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arti superiori

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Negli arti superiori e, in particolare, nell’avambraccio risiedono quasi tutti i muscoli che muovono le dita ed il polso. E’ dunque fondamentale la cura ‘ginnica’ di questa regione

Trascorrere molto tempo nell’utilizzo dei device come tablet e smartphone induce spesso sovraccarico funzionale alla regione cervicale e delle spalle. Questa informazione è ormai conosciuta da tutti, mentre ai muscoli degli arti superiori spesso non pensa nessuno. Riflettici bene, quando scorri le dita sullo schermo oltre che ad essere a capo chino, muovi molto e in modo ripetitivo le dita della mano ed il polso. Allargare una foto o far scorrere una pagina ci è permesso dalla muscolatura dell’avambraccio. In questa parte del nostro corpo infatti risiedono quasi tutti i muscoli che muovono le dita ed il polso ad eccezione dei muscoli lombricali che ci permettono di divaricare e unire le falangi.

Indubbiamente, quindi, i muscoli dell’avambraccio e la loro cura devono essere oggetto della nostra attenzione “ginnica” ed è per questo che ho deciso di dedicargli ben due puntate composte da tre esercizi ognuna… i muscoli dell’avambraccio sono molti! Gli esercizi che ti spiego, in questo articolo e nel prossimo, sono pratici e comodamente eseguibili in ufficio.

Esercizio 17 – Specchio riflesso!

Mettiti in piedi e incrocia le dita delle mani tra loro. Ruota il palmo in basso e successivamente porta le mani in avanti come se volessi mostrarli a chi ti è di fronte. Più solleverai le braccia a gomiti tesi e più avvertirai tensione. Allo stesso modo più spingerai le dita in avanti e più la tensione si concentrerà a livello delle mani. Ad ogni modo raggiungi la tensione desiderata e poi mantieni per 40 secondi.

In questo esercizio i gruppi muscolari maggiormente interessati sono pronatore rotondo, flessori radiali e palmare del carpo, palmare, flessori superficiale e profondo delle dita e flessore lungo del pollice.

Esercizio 18 – Pugno in su!

Comodamente seduto o seduta, distendi il braccio destro in avanti, chiudi il pugno e ruotandolo in senso orario porta le dita verso l’alto. A questo punto con la mano sinistra afferra il pugno destro e trazionalo verso di te. Avvertirai tensione sul polso e su parte dell’avambraccio destro. Mantieni questa posizione per 40 secondi e poi esegui dal lato opposto. Molto importante è procedere con cautela e mantenere il gomito ben dritto.

In questo esercizio i gruppi muscolari maggiormente impiegati sono brachioradiale, estensore ulnare del carpo supinatore, estensore comune di dita e mano, estensore lungo e breve del pollice.

Esercizio 19 – Pugno in giù!

In considerazione del nome potrai ben capire che in questo esercizio il pugno viene trazionato in basso: vediamo come. Sempre da seduto/a distendi il braccio destro in avanti e chiudi il pugno. Con la mano sinistra afferra dal basso il pugno destro e trazionalo verso di te. Mantieni la posizione per 40 secondi e poi esegui dl lato opposto.

In questo esercizio i muscoli maggiormente interessati sono gli estensori ulnare e radiale del carpo, gli estensori delle dita, l’estensore dell’indice e del mignolo.

Dr. Paolo Scannavini

pscannavini@gmail.com

Fisioterapista e Kinesiologo

 

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MUSCOLO PETTORALE, L’IMPORTANZA DI UN TRATTAMENTO CORRETTO

 

 

petto

Un nuovo percorso di esercizi relativo ai distretti di petto e braccia per prevenire e mantenere un buono stato di salute

Iniziamo oggi il secondo percorso di esercizi mirati alla prevenzione e al mantenimento di un buon stato di salute. Se nel primo circuito abbiamo affrontato gli esercizi di collo e spalle, in questo secondo affronteremo altri due distretti: petto e arti superiori.

I disturbi alle braccia e al petto infatti, sono piuttosto comuni. Siamo però molto condizionati dall’idea che quando fa male il petto dobbiamo correre all’ospedale per via di un infarto in corso. A volte è sicuramente vero, ma nella stragrande maggioranza dei casi non siamo a rischio della vita. Prima di affrontare i due esercizi di questa settimana quindi, ti voglio insegnare un affidabile metodo per comprendere se il tuo dolore al petto sia da pronto soccorso o meno.

Tedeschi e americani hanno messo appunto delle check list molto semplici e affidabili per capire se si è colpiti da infarto. Vediamone una semplice composta da soli tre punti.

Potrebbe essere un problema cardiaco quando:

1.    Il dolore inizia da dietro allo sterno (centro del petto) e si irradia verso collo, mandibola, braccio sinistro, bocca dello stomaco;

2.    Il dolore è generalizzato al tronco ed è avvertito come opprimente, pesante;

3.    Insieme al dolore abbiamo nausea, sudorazione, difficolta a respirare.

Se invece avverti dolore e indichi un punto preciso, allora sicuramente è un problema muscolo-scheletrico.

