Una legge che per Monaco “contribuirà a rendere omogenea la gestione del rischio clinico in tutta Italia, riducendo la medicina difensiva e restituendo serenità al rapporto medico-paziente”.

“Ora – prosegue Monaco – aspettiamo i decreti attuativi, in particolare quello sulle assicurazioni. Certo, lo stallo legato alle elezioni ha ‘pesato’, ma chiediamo di riprendere subito il lavoro e soprattutto che cittadini e medici vengano coinvolti nelle decisioni: parliamo della nostra vita”.

Sempre secondo il report Ania, a diminuire sono stati anche i sinistri denunciati dalle strutture sanitarie private (-41%).

Inoltre, si è assistito a un progressivo calo fino ad arrivare nel 2016 (con circa 8.500 sinistri) a una lieve crescita (+5,0%) rispetto al 2010.

Ma quante sono le compagnie di assicurazione, anche estere, che operano in Italia in questo comparto?

Ebbene, nell’anno 2016 raccoglievano premi in totale 39 imprese – 29 italiane e 10 estere – suddivise fra le diverse categorie di rischio. Al momento, la presenza delle imprese assicurative italiane è ormai quasi nulla. Infatti, il 95% dei premi è raccolto da appena 3 imprese estere e da un’impresa italiana.

Nel privato la situazione è diversa.

Almeno il 95% dei premi raccolti è ripartito per circa il 60% tra 4 imprese italiane e il restante 35% fra 5 imprese estere.

Quanto alle coperture del personale sanitario, è invece più marcata la presenza delle imprese italiane. Qui del 95% dei premi raccolti, oltre i 3 quarti è realizzato da 11 imprese italiane e il restante 19% da 3 estere.

Secondo il report Ania, il volume dei premi del portafoglio italiano per il totale della r.c. medica nel 2016, è pari a 592,3 milioni.

Tale cifra è ripartita al 48% tra le polizze stipulate dalle strutture sanitarie pubbliche, al 16% tra quelle delle strutture private e al restante 36% tra quelle sottoscritte dal personale sanitario.

“Dalla legge Gelli-Bianco – ha affermato Monaco – trarrà benefici anche il rapporto tra cittadini e medici: abbiamo l’Osservatorio nazionale delle buone pratiche istituito presso l’Agenas, di cui faccio parte, e si sta lavorando sulle linee guida, elemento ‘cruciale’ della normativa”.

Ma non è tutto. Secondo il segreterio Fnomceo un ruolo importante spetterà alla formazione, sebbene ci siano problemi oggettivi.

“Si parla di sicurezza ma non si vuole investire sull’aumento del personale, laddove sappiamo che quando c’è carenza di operatori aumenta il rischio di sinistri”, conclude Monaco.

 

 

 

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