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La Federazione dei medici contro l’ipotesi di un aumento delle immatricolazioni nei dipartimenti di medicina. Anelli: risorse per diecimila borse ora

“Spostiamo le risorse destinate all’aumento degli accessi e utilizziamole per aumentare le borse, portandole a diecimila. Solo così non avremo, tra cinque anni, un Servizio sanitario nazionale senza medici”. Con questo appello la FNOMCeO risponde alle dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione  Marco Bussetti, rilasciate al quotidiano La Repubblica.

Il titolare del MIUR, infatti, ha fatto sapere che il prossimo anno il Governo ha intenzione di aprire le porte ad altre duemila matricole nei dipartimenti di medicina. Il tutto aumentando, anche le borse di specializzazione, ma tramite uno stanziamento di cento milioni. Una cifra che però, secondo la Federazione dei medici, potrebbe non essere comunque sufficiente ad evitare il collasso del sistema.

“Bisogna correre ai ripari, e bisogna farlo subito – afferma il Presidente FNOMCeO Filippo Anelli -. Noi la ricetta l’abbiamo data: diecimila borse ora, poi una riforma del sistema per cui a ogni laurea corrisponda una borsa”.

“Il Ministro Bussetti – continua  – ha dichiarato che finalmente il Governo riuscirà ad allineare i nuovi contratti di formazione per gli specializzandi medici con il numero di laureati, e questa è cosa ottima. Bene, chiarisca le modalità con le quali intende farlo. A noi pare che aumentare il numero degli accessi in questo momento non sia una misura efficace, ma sia anzi deleteria”.

Secondo la Federazione,  per avere medici completamente formati e pronti a prendere servizio ci vorranno undici anni. “E, per allora – sottolinea Anelli –  l’emergenza causata dalla ‘gobba pensionistica’, l’ondata di colleghi che andranno in pensione nel 2025, sarà superata. Inoltre, non possiamo permetterci di avere, proprio nel momento di massima emergenza, oltre 21000 medici fermi nell’imbuto”.

Da qui  l’appello al Ministro Bussetti, al Ministro della Salute Grillo e a tutto il Governo che sia fatta una programmazione attenta e lungimirante. Una programmazione che tenga conto non solo dell’oggi ma delle proiezioni a cinque e dieci anni. “Se siamo arrivati a questo punto – conclude il presidente FNOMCeO – è perché raccogliamo il frutto di politiche miopi del passato. Non commettiamo gli stessi errori, diamo un segnale di vero cambiamento!”.

 

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GIOVANI MEDICI, DIECI PUNTI PER SALVARE IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

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Dal mantenimento del numero programmato per il Corsi di laurea all’incremento delle borse di studio per la formazione: la ricetta dei giovani medici per mettere in sicurezza il Ssn

Diecimila borse di specializzazione da chiedere subito al Governo per assorbire l’imbuto formativo. E dieci punti per mettere in sicurezza il Servizio Sanitario nazionale. È questo il bilancio della prima giornata degli Stati Generali della FNOMCeO, svoltasi a Roma e dedicata alle istanze dei giovani medici. “Stati Generali del Giovane Medico: la Fnomceo all’ascolto”. Questo il titolo dell’incontro, aperto a sindacati e associazioni, promosso dall’Osservatorio giovani Medici e Odontoiatri della Federazione.

“Il Governo – ha sottolineato il presidente FNOMCeO, Filippo Anelli –  deve investire sui giovani medici sull’incremento delle loro competenze. All’interno della nostra società i professionisti svolgono un ruolo fondamentale, che non può essere sottaciuto né limitato, non solo perché mettono al servizio della collettività le loro conoscenze, ma per la stessa stabilità democratica del sistema”.

Secondo la Federazione sono più di diecimila i medici intrappolati oggi nel cosiddetto ‘imbuto formativo’.

Si tratta dei giovani camici bianchi che si laureano ma non riescono ad accedere alle Scuole di specializzazione e al Corso per la Medicina Generale. Non avrebbe dunque senso l’abolizione del numero programmato alla facoltà di Medicina senza un aumento congruo del numero delle borse per la formazione post laurea. Così come non sarebbe efficace per la tenuta e la qualità del Servizio Sanitario nazionale, introdurvi medici non completamente formati.

