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cibi pasquali

I carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni hanno intensificato i controlli su beni e servizi connessi alle filiere dei cibi pasquali, conducendo 862 ispezioni sul territorio nazionale e contestando 4.590 violazioni penali ed amministrative

I Carabinieri del NAS hanno intensificato in questi giorni le attività di controllo di tutti i comparti merceologici e produttivi di beni e servizi connessi alle filiere dei cibi pasquali. L’operazione, pianificata a livello nazionale è stata realizzata con 862 ispezioni nei diversi settori di interesse. Nel mirino dei militari, in particolare, i tradizionali prodotti dolciari, quali uova di cioccolato e colombe. Ma anche la correttezza commerciale e igienica dei prodotti ittici e della carne ovina, i cui consumi evidenziano un significativo incremento nel periodo. L’esecuzione della campagna di controllo ha interessato la fornitura al dettaglio, la gestione dei prodotti finiti e la preventiva vigilanza alle fasi di produzione e distribuzione.

Gli esiti conseguiti documentano irregolarità accertate presso 337 strutture ed aziende oggetto di ispezione (pari al 39%). Contestate, nello specifico, 4.590 violazioni penali ed amministrative, per un ammontare di 431 mila euro di sanzioni pecuniarie. Sequestrate complessivamente, inoltre, 273 tonnellate di alimenti, per un valore stimato in oltre 2 milioni di euro.

Tra le violazioni più rilevanti figura la frode in commercio; è il caso di colombe o uova prodotte industrialmente ma dichiarate artigianali. E ancora, la detenzione di alimenti e materie prime in cattivo stato di conservazione nonché la carente pulizia ed idoneità dei locali. Il 70% circa delle irregolarità riguarda invece la mancata applicazione delle procedure preventive di sicurezza alimentare, l’omessa tracciabilità e carenze in materia di etichettatura.

A causa di gravi irregolarità igieniche e strutturali sono stati disposti provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività nei confronti di 59 esercizi commerciali e produttivi.

Le verifiche dei NAS, in particolare, sono state indirizzate sui prodotti dolciari, a cui è stato riservato il 72% dei controlli. In tale ambito 28 persone sono state deferite all’Autorità giudiziaria e 255 a quelle Amministrativa. Sono stati inoltre eseguiti sequestri di 6 tonnellate di uova, colombe e semilavorati.

Nella filiera dei prodotti ittici, tradizionalmente consumati nei precetti religiosi, si registra il 42% di esiti non regolamentari. I sequestri, pari a complessivi 259 tonnellate di pesce, hanno interessato principalmente le aziende di importazione e di commercio all’ingrosso.

 

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operazione gesso

Nell’ambito dell’operazione gesso, gli inquirenti mirano a verificare se le lesioni risarcite dalle assicurazioni fossero vere o inventate

I Carabinieri hanno sequestrato numerose cartelle cliniche negli ospedali di Tortona, Alessandria, Voghera, Genova, oltre che in Lombardia. Nel mirino dei militari vi sarebbe un meccanismo messo a punto da una famiglia di origine kosovara per truffare le assicurazioni attraverso finti incidenti. Gli inquirenti vogliono appurare, nello specifico, se le diagnosi di fratture e traumi vari, risarciti dalle assicurazioni, fossero vere o inventate. Non a caso gli uomini dell’arma hanno denominato l’operazione gesso, richiamando le ingessature ospedaliere.

Le indagini, come riporta La Stampa, riguarderebbero anche alcune decine di medici, stimati professionisti di più località, nonché una mezza dozzina di avvocati. I reati ipotizzati sono di associazione a delinquere per commettere truffe e falsi.

Il sistema ideato prevedeva l’abbordaggio di persone indigenti che, in cambio di pochi euro, diventavano i protagonisti del raggiro. A loro venivano fatti firmare  contratti di assicurazione con più compagnie, all’insaputa l’una dall’altra.

Gli venivano inoltre attivati dei conti correnti cointestati con membri della famiglia kosovara.

