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Alessandro Vergallo

medici in formazione

L’AAROI-EMAC ha inserito nella proclamazione della protesta anche i medici in formazione costretti, talvolta, a subire situazioni che, in alcuni casi, sfociano in uno sfruttamento selvaggio

Lo sciopero del 23 Novembre coinvolge anche tutti i Medici in Formazione, “con particolare ma non esclusivo riguardo a quelli in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore e in Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza”. Lo sottolinea in una nota l’AAROI-EMAC che nella proclamazione della protesta ha inserito anche gli Specializzandi.

“Siamo convinti che le motivazioni alla base della protesta riguardino molto da vicino i Medici in Formazione – afferma Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC -. Sia come futuri Specialisti, sia come attuali Specializzandi costretti, talvolta, a subire situazioni più volte denunciate dall’Associazione e che, in alcuni casi, sfociano in uno sfruttamento selvaggio al quale bisogna opporsi, pur restando disponibili a rivedere in modo razionale e rigorosamente normato a livello nazionale una riforma del loro ruolo nel SSN. Per questo motivo contiamo su un’ampia adesione allo sciopero da parte dei nostri Colleghi in Formazione, appellandoci anche a FederSpecializzandi affinché sia con noi nella mobilitazione, per la tutela dei lavoratori del SSN e dei cittadini”.

L’AAROI-EMAC invita, inoltre, i Colleghi Specializzandi a rifiutarsi di sostituire gli Specialisti aderenti alla protesta.

A tal fine, in occasione dell’ultimo sciopero, fu inviata apposita segnalazione al Ministro della Salute e al Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute.

“La nostra segnalazione, soprattutto in certi Ospedali, in quell’occasione e anche nel prosieguo, funse da deterrente verso le illecite sostituzioni di Specialisti con Specializzandi – afferma Vergallo – ed è valida a tutt’oggi affinché ogni attività dei Medici in Formazione Specialistica non conforme alla normativa vigente possa essere perseguita ai sensi di legge”.

La protesta, quindi, entra nel vivo e culminerà nello sciopero di venerdì. Non è stato, infatti, considerato sufficiente l’incontro che si è svolto mercoledì 14 Novembre con l’Onorevole Marialucia Lorefice, Presidente Commissione Affari Sociali.

“Sebbene ci sia stata manifestata un’apertura per quanto riguarda l’eventuale sblocco del tetto salariale, attraverso una deroga alla Legge Madia del 2016 che verrebbe inserita nel DDL Concretezza – conclude il Presidente AAROI-EMAC –, non abbiamo colto la stessa disponibilità per quanto riguarda la salvaguardia della RIA, voce salariale altrettanto importante, i cui fondi contrattuali di riferimento, tra l’altro, restano oggi a rischio del più totale e sempre più incontrollato abuso da parte di Aziende e Regioni. Ecco perché, dopo 10 anni dall’ultimo rinnovo contrattuale, non possiamo accontentarci di promesse che ad oggi, anche se fossero mantenute, resterebbero comunque insufficienti rispetto alle nostre richieste”.

 

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SCIOPERO NAZIONALE DEI MEDICI, LA PROTESTA SLITTA AL 23 NOVEMBRE

carenza di anestesisti rianimatori

Per l’Associazione, senza misure correttive la carenza di anestesisti rianimatori rischia di esplodere in tutti gli Ospedali italiani

Gli Anestesisti Rianimatori italiani sono in numero sempre più insufficiente a far fronte alle esigenze del SSN. Per Alessandro Vergallo, presidente nazionale di Aaroi-Emac, è questo il motivo dell’allungamento delle liste d’attesa chirurgiche nel nostro Paese.

Una carenza che non si riesce ad arginare, spiega Vergallo “nemmeno con montagne di ore di lavoro straordinario spesso regalate, ferie e riposi rinviati all’infinito, turni di servizio massacranti”.

Il presidente sottolinea come da ogni singolo Anestesista Rianimatore in servizio dipenda l’efficienza delle attività lavorative di intere équipe, e di interi percorsi sanitari complessi.

“In certi Ospedali – continua – per supplire alle carenze di Anestesisti Rianimatori, le Amministrazioni continuano illecitamente e pericolosamente a sostituirli con giovani medici in formazione specialistica”. Il tutto “in modo più o meno arrogante e con la complicità di certe Università”. Tuttavia, neppure queste “scriteriate furberie”, bastano più a nascondere “uno stato dei fatti sempre più drammatico ogni giorno”.

La responsabilità, per l’Aaroi-Emac starebbe in anni di blocco del turn over.

Pesa inoltre l’assenza totale di programmazione dei fabbisogni reali di Specialisti – e quindi di Specializzandi – in Anestesia e Rianimazione. Una situazione che oggi renderebbe difficile se non impossibile colmarne la carenza in tempi brevi, anche a fronte di concorsi che in alcuni casi vanno deserti..