Parere negativo dai giovani medici anche alla proposta lanciata dal Ministro della Salute Giulia Grillo, relativa all’inserimento, con mansioni magari inferiori, nel mondo del lavoro i tanti medici che rimangono bloccati tra la laurea e la scuola di specializzazione. “Anche solo immaginare la possibilità di creare delle figure professionali “di serie b”, con un nuovo inquadramento e con mansioni “magari inferiori”, è un’ipotesi che va contro la dignità della professione e la tutela della adeguata qualità del SSN per i cittadini”. A spiegarlo è Alessandro Bonsignore, Coordinatore dell’Osservatorio Giovani Professionisti della Fnomceo”.

Nel corso dell’appuntamento i giovani medici hanno proposto all’unanimità un programma articolato in dieci punti per salvare il Ssn.

1)mantenere il numero programmato per l’accesso ai Corsi di laurea
2) aumentare le borse per la formazione specialistica e specifica in Medicina Generale
3) recuperare le borse perse per abbandono dei corsi di specializzazione
4) potenziare il ruolo degli Osservatori regionali e nazionale per il controllo di qualità della Formazione specialistica
5) vigilare affinché le Regioni provvedano a un reale calcolo dei fabbisogni per territorio e per specialità
6) implementare la formazione su salute globale, cooperazione, universalismo, equità al fine di adeguare le competenze del medico alla nuova società
7) riflettere sulle ricadute del regionalismo differenziato e dell’integrazione pubblico- privato
8) migliorare la qualità della formazione e renderla omogenea;arricchirla con esperienze nell’ambito di una rete formativa ampia e non limitata alla sede di formazione; istituire il curriculum formativo nazionale
9) no a sanatorie per l’ingresso nel mondo del lavoro di medici non completamente formati; sì a una revisione dei contratti per aumentare l’attrattività del pubblico rispetto al privato
10) ampliare la rappresentatività dei giovani professionisti a livello istituzionale.

 

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FIMMG: necessaria formazione specifica qualificata e qualificante, attenta alla qualità dei contenuti e supportata da organizzazione didattica ottimale

“Tra poche settimane il Ministero della Salute e le Regioni comunicheranno il numero delle Borse messe a bando per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale che dovrà partire quest’anno” A ricordarlo è Fimmg Formazione, che sottolinea come questo sia “il momento perché tutte le forze politiche e le istituzioni coinvolte diano dimostrazione che esiste la volontà di perseguire scelte coerenti all’obiettivo di garantire agli italiani, anche in futuro, una Medicina Generale che sia in grado di sostenere le sfide  innovative che l’evoluzione sociodemografica e la gestione della multicronicità richiederanno”.

Perché questo si realizzi – evidenzia il sindacato – sono indispensabili sia un numero di professionisti programmato sui bisogni assistenziali, che un percorso formativo qualificato e qualificante, attento alla qualità dei contenuti, supportato da una organizzazione didattica ottimale e da un riconoscimento economico offerto indistintamente a tutti i professionisti, affinché possano partecipare, senza i limiti temporali che la necessità di una remunerazione
alternativa richiederebbe, ad attività esperenziali di alto livello, aperte all’innovazione.

“Cosa sarà più utile a preservare la salute degli italiani? Tanti medici di famiglia di tersilliana memoria o medici di famiglia all’avanguardia, capaci di prescrivere farmaci innovativi e usare strumentistica di primo livello?”

“Vogliamo essere fiduciosi e sperare che gli errori passati non siano ripetuti. Vogliamo sperare che anche in questo triennio prosegua la SVOLTA positiva data lo scorso anno con l’aumento delle borse.  Aspettiamo quindi di sapere che finalmente si deciderà di affrontare in modo razionale e risolutivo la programmazione dei futuri medici di Medicina Generale e non ci si vorrà ancora nascondere dietro equilibrismi finanziari, scaricando vicendevolmente la responsabilità di un numero di Borse inadeguato.

“Il perpetuarsi delle scelte passate non sarebbe più semplicemente prova di incapacità di programmazione ma
piuttosto un voluto presupposto, utile a validare, con la tacita complicità di tutti, l’ennesima sanatoria all’italiana. Quella sanatoria che tanto consenso preelettorale sembra portare a scapito delle giuste aspettative di tanti
professionisti precari che però ben presto capirebbero che la loro dignità professionale è stata barattata con l’illusorio accesso ad una professione di cui in realtà si è svuotato il valore con le medesime disposizioni legislative che ne avrebbero dovuto stabilizzare il futuro”.