Quindi, venivano messi in scena – secondo l’ipotesi degli investigatori – degli incidenti con conseguenti lesioni che venivano certificate al Pronto soccorso o in uno studio medico. Infine gli avvocati presentavano le richieste di indennizzo alle compagnie assicurative le quali, ignare di essere coinvolte assieme ad altre aziende, pagavano i risarcimenti dovuti.

I sospetti di alcune imprese assicuratrici sono affiorati al presentarsi di infortuni poco credibili o troppo simili ad altri. Tant’è che i carabinieri avrebbero scoperto che con un medesimo infortunio sarebbero stati riscossi più indennizzi.

Quanto al ruolo dei medici sono in corso accertamenti per verificare se i professionisti coinvolti fossero complici o vittime essi stessi del sistema criminale. Secondo quanto riferisce la Stampa, alcuni camici bianchi avrebbero dichiarato, senza esitazione, di aver certificato lesioni realmente esistenti. Si tratta dunque di capire, se in ospedale si presentassero effettivamente pazienti fratturati, ma diversi da quelli che poi chiedevano il risarcimento, ovvero se ci siano state sostituzioni di persone. Del resto al Pronto soccorso non vengono richiesti i documenti di identità, ma si registrano al triage i dati forniti dal paziente.

 

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carnevale

Il Ministro Grillo sull’operazione dei NAS condotta in occasione del periodo di Carnevale: attenzione ai prodotti senza marchio di conformità, possono essere tossici per i nostri bambini

I Carabinieri dei NAS hanno eseguito una campagna a livello nazionale finalizzata a verificare sicurezza e conformità dei prodotti tradizionalmente utilizzati nel periodo di carnevale. Gli interventi hanno interessato l’intera filiera commerciale e le aziende di settore che trattano articoli ludici per la ricorrenza in maschera.

“Un ringraziamento speciale ai nostri Carabinieri del Nas per la particolare attenzione e cura nei controlli che, di volta in volta, puntano i riflettori sulle situazioni in cui potrebbero nascondersi rischi per la nostra salute. Il periodo di carnevale è uno di questi – dichiara il ministro della Salute, Giulia Grillo -. Da genitore prima che da ministro, chiedo a tutti di non sottovalutare il problema dei giocattoli privi dei requisiti di sicurezza, acquistati per pochi soldi, magari in totale buona fede, senza pensare che dietro a quei pezzi di plastica, quelle mascherine, quegli spray apparentemente innocui, potrebbero esserci situazioni produttive totalmente illegali e l’utilizzo di sostanze irritanti e tossiche”.

Per questo, nell’ambito delle verifiche sono stati eseguiti campionamenti per successive analisi di laboratorio.

“I test sulla merce sequestrate – dice il ministro – potranno rilevare eventuali cessioni di sostanze pericolose, nonché l’idoneità alla vendita di giocattoli costituiti da parti elettriche e con frammenti a rischio di distacco, particolarmente pericolose per i bambini. Le ingestioni accidentali da parte dei più piccoli e gli incidenti domestici possono essere prevenuti, non possiamo abbassare la guardia”.

“Nel corso delle attività – spiega il generale di divisione dei Carabinieri del Nas, Adelmo Lusi – sono stati ispezionati 896 tra aziende ed esercizi commerciali, rilevando irregolarità su 139 obiettivi oggetto di controllo. Gli accertamenti hanno consentito altresì di individuare e sequestrare oltre 77mila articoli irregolari, costituiti prevalentemente da maschere, parrucche, vestiti di carnevale, spray coloranti, giocattoli e gadget vari, rintracciati nei vari livelli del circuito commerciale. Nel contesto delle verifiche, i nostri Carabinieri hanno sanzionato 101 titolari di ditte all’ingrosso e rivendite al dettaglio, per violazioni amministrative ammontanti ad oltre 289mila euro. Le irregolarità riscontrate riguardano principalmente la mancanza di indicazioni obbligatorie nelle etichettature e nelle confezioni dei prodotti, con particolare riguardo alla corretta modalità d’uso e alla sicurezza, alle istruzioni in lingua italiana, all’omessa presenza della marcatura CE che, in alcuni casi – conclude – è risultata contraffatta”.