Secondo le stime dell’Associazione sarebbero circa 4000 gli Anestesisti Rianimatori che mancano all’appello sul tutto il territorio nazionale. Senza correttivi – mette in guardia Vergallo – la carenza “esploderà in tutti gli Ospedali italiani”.

Di qui l’auspicio che il nuovo Governo possa affrontare la situazione. In tal senso il Sindacato auspica un incontro con il Ministro  della Salute per presentare le proprie proposte. Si tratta, conclude il presidente di Aaroi-Emac di possibili soluzioni “da adottare con urgenza per rimediare ai danni di una mala programmazione dei fabbisogni di medici che dura da troppi anni”.

 

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CONTENZIOSI SANITARI IN AUMENTO CON LA GELLI: L’ALLARME DI AAROI-EMAC

Contenziosi sanitari in aumento con la Gelli: l’allarme di Aaroi-Emac

In una intervista rilasciata a Quotidiano Sanità, il Presidente Aaroi Emac Alessandro Vergallo lancia l’allarme sull’aumento dei sinistri in ambito sanitario post Legge Gelli-Bianco.

Dopo un periodo durante il quale si era registrato un trend sostanzialmente positivo per quel che concerne i contenziosi sanitari, i dati relativi registrati dall’Osservatorio Permanente Aaroi-Emac fotografano una situazione molto più preoccupante.

Nel corso di una intervista rilasciata a Quotidiano Sanità, il Presidente Aaroi Emac Alessandro Vergallo ha riflettuto sul vertiginoso incremento dei contenziosi sanitari dall’applicazione della Legge Gelli-Bianco.

Dato emerso dall’ultimo studio realizzato dall’Osservatorio permanente Aaroi Emac sul contenzioso sanitario, in collaborazione con il Broker assicurativo Aon e presentati al Meeting di SAQURE 2018 (Safety Quality Reliability), che si è tenuto a Roma dal 24 al 26 maggio.

L’Osservatorio negli anni si è dimostrato uno strumento efficacissimo per monitorare l’andamento dei contenziosi sanitari.

“Grazie al nostro osservatorio – ha ammesso Vergallo – prendiamo in esame le situazioni relative ai sinistri che possono coinvolgere gli oltre 10mila medici rappresentati dall’Associazione”.

Questo consente ad Aaroi-Emac di ottenere dati di prima mano, di cui nemmeno il SSN è in possesso. Dati che permettono anche di valutare gli effetti della Legge Gelli-Bianco n. 24/2017.

In particolare nel 2017 i sinistri aperti, sono passati da 384 del 2016 a 603 nel 2017, con circa il 60% di incremento.

Secondo Vergallo, tale incremento “appare soprattutto imputabile alle comunicazioni di avvio delle trattative stragiudiziali, in diretta conseguenza delle quali le strutture sanitarie, una volta chiamate in causa nel contenzioso avviato dai pazienti che si ritengono danneggiati, coinvolgono i singoli medici dipendenti nell’iter che ne conseguirà, eventualmente anche in sede giudiziale sia presso i tribunali ordinari sia presso la Corte dei Conti”.

Ma non è tutto. Vergallo sostiene come fino al 1 aprile 2017si era invece registrato un progressivo calo del numero complessivo dei sinistri, confermando anche nel primo trimestre 2017 una riduzione del contenzioso.

Dati positivi, che lasciavano ben sperare, con un calo dei contenziosi dal 6,5% al 3,5%.

Dunque, fa notare Vargallo, “l’applicazione della Legge Gelli-Bianco da parte delle amministrazioni ospedaliere, ha evidenziato un risultato esattamente contrario agli obiettivi dichiarati dalla norma”.

In buon sostanza, da quando la Legge Gelli è entrata in vigore, “i sinistri aperti dagli Iscritti all’Associazione e più in generale i sinistri riguardanti in primis, i medici specializzati in anestesia e rianimazione e in misura comunque rilevante, quelli operanti nei pronto soccorso e nell’emergenza 118, sono aumentati vorticosamente, sia in sede penale, sia in sede civile”.

Ma qual è, secondo Aaroi-Emac, la causa di questo preoccupante aumento dei contenziosi sanitari?

Per Vergallo, questo “è dipeso da un’applicazione aziendale pedissequa e acritica dell’art. 13 della Legge Gelli Bianco rubricato: ‘Obbligo di comunicazione all’esercente la professione sanitaria del giudizio basato sulla sua responsabilità’. Significa che per legge è esteso anche alle trattative stragiudiziali, intraprese dalle strutture sanitarie, a seguito della loro chiamata in causa per malpractice, da parte dei pazienti o dei loro congiunti”.