 

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carenza di mmg

Per la Federazione dei medici l’unico intervento per risolvere il problema della carenza di medici di medicina generale è mantenere la quota annua di duemila borse per i prossimi dieci anni

“È apprezzabile la volontà del Ministro della Salute Giulia Grillo di mettere in atto correttivi per risolvere il problema della carenza dei medici di medicina generale”. Tuttavia, la misura prevista nel Dl Semplificazioni, rappresenta solo un “tampone”, che “non fa che spostare il problema più avanti nel tempo”. E’ quanto sostiene il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, sulla norma che darà la possibilità, anche a chi non avrà ancora completato il corso di formazione, di poter ricevere l’incarico fino al 31 dicembre 2021.

Il Ministro ha definito il provvedimento ‘una boccata d’ossigeno per la medicina generale’. Per la Federazione dei Medici, però, la novità “non risolverà certo sul lungo periodo il problema della carenza di Medici di Medicina Generale”. Ciò a meno “di non associarla a un aumento delle borse”.

Inoltre, specifica Anelli, occorre verificare che la misura sia praticabile, “perché in ogni caso rimanda a un Accordo Collettivo Nazionale”.

“Invitiamo quindi il Ministro – afferma il presidente FNOMCeO – ad accelerare sull’ACN  per le convenzioni dei Medici di Medicina Generale. E, soprattutto, a mantenere la quota annua di duemila borse per i prossimi dieci anni. Questa misura, che va associata al raddoppio delle borse per le scuole, è del tutto praticabile, comportando un esborso complessivo per le casse dello stato di centocinquanta milioni l’anno, dei quali cinquanta milioni per la Medicina Generale e cento per le specializzazioni, che in parte potrebbero essere recuperati riutilizzando i fondi delle borse ‘abbandonate’, che oggi vanno persi”.

Per i medici “non si tratterebbe di un costo ma di un investimento per la salute di tutte le persone che si trovano sul territorio italiano”.

 

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carenza di medici

Soddisfazione della Federazione per l’incontro svoltosi al Ministero della Salute incentrato sulla carenza di medici specialisti e di medicina generale

Aumentare i contratti di formazione specialistica e le borse per il Corso di formazione specifica in Medicina Generale. Queste le proposte avanzate dalla FNOMCeO in occasione dell’incontro svoltosi presso il Ministero della Salute incentrato sulla carenza di medici specialisti e di medicina generale.

Per la Federazione, occorre integrare il bando per la Medicina generale in modo da portare, già da quest’anno, a duemila il numero delle borse. Inoltre è necessario adottare ogni atto utile per permettere sin da subito l’utilizzo dei 58 contratti di formazione specialistica derivanti dai fondi di piano.

“C’è poi la questione delle borse e dei contratti che ogni anno vanno sprecati per la rinuncia dei vincitori”. Un’emorragia di circa 500 borse. Al proposito la delegazione guidata dal presidente Filippo Anelli, ha chiesto il recupero delle risorse non utilizzate per finanziare nuove borse per la formazione post-laurea. Inoltre, ha proposto che si prendano in considerazione anche i contributi delle fondazioni, come l’Enpam, per ulteriori borse di formazione in medicina generale e specialistica.

“In riferimento alla medicina generale – aggiunge Anelli – la FNOMCeO ha chiesto che sia pienamente applicata la norma che consente di ridurre per un tempo massimo di un anno il corso di formazione specifica della medicina generale, ai sensi del comma 2 bis art. 24 del D. Lvo 368/99, condividendo con il Ministero la necessità di dare piena attuazione alle direttive comunitarie”.

In altre parole, la frequenza espletata presso strutture della medicina generale, come ad esempio uno studio di medicina generale, o in altri ambiti che dispongano di attrezzature e di servizi di medicina generale o centri in cui i medici dispensano cure primarie, andrebbero a ridurre il tempo di formazione post laurea in medicina generale per un periodo massimo di un anno, diminuendo conseguentemente il costo della formazione stessa e permettendo così di aumentare il numero delle borse.

