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avv. maria teresa de luca

Con la sentenza n. 15899 depositata il 29 luglio 2016 la Corte di Cassazione, Seconda Sezione Civile (Presidente E. Bucciante – Estensore F. Manna) è intervenuta ancora una volta in materia di dispositivi di per il rilevamento a distanza della velocità, cd. “autovelox”.

Gli Ermellini hanno nel caso di specie ritenuto che è nulla la multa per eccesso di velocità elevata quando gli indicatori preventivi della presenza dell’autovelox non siano installati con adeguato anticipo, mostrando di aderire a precedenti orientamenti giurisprudenziali della Suprema Corte (cfr. ex plurimis Cass. N. 7419/09; Cass. N. 21634/09; Cass. N. 5997/14 e da ultimo Cass. N. 12231/16).

Nel caso esaminato il segnale che informa della presenza dell’autovelox è posto unicamente all’ingresso del paese e non viene ulteriormente ripetuto.

Ora, la Corte di Cassazione ribadisce che il potere sanzionatorio della P.A., in materia di circolazione stradale è ispirato ad uno scopo di tutela della sicurezza stradale  e non certo all’intento della sorpresa ingannevole dell’automobilista indisciplinato.

Per la Suprema Corte è pertanto errata la decisione del Tribunale, in veste di giudice d’appello, allorquando afferma che l’obbligo della preventiva segnalazione del controllo elettronico della velocità, previsto dall’art. 77 del regolamento del Codice della Strada, si riferisca unicamente ai cartelli stradali prescrittivi, ossia quelli che hanno la funzione di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, e non anche a quelli puramente informativi, come nel caso di quelli relativi al rilevamento elettronico della velocità.

Ribadisce la Corte che “che ai sensi della L. n. 168 del 2002, art. 4, da considerarsi norma imperativa, la P.A. proprietaria della strada è tenuta a dare idonea informazione con l’apposizione “in loco” di cartelli indicanti la presenza di autovelox, dell’installazione e della conseguente utilizzazione dei dispositivi di rilevamento elettronico della velocità, configurandosi in difetto l’illegittimità del relativo verbale di contestazione”.

Ha puntualizzato, inoltre, che tale disposizione normativa non può essere considerata una norma priva di precettività, tale da consentire all’interprete di disapplicarla in ragione di un’asserita, ma inespressa “ratio” con efficacia limitata solo all’ambito dei rapporti organizzativi interni alla P.A..

La cogenza di tale previsione, secondo gli Ermellini, è desumibile anche “dal suo innesto successivo direttamente nel corpo del codice della strada” e precisamente nell’art. 142, comma 6 bis, C.d.S., che prevede che le postazioni di controllo sulla rete stradale  per il rilevamento della velocità siano segnalate mediante l’impego di cartelli o dispositivi di segnalazione luminosi, che devono essere installati con adeguato anticipo rispetto al luogo ove viene effettuato il rilevamento e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento da parte dell’automobilista.

La decisione impugnata, invece, ha dato “una differente interpretazione dell’art  4 del D.L. n. 121/02, convertito in legge n. 168/02, giustapponendolo agli artt. 77 e 78 del regolamento C.d.S. sull’erroneo presupposto che questi escludessero la cogenza di quello, la cui norma è per di più subordinata e successiva”.

La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza  con rinvio al medesimo Tribunale, in persona di diverso magistrato, che dovrà decidere tenendo presente il seguente principio di diritto dalla stessa formulato ex art. 384, comma 1, c.p.c.: “in materia di accertamento di violazioni delle norme sui limiti di velocità, compiuta a mezzo di apparecchiatura di controllo, comunemente denominata “autovelox”, l’art. 4 del d.l. n. 121 del 2002, conv. In legge n. 168 del 2002 – secondo cui dell’installazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo deve essere data preventiva informazione agli automobilisti della presenza dei dispositivi di controllo medesimi, onde orientarne la condotta di guida e preavvertirli del possibile accertamento di infrazioni; ne consegue che la violazione di tale previsione cagiona la nullità della sanzione eventualmente irrogata”.

Avv. Maria Teresa De Luca

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