Il vero cambiamento, secondo Vergallo, dall’entrata in vigore della Legge è che i tempi ristretti per l’invio di queste comunicazioni,  hanno indotto le amministrazioni ospedaliere ad adottare un’applicazione indiscriminata di questa norma. Il tutto unito “alla sanzione prevista per le strutture sanitarie in caso di omissione tardiva o incompletezza della comunicazione.

Un fatto che speso coinvolge decine di medici per ogni sinistro. E, a volte, addirittura intere equipe. Situazioni che hanno conseguenze serie per un ospedale.

“Da aprile 2017 – prosegue Vergallo – siamo sommersi da parte delle Aziende di richieste di relazioni scritte su specifici casi clinici”. E il tutto “senza che i professionisti possano sapere esattamente a che cosa andranno incontro dopo averle firmate. In questa prospettiva gli esiti che la Legge Gelli-Bianco avrà sono ancora tutti da analizzare”.

Una situazione, quella fotografata dall’osservatorio Aaroi Emac, che porta l’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani a voler comunque implementare la già assidua attività di monitoraggio.

L’obiettivo, infatti, è proprio quello di tenere d’occhio gli effetti sulla sanità italiana della Legge Gelli-Bianco.

E continuare a promuovere delle iniziative volte all’attività di prevenzione del rischio clinico e degli eventi avversi.

 

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TRIBUNALE DI FERRARA E MALPRACTICE MEDICA DOPO LA LEGGE GELLI

tavolo aran

Presentati i dati 2014 – 2016 dell’Osservatorio nazionale permanente AAROI-EMAC

Il trend delle denunce nei confronti degli Anestesisti Rianimatori è in calo. Lo dimostra la seconda edizione dello Studio AAROI-EMAC realizzato dall’Osservatorio nazionale permanente sul contenzioso medico-legale istituito dall’Associazione nel 2016, presentata al 13° Congresso SIARED in corso a Roma. Dopo i dati preliminari del 2014 diffusi lo scorso anno, l’Osservatorio ha monitorato l’andamento della situazione prendendo in esame il triennio 2014 – 2016.

Le denunce analizzate sono state complessivamente 1.382 per un totale di 873 sinistri su oltre 10mila Iscritti all’Associazione. In particolare nel 2014 sono state rilevate 540 denunce e 333 sinistri, 458 denunce e 263 sinistri nel 2015 e 384 denunce e 277 sinistri nel 2016 che equivale ad un -20% nel triennio. I dati mostrano una riduzione in particolare delle denunce che acquista anche un maggiore significato se si considera che nel triennio analizzato si è verificato un aumento d’Iscritti all’AAROI-EMAC.

Rispetto alla distribuzione territoriale il numero di sinistri al Sud è stato di 412, a seguire il Nord con 303 sinistri, decisamente più basso il numero di sinistri rilevati al Centro (152). Un dato che tuttavia va letto insieme alla distribuzione territoriale degli eventi per posto letto. In questo caso “la classifica”, infatti, cambia. Il sud rimane comunque il territorio con una maggiore incidenza di sinistri con 2,27 eventi per 1.000 posti letto all’anno, subito dopo il Centro con 1,30 eventi per 1.000 posti letto all’anno ed infine il Nord con 1,09 eventi. Ulteriore conferma del trend arriva dal numero di eventi per milioni di abitanti all’anno, pari a 6,58 al Sud, 4,28 al Centro e 3,64 al Nord.

L’indagine ha elaborato i dati anche rispetto alla dimensione della struttura mostrando come il numero di sinistri per 1.000 posti letto all’anno è maggiore nelle strutture più piccole (2,08), ossia con meno di 120 posti letto, mentre è decisamente minore nelle strutture con più di 500 posti letto (1,18). Intermedio il valore per quel che riguarda le strutture tra i 120 e 500 posti letto (1,56).
Altro dato significativo riguarda la tipologia della struttura. In riferimento al numero di posti letto, la diffusione degli eventi rilevati è di gran lunga superiore nel privato con 7,64 eventi per 1.000 posti letto rispetto a 2,01 eventi del pubblico.

Lo studio AAROI-EMAC ha inoltre valutato le caratteristiche dei Medici denunciati che nel 70% dei casi sono professionisti del SSN, nel 12% Liberi Professionisti, nel 16% Dipendenti di struttura privata, nell’1% si è trattato di eventi in intramoenia. Nel 60% le denunce hanno riguardato maschi, nel 38% femmine, mentre nel 2% non è stato specificato. Rispetto all’esperienza lavorativa nel 24% dei casi si è trattato di Medici giovani con meno di 5 anni di esperienza, nel 40% di Medici Maturi ossia tra 5 e 20 anni di esperienza e nel 36% dei casi di Medici Esperti con oltre 20 anni di esperienza.