 

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strutture sanitarie

Sequestrati dai carabinieri del Nas medicinali e dispositivi medici presso alcune strutture sanitarie pubbliche e private tra Bologna e Lecce

I Carabinieri dei NAS continuano a mantenere alta la vigilanza sulle strutture sanitarie pubbliche e private. L’attenzione, in particolare, è rivolta  ai requisiti igienico-strutturali, alle qualifiche professionali, all’efficienza della dotazione strumentale e all’utilizzo dei farmaci.

In tale contesto il NAS di Milano ha denunciato il rappresentante legale ed il direttore sanitario di un poliambulatorio medico specialistico privato della Brianza. Presso la struttura erano infatti impiegati alcuni locali interrati, risultati inidonei e privi di autorizzazione per attività sanitarie e riabilitative.

A Bologna  i militari, a seguito di ispezione presso un poliambulatorio medico, hanno sequestrato penalmente 321 confezioni tra medicinali e dispositivi medici scaduti di validità, per un valore complessivo di 10mila euro. Il titolare è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica.

Analogamente i militari del NAS di Lecce, presso un presidio ospedaliero pubblico, hanno sottoposto a sequestro farmaci e dispositivi non più in corso di validità.  Il direttore di quella Unità Operativa ed un coordinatore infermieristico sono stati deferiti all’A.G. e segnalati all’Autorità Sanitaria.

Una farmacia in un Comune della Provincia di Latina è stata oggetto di chiusura con provvedimento sindacale.

Infatti i Carabinieri del NAS del capoluogo pontino, durante un’ispezione alla struttura, hanno scoperto prescrizioni mediche in bianco e un farmacista intento a compilarne una. Al titolare sono state contestate violazioni amministrative per complessive 13mila euro.

I militari di Torino hanno invece eseguito alcuni servizi ispettivi, soprattutto in orario serale/notturno, tesi a verificare la funzionalità dei pronto soccorso ospedalieri della provincia. Le verifiche sono state svolte in concomitanza con il picco influenzale. In totale sono state 12 le strutture oggetto di controllo.  Tuttavia, sebbene interessate dalla presenza consistente di persone in attesa di prima visita e ricovero, non hanno fatto emergere sovraffollamento.

 

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contrasto

I Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni intensificano i servizi finalizzati al contrasto della malasanità e dell’abusivismo sanitario su tutto il territorio italiano

Nas in campo, in tutta Italia, per il contrasto ai fenomeni dell’abusivismo sanitario e della malasanità. A Ragusa i carabinieri hanno scoperto un falso fisioterapista e un medico compiacente. Tanto è scaturito da un’ispezione eseguita presso un centro fisioterapico della provincia. I militari hanno accertato che un medico di base, titolare del centro, consentiva ad una 38enne del luogo di esercitare abusivamente la professione di fisioterapista. Il tutto sebbene fosse sprovvista di qualsiasi titolo abilitativo. L’Autorità sanitaria ha quindi immediatamente disposto la chiusura dell’ambulatorio attivato, tra l’altro, in assenza di autorizzazione.

Il Nucleo Anti Sofisticazioni di Firenze, invece, ha segnalato un ospedale toscano alla Direzione Generale delle Azienda Sanitaria “Toscana Sud-Est”. Nel corso di un accesso ispettivo, infatti, i militari hanno constatato alcune carenze strutturali relative al malfunzionamento di una porta pedonale e al deterioramento di alcune porte a soffitto “basculanti”.

A Catanzaro, i carabinieri hanno sequestrato, per la seconda volta consecutiva, in una località della Provincia di Vibo Valentia, lo stesso intero ambulatorio polispecialistico.

