Sindrome di Lyell, nuova terapia adottata con successo a Palermo

Sindrome di Lyell, nuova terapia adottata con successo a Palermo

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Sperimentata presso l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma è stata usata in questi giorni per curare un paziente ricoverato all’Ospedale Cervello di Palermo

La necrolisi epidermica tossica, meglio nota come Sindrome di Lyell, è una malattia rara che in Italia ogni anno colpisce una persona su un milione, con indici di mortalità molto elevati, tra il 20 e il 30 per cento dei casi.

Oggi da Palermo arrivano buone notizie per ridurre, in un futuro prossimo, i rischi di questa patologia. Una nuova terapia sperimentata con successo presso l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma dal dottor Biagio Didona è stata, infatti, utilizzata nelle scorse settimane presso l’Ospedale Cervello di Palermo per curare un paziente di 36 anni con risultati incoraggianti.

L’uomo aveva sviluppato la sindrome di Lyell in seguito all’assunzione di un farmaco per il trattamento dell’iperuricemia e all’arrivo presso il reparto di terapia intensiva del nosocomio palermitano, seppur con funzioni vitali nei limiti, presentava lesioni cutanee e mucose simili a gravi ustioni, che coinvolgevano almeno il 60% della superficie corporea.

A otto giorni dal ricovero, dal momento che il paziente non presentava alcun miglioramento in risposta alla terapia standard, i sanitari hanno deciso di curarlo con un metodo innovativo, che consiste nella singola somministrazione di Etanercept 50 mg, un inibitore del TNF-alfa (Tumor Necrosis Factor), principale citochina infiammatoria.
Si tratta di un farmaco solitamente usato per la cura della psoriasi, ma che all’Istituto Dermopatico di Roma, già dal 2011 è stato oggetto di uno studio e di una sperimentazione per la Sindrome di Lyell, pubblicati, tra l’altro, anche sul ‘Journal of the American Academy of Dermatology’.

Grazie alla collaborazione fra l’Unità operativa di Rianimazione dell’Ospedale Cervello e l’Istituto romano, la risposta al trattamento da parte del paziente palermitano è stata ottimale con progressiva e completa ‘riepitelizzazione’ e quindi guarigione clinica in 10 giorni. Il paziente, completamente guarito, sarà presto dimesso.

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