Altro dato riguarda la tipologia di denunce che nel 72% dei casi sono riferibili a decessi e nel 25% a lesioni permanenti. In piccola percentuale vengono indicati danni morali o patrimoniali. Gli eventi denunciati si sono verificati nel 39% dei casi in sala operatoria, nel 30% in terapia intensiva, nel 24% in altri reparti, in percentuali minori sul territorio o durante trasporti.
Sul totale degli eventi segnalati, nel 60% dei casi si tratta di sinistri con un legame diretto o indiretto con l’area dell’Anestesia.

“Lo studio dell’andamento delle denunce e dei sinistri è uno strumento indispensabile per valutare le azioni messe a punto e quelle da programmare – spiega Franco Marinangeli, Consigliere SIARED e Direttore Scientifico del Centro AAROI-EMAC “SimuLearn®” –. Il dato che emerge dall’indagine triennale dimostra che il sistema AAROI-EMAC è decisamente efficace. Si tratta di un progetto integrato in cui l’Associazione – attraverso Intesa Provider, il Centro AAROI-EMAC SimuLearn e la SIARED – offre ai propri iscritti la garanzia di una formazione continua e all’avanguardia, un monitoraggio costante dei dati di malpractice a livello nazionale, la valutazione delle possibili aree di miglioramento e la definizione di strumenti adeguati per accrescere le competenze ed allo stesso tempo aumentare la consapevolezza dell’importanza di lavorare in luoghi sicuri e di seguire gli standard anche alla luce della recente riforma Gelli-Bianco sulla Responsabilità Professionale”.

“L’Osservatorio permanente realizzato dall’AAROI-EMAC nel 2016 in collaborazione con il broker AON, unico nel mondo delle associazioni professionali per completezza di dati e per gli algoritmi di elaborazione degli stessi, oltre che per una casistica ampia ma al tempo stesso omogenea, è uno strumento fondamentale per l’Associazione, che consente di avere il polso della situazione su un fenomeno, quello del contenzioso medico legale, di grande importanza per i Medici – afferma Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC –. Lo studio dell’andamento delle denunce e l’analisi dei sinistri, reso possibile grazie al database in costante implementazione, ha lo scopo di individuare in maniera tempestiva le azioni da portare avanti su più livelli, da quello prettamente formativo con la definizione di corsi ad hoc per aumentare le competenze negli ambiti di maggior rischio a quello di tutela dei Professionisti là dove vengono registrate criticità di tipo organizzativo. Il risultato dello Studio conferma che la strada intrapresa è quella giusta, non solo nei confronti degli Iscritti, ma anche e soprattutto rispetto ai pazienti a cui va garantita – nonostante le difficoltà in cui versa la sanità italiana – la massima garanzia di sicurezza e competenza”.

sciopero dei medici

Accolto il ricorso presentato in Toscana in occasione della mobilitazione del dicembre 2016

Il Tribunale di Arezzo ha accolto il ricorso presentato nei confronti dell’ASL Toscana Sud Est dalla Sezione Regionale dell’AAROI-EMAC a seguito della mancata comunicazione dei contingenti minimi di personale in occasione dello sciopero degli Anestesisti Rianimatori del 16 dicembre 2016. Tale decisione, sottolinea l’Associazione, si aggiunge a quelle già pronunciate nel Marzo e nel Luglio 2016 per lo sciopero generale dei Medici del dicembre 2015 nei confronti dell’ASL Toscana Centro, avvenute per condotta antisindacale nelle sedi di Pistoia ed Empoli.

“Esprimiamo grande soddisfazione – afferma Fabio Cricelli, Presidente AAROI-EMAC Toscana -, nel vedere ancora una volta accolto un nostro ricorso per attività antisindacale perché viene riconosciuto al nostro Sindacato uno specifico ed autonomo interesse a sapere come saranno assicurate le prestazioni indispensabili e, quindi, al controllo di aspetti organizzativi essenziali. Altrettanto importante è che il Giudice abbia ravvisato il pericolo della ripetizione dell’azione lesiva visto che la condotta sanzionata in occasione dell’ultimo sciopero è avvenuta nonostante nella nostra Regione, lo scorso anno, l’Azienda Toscana Centro sia stata già condannata per lo stesso motivo da due diversi Tribunali”.

L’AAROI-EMAC, tuttora in stato di agitazione per la mancata ripresa della contrattazione collettiva, si augura che, a questo punto, il messaggio sia chiaro in merito al rispetto delle procedure da attuare per il corretto svolgimento degli scioperi, particolarmente in questo momento di disagio dei colleghi, vittime di una politica sanitaria che ha messo in sofferenza tutto il personale della Sanità pubblica.