Il medico titolare, sebbene raggiunto da un provvedimento di sospensione della professione sanitaria dall’ordine dei medici, e nonostante un precedente sequestro dei locali, aveva acquistato altra attrezzatura medica e continuato ad esercitare la professione di odontoiatra con altro medico, negli stessi locali, noncurante delle prescrizione imposte. I due sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.

Il Sindaco di Catanzaro, inoltre, a seguito di una segnalazione inoltrata dal NAS locale, ha ordinato la chiusura immediata di una parafarmacia, dal valore di 200.000 euro, in quanto esercitava abusivamente l’attività di farmacia. Il provvedimento scaturisce da un controllo effettuato lo scorso mese di gennaio dai militari dell’Arma. Durante l’ispezione era emerso che il titolare dell’esercizio aveva attivato un vero e proprio commercio di sostanze medicinali abusivo. Inoltre si avvaleva della collaborazione di un medico compiacente, che lo utilizzava come canale per la vendita di farmaci  già oggetto di rimborso da parte del SSN.

Il NAS di Roma, infine, ha segnalato all’Autorità Amministrativa una farmacista laziale per irregolarità nella dispensazione di medicinali. Nello specifico, i Carabinieri hanno rinvenuto ben 44 ricette per farmaci ad uso umano, le quali erano state commercializzate nonostante fossero prive del codice fiscale. I Militari hanno contestato delle violazioni amministrative alla farmacista e ai 15 medici prescrittori, per un valore totale di euro 13.200.

 

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CARABINIERI NAS, TRE MEDICI DEFERITI ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA

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carabinieri nas

A Bologna le indagini dei Carabinieri si sono concentrate su due camici bianchi che avevano omesso di effettuare la completa asportazione della colecisti a un paziente sottoposto a colecistectomia laparotomica

Il carabinieri del NAS di Genova hanno deferito un medico all’Autorità Giudiziaria per responsabilità colposa in relazione alla morte di un anziano nel 2017.  Il provvedimento scaturisce da una complessa serie di accertamenti conseguenti il decesso del paziente. Secondo le indagini dei militari,  il sanitario, durante una visita medica, non avrebbe ben valutato il grave quadro clinico del paziente. Avrebbe quindi omesso di adottare le necessarie terapie tese a salvaguardarne la vita.

Gli investigatori dell’Arma, inoltre, sono riusciti a dimostrare che il medico non aveva provveduto a rilasciare il prescritto modello inerente la certificazione della visita effettuata.

A Bologna, invece, i NAS, a conclusione di un’attività ispettiva effettuata nel settore della sanità pubblica, hanno deferito alla locale Procura della Repubblica due camici bianchi.

Entrambi gli indagati sono ritenuti responsabili dei reati di falsità ideologica e lesioni personali colpose. Le indagini hanno riguardato gli eventi conseguenti un intervento chirurgico di colecistectomia laparotomica, in seguito al quale il paziente aveva lamentato persistenti dolori addominali. Ulteriori accertamenti diagnostici avevano dimostrato che i due chirurghi avevano omesso di effettuare la completa asportazione della colecisti. Il tutto contrariamente a quanto indicato nel loro certificato di dimissione ospedaliera.

Il NAS di Cosenza, infine, al termine di una serie di complessi controlli incrociati, ha deferito quattro persone all’Autorità Giudiziaria per falso ideologico e uso d’atto falso. Le indagini sono scaturite dall’ispezione igienico sanitaria di una casa di cura calabrese. I carabinieri hanno esaminato le lauree esibite dal personale effettuante l’attività di fisioterapista. I successivi accertamenti hanno dimostrato che i titoli di studio erano stati conseguiti mediante delle autocertificazioni false, finalizzate ad ottenere dei crediti formativi.

