Stato di ebbrezza ma nessun sintomo, guidatore assolto

Stato di ebbrezza ma nessun sintomo, guidatore assolto

stato di ebbrezza

L’automobilista era rimasto coinvolto, senza colpe, in un sinistro stradale; il suo tasso alcolemico era di poco superiore ai limiti ma non presentava i sintomi dello stato di ebbrezza

Aveva superato di poco il limite del tasso alcolemico e non presentava i sintomi dello stato di ebbrezza. In virtù della particolare tenuità del fatto un automobilista, a seguito di sinistro stradale, era stato assolto dal Tribunale.

Secondo il Giudice non poteva ritenersi sussistente l’aggravante di aver provocato un sinistro stradale, originariamente contestata. Dagli accertamenti svolti, infatti, era emerso che l’incidente era dipeso esclusivamente dalla condotta colposa dell’altro conducente. Quest’ultimo aveva peraltro ammesso di aver effettuato una manovra azzardata di conversione “senza accorgersi del sopraggiungere di un’altra vettura ed invadendone la corsia di pertinenza”.

La decisione era stata impugnata dal Procuratore della Repubblica davanti alla Suprema Corte di Cassazione.

Secondo il Pm il modesto superamento del tasso alcolemico non costituiva un dato di per sé sufficiente a giustificare l’assoluzione. Il Giudice avrebbe comunque dovuto fare riferimento ad altri elementi concreti della condotta.

Inoltre, a suo avviso, era irrilevante “la mancata segnalazione da parte degli operanti della presenza degli elementi sintomatici tipici dello stato di ebbrezza”. La materialità del reato, infatti, non comprenderebbe anche la sopravvenuta incapacità di guida del veicolo.

Gli Ermellini, tuttavia, hanno condiviso la motivazione della sentenza impugnata. Il Tribunale, infatti, non si era “limitato a valorizzare il lieve superamento del tasso alcolemico accertato rispetto al limite di rilevanza penale”.

Il Giudice aveva “anche evidenziato che l’imputato non manifestava la sintomatologia tipica dello stato di ebbrezza, tale da rappresentare pericolo per la sicurezza della circolazione stradale”. Inoltre, l’automobilista aveva tentato di evitare l’impatto con una brusca frenata, ponendo in essere una manovra di immediata reattività e controllo nella guida”.

Alla luce di tali considerazioni il giudice del merito aveva correttamente assolto l’imputato dal reato di guida in stato di ebbrezza, disciplinato dall’art. 186 c.d.s. La Corte di Cassazione, pertanto, con sentenza n. 18159/2017, ha ritenuto di rigettare il ricorso in quanto “manifestamente infondato”.
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