“Dispiace constatare – afferma Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC – che non solo in Toscana, ma in tutto il nostro Paese, si continui a non rispettare le regole e il diritto di sciopero dei lavoratori, anche in presenza di precedenti Sentenze. E’ inoltre inammissibile, che troppe Aziende sanitarie italiane ritengano più utile cercare di ostacolare l’astensione dal lavoro dei propri dipendenti con il rischio di affrontare un procedimento giudiziario, piuttosto di rispettare un diritto che dovrebbe essere acquisito ed inviolabile”.

medici in formazione

In alcuni Presidi Ospedalieri sarebbe stato raggiunto il 100% di adesione dei non precettati

Una protesta forte e compatta, che ha mostrato l’orgoglio di un’intera categoria di Medici da cui dipendono le attività vitali degli Ospedali Italiani. L’Aaroi Emac esprime soddisfazione per la riuscita dello sciopero che ha visto gli Anestesisti Rianimatori incrociare le braccia per quattro ore all’inizio di ogni turno lavorativo. In diversi Presidi Ospedalieri Italiani, si sarebbe raggiunto  il 100% di adesione dei non precettati, sottolinea l’Associazione, che rimarca come  alla protesta abbiano aderito anche numerosi colleghi di altre categorie.

Si tratta di un risultato che non era per nulla scontato in partenza, fanno sapere dal sindacato, considerati i tentativi governativi degli ultimi anni di demolizione delle prerogative sindacali nel SSN. “Una scommessa vinta senza compromessi, che dimostra l’improrogabile necessità di risposte istituzionali ai problemi che i decisori politici delle sorti della Sanità Pubblica stanno aggravando giorno dopo giorno. Ma, soprattutto, un’ulteriore spinta a rafforzare le nostre prossime azioni di protesta con modalità ancora più incisive”.

“Un’adesione così ampia – afferma Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC –, ancora in fase di accertamento in attesa dei risultati di fine giornata, è sorprendente, considerando anche che diverse Aziende, sebbene diffidate in anticipo, hanno messo in atto azioni a nostro avviso antisindacali, contro cui, valutata la sussistenza di illeciti in casi specifici, nei prossimi giorni agiremo anche per vie legali. Di fronte ad un simile risultato, crediamo – conclude Vergallo – che il Governo e le forze politiche tutte non possano far finta di non sentire. Ci aspettiamo quanto prima un riscontro. Nell’attesa, non abbiamo intenzione di rimanere fermi: sono già in fase organizzativa altre iniziative di protesta a partire dal prossimo mese di gennaio”.

medici in formazione

L’Associazione annuncia battaglia nel caso non vengano inseriti in bilancio i 2 miliardi previsti per la Sanità

Continua a sollevare malumori l’ipotesi, avanzata la settimana scorsa dal quotidiano La Repubblica, di tagli alla sanità nella prossima legge di bilancio. E non tranquillizzano le parole del premier Matteo Renzi che ha smentito tali voci parlando di un ‘minor incremento’ delle risorse. La preoccupazione di associazioni e sindacati è alta. Sulla questione è intervenuto oggi anche l’Aaroi-Emac (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – Emergenza Area Critica)

“Slogan e lessico a parte – afferma in una nota il presidente nazionale dell’Associazione, Alessandro Vergallo -, la sostanza non cambia: con 2 miliardi di Euro che mancano all’appello non ci saranno le condizioni per l’effettiva erogazione dei LEA, né tantomeno per il rinnovo dei contratti di lavoro del personale sanitario. Le Regioni protestano ma si adeguano, molte nemmeno tanto malvolentieri, con fantasiose ‘riorganizzazioni ospedaliere’ che, con risorse e personale sempre più insufficienti, riusciranno a fornire – sostengono, – un servizio addirittura migliore”.

Il presidente parla di un “gioco delle parti che tenta di legittimare un impoverimento inaccettabile, un Exit Sanità che si aggiunge a molti altri EXIT, primo tra tutti un Exit PIL che riassume l’esito globale disastroso di scelte politiche e riforme amministrative propagandate come miracolose. Un esito che nessun artifizio di vocabolario potrebbe – in un Paese normale – nascondere”.

Per ‘Exit PIL’ Vergallo si riferisce all’inesorabile smentita nel corso dei mesi delle previsioni di crescita del Prodotto Interno Lordo fatte a inizio anno dal Governo, che hanno evidenziato la realtà drammatica di una crescita che, in realtà, non va molto oltre lo zero; “una bella manovra – afferma il presidente – l’ennesima review della spending review, ci permetterà, con nuovi tagli (altro che “minori incrementi”), di crescere gloriosamente – ‘forse’ – il prossimo anno, con ciò confermando ancora una volta nei fatti la miseria nella quale il populismo reale dell’hashtag #cambioverso sta trascinando il nostro Paese”.