 

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CARMAGNOLA, INFERMIERE INDAGATO PER OMICIDIO AGGRAVATO

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Presentato il bilancio dell’attività dei carabinieri del Nas relativo all’anno 2018. Sequestrate 24mila tonnellate di prodotti

Ottanta arresti, sanzioni per oltre 20 milioni e 24mila tonnellate di prodotti sequestrati. E’ il Bilancio dell’attività svolta nel 2018 dai Carabinieri del Comando per la Tutela della Salute. L’intensa attività di controllo dei Nas ha riguardato la lotta a frodi, sofisticazioni e contraffazioni nel settore dell’alimentazione, nonché le anomalie presenti nel sistema di erogazione dell’assistenza sanitaria, assistenziale e farmaceutica. “Nessuno può pensare di lucrare sulla salute dei cittadini – sottolinea il Ministro della Salute, Giulia Grillo -. Il lavoro dei Carabinieri dei Nas è prezioso per tutti noi”

Complessivamente sono stati effettuati 51.194 interventi a livello nazionale che hanno fatto emergere 13.555 situazioni non regolamentari, pari al 26% degli obiettivi oggetto di accertamento. Il dato è stato presentato dal Generale Adelmo Lusi.  Le indagini di polizia giudiziaria hanno portato all’arresto di 80 persone, ritenute responsabili di gravi reati, ed il deferimento all’Autorità giudiziaria di oltre 5mila soggetti. Complessivamente, sono state contestate oltre 28.950 sanzioni penali ed amministrative per un ammontare di oltre 20 milioni di euro. Individuate anche  2.022 strutture con gravi carenze per le quali sono stati disposti il sequestro o la sospensione delle attività.

Per quanto riguarda, nello specifico, il settore farmaceutico-sanitario, le verifiche dei NAS hanno interessato 19.715 obiettivi.

Tra questi figurano centri sanitari e socio-assistenziali pubblici e privati, aziende del farmaco, ditte di distribuzione e vendita di giocattoli, cosmetici e articoli vari. Per 2.883 di queste strutture, gli esiti dei controlli sono risultati non conformi alle normative vigenti. In tale contesto 67 persone sono state tratte in arresto per reati contro la pubblica amministrazione, truffa al servizio sanitario, maltrattamenti nei confronti di anziani e disabili. Ulteriori 3.477 persone sono state denunciate alle competenti Autorità Giudiziarie e 1.897 segnalate alle Autorità Amministrative.

Le irregolarità rilevate nel corso delle verifiche sono state 8.285, delle quali 2/3 di rilevanza penale, con irrogazione di complessivi 4 milioni 300mila euro di sanzioni pecuniarie. Parallelamente, sono stati sequestrati 492mila confezioni di farmaci e 6mila di dispositivi medici irregolari, mentre 370 sono state le strutture sanitarie, assistenziali e della filiera del farmaco oggetto di chiusura e sequestro a causa di importanti criticità di funzionamento.

Nel contesto operativo relativo al mondo della sanità pubblica e privata, un focus è stato riservato alla verifica delle legittimità delle professioni sanitarie ed alla corretta erogazione delle prestazioni da parte delle figure sanitarie rappresentate da medici e dentisti, farmacisti, infermieri e altre professioni sanitarie e socio-assistenziali.

Nel 2018 sono stati eseguiti 3.195 accertamenti di tipo ispettivo ed investigativo, determinando l’esecuzione di 25 arresti di figure gravitanti nel settore sanitario e farmaceutico nonché il deferimento all’Autorità giudiziaria di ulteriori 1.429 persone per reati contro la Pubblica Amministrazione (peculato, truffa al Servizio Sanitario pubblico ed assenteismo, corruzione e concussione, abuso d’ufficio, esercizio abusivo della professione e mancanza di titoli abilitanti) che hanno consentito l’emersione di gravi situazioni di illecito condotte da dirigenti e professionisti operanti nella Sanità Pubblica.

 

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peculato

Era stato accusato del reato di peculato d’uso dell’autovettura di servizio e pertanto condannato con pena sospesa a dieci mesi di reclusione

L’uomo, Maresciallo Capo in servizio presso la Stazione dei Carabinieri di un piccolo comune della provincia di Agrigento, era stato accusato (e poi condannato) per aver utilizzato l’autovettura di cui aveva la disponibilità per ragioni del proprio ufficio, recandosi, fuori dal territorio comunale, per motivi personali. Il mezzo era stato rinvenuto, di li a poco, parcheggiato all’esterno di un condominio privato. Da subito era stata configurata l’ipotesi di delitto di peculato d’uso.

