Servizi digitali in sanità: il bilancio del Politecnico di Milano

Servizi digitali in sanità: il bilancio del Politecnico di Milano

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servizi digitali in sanità

Come riportato da Italia Oggi, l’Osservatorio del Politecnico di Milano ha realizzato un bilancio relativo alla situazione della sanità digitale in Italia. Ecco cosa è emerso.

L’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano ha elaborato un bilancio dettagliato dei servizi digitali in sanità nel nostro Paese, come riportato da Italia Oggi.

Ma quali sono gli ambiti in cui confluisce la maggior parte degli investimenti per le nostre strutture sanitarie?

In primis, la cartella clinica elettronica, seguita dai servizi digitali ai cittadini. In particolare, alla prima sono destinati 47 milioni di euro. Invece, ai sistemi di front-end e al disaster recovery vanno rispettivamente 45 milioni e 31 milioni.

Il tutto per un totale di spesa per i servizi digitali in sanità che, lo scorso anno, ha segnato una leggera crescita del 2%, dopo la contrazione del 2016, arrivando a 1,3 miliardi di euro.

Come riporta Italia Oggi, però, la fetta maggiore di investimenti è stata sostenuta dalle strutture sanitarie, con un budget di 890 milioni di euro.

Seguono a ruota le regioni con 320 milioni, e i 47 mila medici di medicina generale con 72,9 milioni di euro. In coda, il ministero della salute con 16,7 milioni di euro.

Numeri che registrano dei piccoli passi avanti, per un settore che comunque potrebbe crescere di più ma che non lo fa anche a causa degli italiani.

Basti pensare, infatti, che almeno 8 italiani su 10 preferiscono ancora accedere di persona per un consulto medico (86%), il pagamento delle prestazioni (83%) e il ritiro dei referti (80%).

Insomma, è solo una piccola parte a usufruire dei servizi digitali in sanità. Il 15% comunica con il medico via e-mail, il 13% via Sms e il 12% via WhatsApp.

Numeri ancora troppo bassi, specie se pensiamo all’abbattimento dei costi che comporterebbe un uso più capillare dei servizi digitali.

Se invece l’80% degli italiani ritirasse online i documenti clinici, il 10% in farmacia e solo il 10% di persona, l’impatto economico sarebbe di 1.630 milioni di euro.

Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, tra le priorità delle strutture sanitarie, in forte crescita rispetto all’anno precedente, c’è la Cartella clinica elettronica.

Una novità nella quale però si procede a due diverse velocità.

Da un lato, ci sono funzionalità più diffuse come la consultazione di referti e immagini (74%), dall’altro lato, altre meno diffuse, come quelle avanzate. Tra queste figura il diario medico e la farmacoterapia.

Questi ultimi restano presenti in meno della metà del campione, anche se in leggera crescita rispetto all’anno precedente.

Aumentano poi gli investimenti in soluzioni di Mobile Hospital, mentre sono poco diffusi i sistemi di firma elettronica avanzata.

Questo avviene sia a livello del personale clinico-sanitario, sia a livello dei pazienti per il consenso al trattamento dati e alle procedure sanitarie.

Dopo la cartella clinica elettronica, come detto, ci sono i servizi digitali rivolti ai cittadini.

Ebbene, il 59% dei direttori li considera un ambito prioritario (+3% sul 2016) con un budget di 19 milioni di euro. Il 61% delle aziende sanitarie prevede di aumentare ulteriormente nel 2018.

Ma quali sono i servizi più diffusi?

In primis, la possibilità di scaricare i referti via internet, disdire o confermare appuntamenti e fare prenotazioni online. Servizi che, nella metà dei casi, sono disponibili anche con delle app.

Non è ancora disponibile, ad oggi, l’uso di chat con assistenti virtuali per la richiesta di informazioni. Ma almeno l’8% delle aziende sanitarie sta pensando di introdurlo entro la fine del 2018.

 

 

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