“Per dare una risposta immediata alle gravi carenze di personale – continua Anelli – abbiamo condiviso la necessità di individuare strumenti normativi che consentano di avvalersi, per l’erogazione delle prestazioni sanitarie, degli specializzandi dell’ultimo anno, anche negli ospedali di insegnamento. A tale proposito, sarebbe auspicabile una modifica dei contratti di formazione lavoro dei medici specializzandi e della medicina generale, in modo da consentire un miglior utilizzo dei medici in formazione nei processi assistenziali, riducendone le incompatibilità e rivedendo l’equiparazione del trattamento tributario”.

“Per il settore del 118 – afferma ancora Anelli – la FNOMCeO ha chiesto di modificare la Legge Balduzzi, in linea con le richieste delle organizzazioni sindacali, creando un percorso formativo peculiare, così come già previsto dal DPR 270/2000, per l’accesso all’emergenza territoriale. Modifica, questa, che consentirebbe anche di dare una risposta concreta all’occupazione di tanti medici che oggi garantiscono il servizio pur in maniera precaria”.

“Appare sempre più improcrastinabile – conclude Anelli – l’esigenza di un recupero del ruolo del personale medico precario, che oggi consente al servizio sanitario nazionale di poter garantire in maniera idonea la tutela della salute dei cittadini”.

 

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Maxi finanziamento per la formazione specialistica medica in Toscana

Un maxi finanziamento di 3 milioni di euro per 25 contratti di formazione specialistica in medicina è stato messo a disposizione in Toscana

Oltre 3 milioni di euro, un maxi finanziamento finalizzato a sostenere venticinque contratti di formazione specialistica in medicina e chirurgia per l’anno accademico 2017-18. È questo che ha messo sul tavolo la regione Toscana.

Nello specifico, il maxi finanziamento sarà messo a disposizione delle Università di Firenze, Pisa e Siena, sul solco di quanto disposto da un decreto ministeriale il quale stabilisce che, in aggiunta a quelli statali, possono essere attivati contratti finanziati dalle Regioni.

Una scelta che nasce per colmare il divario tra numero dei contratti statali e reale fabbisogno.

La decisione di stanziare il maxi finanziamento è nata dalla valutazione del fabbisogno regionale e delle risorse disponibili.

Inoltre, si è tenuto specificamente conto delle richieste pervenute dalle tre Università, con una delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata dalla Giunta nella seduta di ieri.

Grazie a questi 3 milioni di euro saranno finanziati, a partire dall’anno accademico 2017-18, i seguenti contratti di formazione specialistica.

  • Università degli Studi di Firenze. Qui ci saranno 5 contratti aggiuntivi. Di questi, uno in Anestesia rianimazione, terapia intensiva e del dolore, due in Pediatria e due in Medicina d’Emergenza-Urgenza;
  • Università degli Studi di Pisa. Qui ci saranno dieci contratti aggiuntivi. Di questi, tre in Anestesia rianimazione, terapia intensiva e del dolore, tre in Medicina d’Emergenza-Urgenza, due in Pediatria e due in Radiodiagnostica;
  • Infine, per l’Università degli Studi di Siena: dieci contratti aggiuntivi di cui due in Anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore, uno in Ematologia, tre in Medicina d’Emergenza-Urgenza, due in Pediatria e due in Radiodiagnostica.

Il finanziamento dei 25 contratti aggiuntivi assegnati deve essere assicurato per l’intera durata delle specializzazioni. Si tratta, quindi, di 4 anni per i contratti in Ematologia e Radiodiagnostica e di 5 anni per i contratti in Anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore, Medicina d’Emergenza-urgenza e Pediatria.

Nel complesso, la somma messa a disposizione ammonta a 3.070.000 euro.

Questo denaro è così ripartito: 625mila per il 2018; 625mila per il 2019; 650mila per il 2020; 650mila per il 2021; 520mila per il 2022.

Infine, per salvaguardare il fabbisogno regionale, i contratti di formazione specialistica non potranno avere parere positivo nel caso in cui la domanda preveda un trasferimento verso altre regioni.