Non soltanto. La Procura, aperto il fascicolo, gli aveva altresì ascritto il reato di falso. Quando, infatti, al maresciallo era stato chiesto di fornire giustificazioni dell’utilizzo del mezzo di servizio egli formava (nell’esercizio delle proprie funzioni) due atti falsi: un invito per la presentazione a rendere interrogatorio di persona sottoposta ad indagini destinato ad un legale, difensore di fiducia dell’indagato, asseritamente su delega dell’autorità giudiziaria (con indicazione del relativo numero del procedimento), e della conseguente relata di notifica di detto atto provvisto di fede privilegiata, a cui era stata apposta la falsa attestazione di ricezione del destinatario.

Il ricorso per Cassazione e la decisione

I giudici Ermellini, ricordano sin da subito che le deduzioni difensive (come quelle prospettate dalla difesa del ricorrente) volte alla mera sollecitazione di una diversa valutazione rispetto a quella effettuata dai giudici di merito, è operazione del tutto preclusa in sede di legittimità.

Peraltro, a detta del Supremo Collegio, la sentenza impugnata era immune da vizi di motivazione.

La Corte territoriale aveva, infatti, ben posto in evidenza che l’utilizzo dell’autovettura di servizio non era sorretto da alcuna finalità istituzionale, circostanza peraltro che nell’immediatezza dei fatti, sottoposto ad interrogatorio dal proprio superiore, era stata spontaneamente riconosciuta anche dal ricorrente.

Quanto alla ritenuta assenza di offensività della condotta eccepita tra i motivi di ricorso, deve rilevarsi – affermano i giudici della Corte – che vi è giurisprudenza pacifica per cui integra il delitto di peculato d’uso la condotta dell’appartenente ad una forza di polizia che utilizzi l’auto di servizio per esigenze personali (ipotesi di utilizzo dell’autovettura di servizio per recarsi da una prostituta, Sez. 6, n. 5206 del 15/12/2017).

Si tratta cioè di una condotta che si sostanzia nella distrazione, sebbene provvisoria, del mezzo dalla finalità pubblica, tenuto conto che la vettura utilizzata per fini personali dal ricorrente era comunque attribuito all’Arma dei Carabinieri, al cui doveroso utilizzo istituzionale era stato sottratto per un significativo lasso di tempo.

Anche sul reato di falso, nulla quaestio.

Era evidente che proprio il ricorrente aveva predisposto i due atti falsificandoli nel loro contenuto, atti all’evidenza di natura pubblica tanto da realizzare, in ordine alla falsificazione della relata di notifica al difensore di un indagato, un atto con fede privilegiata in quanto certamente facente prova fini a querela di falso.

Niente da fare dunque, per il Maresciallo dei Carabinieri. La Cassazione dopo aver dichiarato inammissibile il ricorso, ha confermato la sua condanna, oltre al pagamento delle spese processuali.

La redazione giuridica

 

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tutela della salute

Tra le irregolarità riscontrate dai Carabinieri del Comando per la tutela della salute, l’esercizio abusivo della professione e l’interruzione di servizio di pubblica utilità continuato in concorso

Nas impegnati in tutta Italia nelle attività di controllo del settore sanitario. In totale sono 8 le persone denunciate nei giorni scorsi per irregolarità riscontrate dagli uomini del Comando dei Carabinieri per la tutela della salute.

Nel salernitano, i militari hanno deferito una persona alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania con l’accusa di esercizio abusivo della professione sanitaria. L’indagato è il titolare di un sedicente studio medico sito sulle coste del Cilento. L’uomo praticava l’attività di psicoterapeuta, sottoponendo i pazienti a vere e proprie sedute terapeutiche/curative, anche ipnotiche. Il tutto pur non avendo mai conseguito alcuna abilitazione professionale.