Vediamo quindi un paio di esercizi per mantenere petto e braccia in buone condizioni.

Esercizio 11 – L’aeroplano in picchiata

In piedi porta le braccia in fuori e ruota il palmo delle mani in avanti ed i pollici in alto. Mantenendo tale posizione porta le braccia verso dietro il più possibile. A questo punto fatti aiutare da un partner e chiedigli di completare il movimento con l’idea di avvicinare il dorso delle mani uno all’altro. Ovviamente il dorso delle mani non dovrà mai toccarsi, sarebbe davvero un movimento esagerato! Chiedi al tuo compagno di incrementare lentamente la tensione fino alla soglia che caratterizza lo stretching (se non conosci questa informazione ti consiglio di leggere il mio articolo dove spiego la corretta modalità di eseguire l’allungamento muscolare). A questo punto permani in tale posizione per 40 secondi ed il gioco è fatto.

Questo esercizio coinvolge principalmente i muscoli grande e piccolo pettorale, deltoide anteriore, bicipite brachiale e coracobrachiale.

Esercizio 12 – Mani in alto!

In piedi, incrocia le dita delle mani tra loro, ruota il palmo delle mani in alto e porta il dorso delle mani sul capo. Ora cerca di spingere le mani il più indietro possibile fino a quando non avverti la tensione dell’allungamento. Mantieni per 40 secondi e poi torna alla posizione di partenza.

Una variante di questo esercizio consiste nel distendere i gomiti e portare il palmo delle mani più in alto possibile, poi eseguire la spinta verso dietro.

In questo esercizio i gruppi muscolari maggiormente interessati sono grande e piccolo pettorale, deltoide e dentato anteriore.

Dr. Paolo Scannavini

pscannavini@gmail.com

Fisioterapista e Kinesiologo

 

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ARTICOLAZIONE DELLA SPALLA: ESERCIZI DI ALLUNGAMENTO DEI MUSCOLI COLLEGATI

dito

Con l’articolo di oggi sulla sindrome del dito a scatto terminiamo l’approfondimento sugli arti superiori. Dalla prossima settimana inizieremo con la schiena.

Ma veniamo al dito che si “inceppa”. La sindrome del dito a scatto sta diventando sempre più comune e colpisce più spesso le donne che gli uomini. Riconoscibile per il dolore che colpisce la giunzione delle dita al palmo della mano, essa è però caratterizzata dal tipico scatto del dito in estensione.

Infatti quando il tendine flessore si infiamma, la membrana che lo avvolge (guaina) può rigonfiarsi e questo fattore meccanico determina un vero e proprio inceppo tra essa ed il canale di scorrimento del tendine.

Immagina che lo spago dell’arrosto sia il tendine, mentre lo tiri fuori dalla sua scatola facendolo passare per l’apposito forellino si crea un piccolo agglomerato all’interno della scatola.

Quando questo “finto nodo” arriva al forellino, lo spago si blocca e tu tiri più forte fino a che, dopo uno scatto, lo spago non ricomincia ad uscire fluidamente. Questo è ciò che capita grossomodo a tendine e puleggia di scorrimento.

Ora se per l’arrosto le soluzioni sono molteplici come ad esempio comprarne uno già arrotolato, per il dito a scatto non è cosi, ovviamente.

Non devi disperare però!

Anzitutto la diagnosi è semplicemente clinica, non servono quindi particolari indagini ma solo la visita del medico.

Poi le terapie possono essere combinate. Infatti insieme agli anti infiammatori, si associano Laser, ultrasuoni e… stretching!

Per diminuire lo spessore della guaina del tendine infatti lo stretching è fondamentale.

Vediamo quindi come poter eseguire da soli proprio questo tipo di allungamento.

Poni di fronte a te la mano come se volessi intimare l’alt a qualcuno. Il palmo della mano è quindi rivolto in avanti. Ora afferra il dito in questione e trazionalo teso verso di te. Questo determinerà la tensione tipica dello stretching. Mantieni questa posizione per 40 secondi e poi ripetila per tutte le dita. Una buona variante è quella di effettuare la tensione a tutte le dita contemporaneamente.

Esegui questo esercizio almeno 5/6 volte al giorno. Ricorda però che l’utilizzo della terapia è fondamentale. Spesso i sintomi della sindrome vanno via anche da soli, ma il rigonfiamento della guaina non sparisce del tutto. Quindi questa sindrome può ripresentarsi dopo mesi. Nel caso in cui dovesse cronicizzare sfortunatamente spesso si ricorre all’intervento chirurgico.

Dr Paolo Scannavini

pscannavini@gmail.com

Fisioterapista e Kinesiologo

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