Dalla regione fanno poi sapere che l’assegnazione dei contratti sarà subordinata all’impegno a prestare la propria attività lavorativa nelle strutture e negli enti del Servizio regionale toscano per un periodo di due anni. Questo entro i 5 anni dal conseguimento del diploma di specializzazione.

 

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FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE, GRILLO: RIAPRIRE I BANDI

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Il Segretario nazionale della Federazione, Roberto Monaco: Formazione e fabbisogno devono andare di pari passo

“Formazione e fabbisogno devono andare di pari passo. Un sistema senza vasi comunicanti non è più rispondente al SSN pubblico così come lo recita la Costituzione”. Lo ha affermato il Segretario nazionale della FNOMCeO, Roberto Monaco, intervenendo al Meeting salute di Rimini 2018 nell’ambito di una discussione relativa alla carenza dei medici.

Un tema sul quale negli ultimi mesi associazioni e sindacati hanno manifestato grande preoccupazione. Si stima, infatti, che nel 2020 mancheranno 50.000 professionisti. “Sarebbe facile da parte nostra – sottolinea Monaco – ricordare adesso che l’avevamo detto e preventivato dieci anni fa. Quello che conta ora è evitare che chi si laurea non viva in quel limbo di inoccupazione in attesa dell’accesso alla specializzazione o al corso di medicina generale”.

FNOMCeO chiede quindi un numero di borse di studio pari ai giovani medici laureati e al reale fabbisogno del SSN.

Ciò al fine di garantire che le università italiane possano formare bravi medici e che questi non siano costretti a emigrare all’estero “lasciando il nostro Sistema in balia della gobba pensionistica e retto da quei medici che con senso di responsabilità, etica e sacrificio fanno di tutto per mantenere un sistema sanitario pubblico equo, universale e solidale”.

Il Segretario nazionale ricorda che la FNOMCeO da più di un anno è coinvolta in un progetto con il Miur chiamato ‘curvatura biomedica’. L’iniziativa ha lo scopo di preparare gli studenti dei licei scientifici e classici a confrontarsi con l’approccio alla medicina sin da ragazzi. L’obiettivo è capire se nel loro futuro ci sarà la voglia di affrontare la strada per fare il medico. “Una strada difficile, complicata, lunga, dove la scienza è la stella polare – conclude Monaco”

 

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RIAPERTURA DEI BANDI PER FORMAZIONE MMG, SMI: BENE DECISIONE GRILLO

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Per il sindacato, la stabilizzazione del comparto richiede che la formazione dei medici di medicina generale avvenga anche attraverso percorsi alternativi

“Un sistema misto che personalizzi i percorsi anche alternativi di formazione dei medici di medicina generale ”. E’ la proposta avanzata dal Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) all’indomani della richiesta del Ministero della Salute di riaprire i termini per le iscrizioni al concorso per il triennio di formazione in medicina generale.

In una lettera inviata alle Regioni, la titolare del dicastero di Lungotevere Ripa, Giulia Grillo ha chiesto di fissare una nuova data del concorso, attualmente previsto per il 25 settembre 2018. Un’indicazione dettata anche dall’opportunità di evitare eventuali contenziosi dopo l’ampliamento del numero di borse di studio per i mmg.

“Nel futuro delle cure territoriali – afferma il presidente Snami Angelo Testa – occorre partire dall’assunto che i Medici che vorranno trovare collocazione stabile nel comparto della Medicina Generale dovranno completare la formazione. L’integrazione di 860 borse aggiuntive del corso di Medicina Generale per il triennio 2018-2021 finanziate con 40 milioni di euro richieste dal Ministro alla Salute Giulia Grillo, contribuiranno a creare i presupposti concreti per l’inizio della rinascita della sanità territoriale”.

“Dobbiamo riflettere congiuntamente e trovare le adeguate soluzioni –  continua il leader del sindacato – per evitare che l’accesso alla scuola non depauperi ulteriormente la forza lavoro del territorio che già in molte regioni d’Italia è in sofferenza per carenza di Medici. Uno sforzo congiunto tra sindacati e Ministero per rimodulare le incompatibilità, per prendere atto che già tanti Colleghi si sono formati sul campo”.

Snami  aveva già proposto una sorta di “fuori borsa” più diluita nel tempo con la possibilità di non interrompere l’attività lavorativa. “Una sorta di “sistema misto” – conclude Testa – “per stabilizzare il comparto , insostituibile presidio sanitario per una buona assistenza Medica territoriale”.