Il Nas di Pescara ha invece deferito in stato di libertà 3 uomini per sostituzione di persona e interruzione di un servizio di pubblica utilità continuato in concorso. Il sodalizio criminale era composto da tre medici, due dei quali in pensione. Questi si sostituivano l’un l’altro all’interno dell’ambulatorio dell’unico dottore ancora in attività, effettuando visite e prescrivendo farmaci con ricette firmate a nome di quest’ultimo. In tal modo gli procuravano così un vantaggio economico derivante dalle indennità di compenso giornaliera del Ssn.

A Padova i Carabinieri hanno deferito un medico endocrinologo all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di truffa aggravata.

I militari, infatti, hanno accertato che la dottoressa, adducendo motivi di salute, convinceva alcuni pazienti a comprare un apparecchio per il trattamento dell’acqua potabile. Per ogni acquisto lei stessa intascava successivamente una percentuale.

Gli uomini del Nucleo di Bologna hanno deferito in stato di libertà la rappresentante di un comitato emiliano per diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose. La donna infatti aveva ideato, prodotto e pubblicizzato, un cartellone pubblicitario avente come tema i vaccini. Il manifesto riportava notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico.

Infine, a Viterbo i militari hanno notificato per conto della locale Autorità Giudiziari due avvisi di informazione di garanzia e conclusione delle indagini preliminari. Gli indagati sono due medici anestesisti accusati di aver somministrato, all’interno del proprio ambulatorio, dei medicinali ad azione anestetica di provenienza illecita.

 

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autocertificazioni sui vaccini

I controlli a campione su certificazioni e autocertificazioni sui vaccini hanno riguardato 1493 Istituti su tutto il territorio nazionale, per un totale di 55.700 verifiche

Sono 55 le false autocertificazioni sui vaccini per l’accesso a scuola rinvenute dai Carabinieri del Nas a seguito dei controlli effettuati nei giorni scorsi. Più specificamente, nel periodo compreso tra il 4 e il 14 settembre gli uomini del Nucleo anti sofisticazioni hanno passato al setaccio 55.700 documenti.

Il monitoraggio ha coinvolto 1.493 istituti scolastici ed educativi su tutto il territorio nazionale. Tra questi figuravano asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e istituti comprensivi di tutte le province.

L’obiettivo era il riscontro, a campione, della veridicità delle certificazioni ed autocertificazioni di regolare adempimento degli obblighi vaccinali dei minori presentate dai genitori presso le segreterie degli istituti scolastici con i dati in possesso delle competenti ASL.

L’attività dei Carabinieri si è fondata sulle indicazioni operative per l’anno scolastico 2018/2019 fornite dal Ministero della Salute e dal MIUR con la circolare n. 0020546 dello scorso 7 luglio recante: “Adempimenti vaccinali relativi ai minorenni di età compresa tra zero e sedici anni che frequentano le istituzioni scolastiche, formative e educative”.

“Allo stato, si sottolinea sul sito del ministero – sono stati riscontrati 55 episodi di acclarato falso documentale di autocertificazioni di regolarità della copertura vaccinale obbligatoria sottoscritte dai genitori”.

Di queste non è stato trovato riscontro documentale presso le ASL (o analoghe autorità sanitarie locali quali le ASSL, ATS, Aziende di Area Vasta, ASUI, ecc.).

I responsabili sono quindi stati deferiti alle locali Procure della Repubblica. La fattispecie di reato contestata – concludono i Nas – è il falso ideologico commesso da privato in atto pubblico”.

Il maggior numero di irregolarità è stato registrato in Campania, con 15 segnalazioni all’Autorità Giudiziaria su un totale di 789 documenti visionati. A seguire la Basilicata, con 12 segnalazioni su 1701 controlli a campione. Sette segnalazioni anche in Veneto e Sardegna, dove però il monitoraggio ha riguardato rispettivamente 4671 e 3263 documenti.

 

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