Oltre a ‘Exit PIL’, Vergallo indica una serie di altri ‘Exit’ che hanno danneggiato e danneggeranno, nello specifico ambito del SSN, i medici italiani, e con essi i cittadini: ‘Exit Pensioni’, con il mancato rimpiazzo dei camici bianchi prossimi alla fine della carriera e le assurde condizioni di lavoro cui sono sottoposti anche i lavoratori più giovani, soprattutto nei settori di critical care; ‘Exit Costituzione’, con l’illegittimità, sancita dalla Corte Costituzionale del blocco dei contratti del Pubblico Impiego dal 2010; ‘Exit Contratto’, con la mancata ripresa, allo stato, delle trattative per il rinnovo e soprattutto con la paventata mancanza dei fondi necessari a tale rinnovo; ‘Exit Dignità Professionale’, con l’ipotesi dalla sostituzione dei medici con altri surrogati professionali. A tutto questo, e ai molti altri Exit che i cittadini e i medici italiani hanno subito e rischiano di subire, l’AAROI-EMAC risponde preannunciando il proprio Exit, evidenziando l’impossibilità di avviare una trattativa con la parte pubblica per iniziare a riparlare di contratto di lavoro.

“Chiameremo alla mobilitazione tutti i nostri iscritti – annuncia Vergallo – spiegando loro quanto fallimentari siano state le scelte politiche riguardanti il SSN messe in atto da tutti i governi che si sono avvicendati negli ultimi anni. Siamo pronti a dichiarare lo stato di agitazione, mettendo in atto le iniziative sindacali di informazione e sensibilizzazione dei nostri associati, finalizzate alla proclamazione di una o più giornate di sciopero, in vista del quale continueremo la nostra battaglia (anche stavolta, come in precedenza, “amministratori e direttori vari sono avvisati fin d’ora”) affinché non restino isolate le condanne (di cui una avvenuta a Firenze) già inflitte per “comportamento antisindacale” a due aziende sanitarie che avevano ritenuto di poter impunemente calpestare i nostri diritti nell’ultima occasione di protesta del 16 Dicembre 2015. Proponiamo la condivisione di questo nostro Exit – conclude il presidente Aaroi-Emac – anche a tutte le altre OOSS della Dirigenza Medica, Veterinaria e Sanitaria, in modo da costituire un fronte unito, compatto e determinato, che non ceda a lusinghe e proposte di miglioramenti futuri senza una contropartita reale”.

L’Associazione specifica che gli Specializzandi dovranno integrare ma non sostituire gli Specialisti

L’AAROI-EMAC apprezza il lavoro svolto dal Ministero della Salute, che nell’incontro del 15 Giugno con i Sindacati Medici, i Rappresentanti delle Regioni, del MIUR e del MEF ha presentato una nuova Bozza di testo inerente l’articolo 22 del Patto per la Salute. L’Associazione, tuttavia, torna a sottolineare alcuni punti dai quali ribadisce che non è disposta a prescindere.

“Il Lavoro degli Specialisti in Anestesia e Rianimazione ha caratteristiche di assoluta peculiarità rispetto a tutte le altre discipline specialistiche mediche”, afferma Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC anche a nome della Società Scientifica SIARED, che condivide pienamente tale posizione con SIAARTI e CPAR (Collegio dei Professori di Anestesia e Rianimazione), organi che rappresentano quindi tutti gli Specialisti (ospedalieri e universitari) italiani della Disciplina.

A differenza di tutti gli altri Medici, spiega l’AAROI, ogni Anestesista Rianimatore interviene sui pazienti affidati alle sue competenze da solo, e perciò è inaccettabile la sostituzione degli Anestesisti Rianimatori Specialisti con Specializzandi in sala operatoria, nelle ‘Non Operating Room’ o nei turni di guardia comunque siano organizzati. Uno Specializzando in una sala operatoria o in un turno di guardia affiancato da uno Specialista impegnato in un’altra attività non è e non sarà ammissibile. Il fatto che in certe Università e in certe aziende miste ospedaliero-universitarie purtroppo siano avvenuti e continuino a verificarsi abusi non legittima le illiceità che finora abbiamo contestato in modo fermo ma fin troppo pacato. Per l’Associazione “è ora di smascherare uno per uno tutti coloro i quali affermano a parole di essere contrari all’utilizzo degli specializzandi in attività autonome, salvo poi sfruttarli come ghost specialists”.