 

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La misura, rivolta ai figli degli iscritti alla Cassa previdenziale, darà priorità a chi sceglie i corsi di medicina e chirurgia. Per le borse di studio stanziati 100mila euro

I figli degli iscritti all’Enpam potranno ricevere un contributo per frequentare un collegio universitario di merito. Gli interessati potranno essere ospitati in una delle strutture residenziali riconosciute dal Miur destinate a studenti delle università italiane statali e non statali. La misura si aggiunge alle borse di studio già esistenti per gli orfani.

Il bando riguarda 50 strutture distribuite in 15 città universitarie italiane. Oltre ad affiancare il percorso universitario del singolo studente con un tutorato altamente qualificato, ogni convitto sviluppa un programma extracurricolare specifico. L’obiettivo è quello di favorire l’acquisizione di più competenze e valorizzare quindi particolari meriti e abilità.

Le borse messe a bando dalla Fondazione Enpam per quest’anno hanno uno stanziamento complessivo di 100mila euro.

Prevedranno un contributo fino a 5mila euro all’anno per studente per tutta la durata del corso universitario, se verranno soddisfatti i requisiti richiesti. I criteri per l’accesso sono molto selettivi.

Si darà priorità a chi si iscrive ai corsi di laurea in medicina e in odontoiatria, senza escludere altri corsi nel caso restino sussidi disponibili. La Fondazione mira infatti a incentivare il ricambio generazionale e a favorire i giovani che decidono di intraprendere la professione del medico o del dentista.

“Studiare costa sacrifici in termini di impegno e di costi per la famiglia – ha commentato il presidente Alberto Oliveti –. Con quest’iniziativa vogliamo investire nel nostro futuro, favorendo il ricambio generazionale con particolare riguardo per i medici e i dentisti di domani. Tuttavia, in un’ottica di Adepp, pensiamo anche alle altre professioni”.

Potranno fare domanda gli iscritti attivi e pensionati, in regola con i versamenti contributivi, con un reddito non superiore a 8 volte il minimo Inps. Gli studenti non dovranno avere più di 26 anni.

L’apertura del bando dell’Enpam è concomitante all’avvio delle selezioni per i collegi. Si potrà infatti fare domanda a partire dalle ore 12 del 17 settembre fino alle ore 24 del 26 ottobre. La domanda dovrà essere presentata insieme a tutti i documenti richiesti dal Bando direttamente dall’area riservata del sito dell’Enpam.

 

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Le domande relative al 2016, corredate dall’ISEE, devono essere presentate entro il 26 marzo

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 24 febbraio il decreto del Ministro della Giustizia del 30 dicembre 2016 in cui sono determinate le somme annuali destinate all’attuazione degli interventi di cui all’articolo 73 del decreto legge n. 69/2013 in materia di tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari. Il provvedimento, inoltre individua i requisiti necessari per poter accedere alle  borse di studio.

Complessivamente sono stati stanziati per i tirocini 8 milioni di euro, da impiegare per l’erogazione mensile di una somma pari a 400 euro a favore di tutti coloro che avranno raggiunto una posizione utile nelle graduatorie predisposte su base nazionale. Ai fini del posizionamento in graduatoria si terrà conto, in maniera crescente, del valore ISEE presentato dal richiedente, calcolato per le prestazioni erogate agli studenti nell’ambito del diritto allo studio universitario

Le domande per l’assegnazione della borsa di studio relativamente all’attività svolta nell’anno 2016 deve essere presentata entro il 26 marzo 2017.  Secondo quanto previsto dalla circolare del Ministero della Giustizia del 24 febbraio scorso l’ISEE (non la dichiarazione sostitutiva, né tantomeno l’attestazione di presentazione della domanda per ottenere l’ISEE) deve essere allegato alla domanda.

La circolare disciplina inoltre le modalità relative alla ricezione delle domande, alla trasmissione degli elenchi e alla stesura della graduatoria. Quest’ultima, in particolare,  sarà pubblicata sul sito internet istituzionale del Ministero, alla voce “Il Ministero informa”, e sarà consultabile anche nel link Strumenti → Decreti, circolari, provvedimenti e note.

 

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