“Intendiamo cogliere l’occasione – sottolinea Vergallo – per confermare le nostre proposte di iniziative concrete e trasparenti a beneficio dell’efficienza dell’intera organizzazione ospedaliera finalizzate ad implementare l’efficienza delle Sale Operatorie e delle Rianimazioni attraverso gli Specializzandi impiegati in attività di minor impegno e responsabilità, come per esempio quelle di assistenza nelle Recovery Room e di supporto nelle Rianimazioni. Questo intendiamo debba essere inderogabilmente il significato, per la disciplina di Anestesia e Rianimazione, di quanto prevede il testo in questione nel prevedere l’affiancamento del professionista specializzando e formando, per tutta la durata della formazione specialistica, da parte di un medico specialista nella medesima disciplina, o di un medico di medicina generale appositamente formato, o di un medico veterinario o di un dirigente sanitario specialista nella medesima disciplina con incarico di tutor, in servizio attivo”.

Nel corso dell’incontro, considerando la concertazione sull’art. 22 del Patto per la Salute prodromica al rinnovo del CCNL, l’AAROI-EMAC non ha mancato di denunciare per l’ennesima volta alcune assurdità che continuano ad esistere nel SSN. La prima riguarda il Sistema di Emergenza-Urgenza. “E’ paradossale – afferma il Presidente AAROI-EMAC – che la Disciplina di Anestesia e Rianimazione, in alcune realtà, sia esclusa da tale sistema solo perchè non è “equipollente” a quella di “Medicina e Chirurgia d’accettazione e Urgenza”, mentre lo sono, vergognosamente, discipline specialistiche come la “Metodologia Clinica”: siamo stati i primi a sottolineare queste assurdità e non cesseremo di denunciarle. Nei fatti, da sempre, veniamo chiamati a soccorrere altri Colleghi in difficoltà nel trattamento dei pazienti critici, perché solo la nostra disciplina consente di acquisire, mantenere ed implementare le competenze necessarie a prestare a questi pazienti le migliori cure possibili. Ma sia ben chiaro che per il Sistema di Emergenza-Urgenza non ci interessano equipollenze di carta, le cui responsabilità ricadono su chi le ha stabilite in un modo che ha trasformato questo sistema in un ufficio di collocamento, e lo ha peggiorato istituendo un’altra disciplina specialistica, la Medicina d’Urgenza, i cui impalpabili risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il modello da seguire, per quanto ci riguarda, è quello dell’AREU Lombardia, con le assunzioni di personale medico inquadrato nel CCNL ospedaliero, in primis di estrazione anestesiologico-rianimatoria, che svolga il suo orario di lavoro sia in ospedale sia nell’emergenza-urgenza territoriale, in un’integrazione di attività che sono entrambe ben diverse da quelle proprie della continuità assistenziale. Per il Sistema di Emergenza-Urgenza non servono medici con patentini conseguiti al termine di corsi formativi di poche ore, ad esclusivo uso e consumo dei quali in certe Regioni come la Puglia è stato organizzato tale sistema.

Un’altra assurdità è il ricorso da parte delle Aziende Sanitarie a contratti atipici  o addirittura ad appalti a Cooperative. “Gli ACN (Accordi Collettivi Nazionali) della Medicina Convenzionata continuano a sconfinare illecitamente, delegittimandolo subdolamente, nel settore del CCNL Ospedaliero. Inoltre, anche grazie alle segnalazioni degli Iscritti all’Associazione – conclude Vergallo – veniamo a conoscenza di situazioni spesso simili a caporalato, che in certi casi, addirittura, retribuiscono medici reclutati ad hoc con rimborsi spese fittizi. L’accesso all’attività ospedaliera pubblica del SSN deve avvenire solo attraverso Concorso Pubblico nel rispetto del CCNL del pubblico impiego”.

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Nel 2014 sono 490 le denunce per sinistri, avvenuti prevalentemente in terapia intensiva e in esecuzione di una anestesia generale

Il contenzioso medico-legale rappresenta uno dei temi più attuali in Sanità: sono circa 40.000 ogni anno in Italia le denunce che riguardano presunti casi di malasanità, e oltre 20.000 i medici coinvolti. I settori dell’anestesia, della rianimazione, dell’emergenza e dell’area critica sono, evidentemente, strategici per la funzionalità degli ospedali, e necessitano di qualità e sicurezza, a beneficio di operatori e cittadini.

Per questi motivi, l’AAROI-EMAC (Associazione Anestetisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – emergenza Area Critica) ha istituito un Osservatorio nazionale permanente dando il via ad un articolato sistema di valutazione dei contenziosi, e continuando a puntare sulla formazione per contribuire concretamente alla riduzione di fenomeni, quali le denunce facili da una parte e la medicina difensiva dall’altra, che – si legge in una nota – “stanno negativamente incidendo sull’assistenza sanitaria del nostro Paese”.

I dati preliminari dello Studio AAROI-EMAC, resi noti a Roma nel corso del 12° Congresso Siared , si riferiscono ai contenziosi degli oltre 10.000 medici iscritti all’Associazione nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2014. In totale sono state esaminate 490 denunce relative a 323 sinistri di cui 101 (31%) si sono verificati in sala operatoria, 113 (35%) in terapia intensiva, 89 (28%) in un reparto ospedaliero, 20 (6%) sul territorio (domicilio del paziente 67%, casa di riposo 17%, centri di riabilitazione 16%). I pazienti ricoverati in terapia intensiva provenivano per il 44% dalla sala operatoria, per il 29% dai reparti ospedalieri e per il 21% dal territorio. Riguardo agli eventi avversi verificatisi in sala operatoria, le specialità chirurgiche più frequentemente coinvolte sono state: chirurgia generale (17%), chirurgia ginecologica (14%), chirurgia ortopedica (12%), neurochirurgia (5%) e chirurgia otorinolaringoiatrica (5%). Nella maggior parte dei casi (46%) non è stato specificato, nel modulo di denuncia, il tipo di chirurgia praticata.

Le attività oggetto di contenzioso hanno riguardato nel 52% dei casi (44) l’esecuzione di una anestesia generale, nel 36% (31) di una anestesia loco-regionale, nell’11% dei casi (9) un intervento in condizioni di emergenza, nell’1% (1) procedure di sedazione. Le fasi di induzione e mantenimento dell’anestesia sono state quelle in cui si sono verificati in misura maggiore gli eventi avversi, che però nella fase di mantenimento (48%) sono dipesi più dall’operato del chirurgo che dell’anestesista-rianimatore (fase intra-operatoria), mentre si è attribuita una responsabilità pressoché esclusiva all’anestesista-rianimatore nel 35% degli eventi avversi riguardanti l’induzione dell’anestesia generale o l’esecuzione dell’anestesia locoregionale (fase pre-operatoria). Infine la percentuale di eventi avversi al risveglio e durante il monitoraggio del paziente in recovery room è risultata essere del 17% (9 casi).

Il tipo di danno contestato nel 70% (342) dei casi è stato un decesso, nel 9% (45) lesioni neurologiche, nel 4% (21) infezioni, nel 2% (7) avulsioni dentarie, nell’8% (41) danno di altro genere. Nel 7% (34) dei casi non è stato specificato il tipo di danno. L’Anestesista-Rianimatore è stato coinvolto nel 64% (313) delle denunce per responsabilità di equipe, nel 25% (120) per responsabilità diretta, nel 3% (17) per il ruolo di Responsabile dell’U.O. Nel rimanente 8% non si è riusciti a risalire al tipo di responsabilità per carenza di informazioni.

I dati sono stati analizzati anche rispetto alla tipologia di struttura e all’ambito territoriale. L’incidenza degli eventi critici si è rivelata maggiore nelle piccole strutture, dove il numero di sinistri è stato il doppio (2,24 per 1000 posti letto) nelle strutture con meno di 120 posti letto rispetto a quelle con più di 500 posti letto (1,39 per 1000 posti letto). Prendendo in considerazione la distribuzione territoriale, i dati rivelano che nel 2014 il numero di eventi critici è stato doppio al Sud rispetto al Nord sia nella valutazione per posti letto che per milioni di abitanti: 1,36 per 1000 posti letto al Nord, 1,35 al Centro e 2,62 al Sud, pari a 4,43 eventi critici per milione di abitanti al Nord, 4,39 al Centro e 7,57 al Sud. Altro dato significativo è il minor numero di denunce portate avanti nei confronti dei Medici donna (189) rispetto agli uomini (345), nonostante ci sia una sostanziale parità di genere di Iscritti all’AAROI-EMAC, mentre, in generale, l’età media del medico denunciato è di 50 anni.

“I numeri evidenziano il coinvolgimento pressoché costante della figura dell’Anestesista-Rianimatore, sebbene soltanto in pochi casi responsabile in via esclusiva – afferma Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC -. Il nostro scopo è quello di andare in fondo alla questione per non trovarci continuamente di fronte a dati allarmistici rilanciati dai media non supportati da analisi adeguate. Non a caso, lo Studio AAROI-EMAC ha mostrato tipologie di denunce al limite dell’incredibile. Il tema del contenzioso medico-legale va affrontato con la massima serietà, che è quanto si sta facendo con questo studio, il primo che nel nostro Paese si focalizza su categorie specifiche di Medici Specialisti non limitandosi ad analizzare i dati economici, ma andando ad approfondire in forma aggregata gli aspetti tecnici di ogni caso specifico. Da una parte per arginare con dati certi la forte incidenza di denunce che rappresentano solo il tentativo – per lo più vano – di ottenere risarcimenti milionari; dall’altra per valutare al meglio le dinamiche che conducono ad un sinistro in modo da evitare che lo stesso possa verificarsi nuovamente”.

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