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decreto milleproroghe

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Esame per gli avvocati: ancora due anni con le vecchie regole

L’approvazione definitiva del Milleproroghe ha rinviato per altri 2 anni l’entrata in vigore delle norme riguardanti l’ esame per gli avvocati che consente l’abilitazione

Due anni ancora prima di passare alle nuove regole dell’ esame per gli avvocati. A stabilire il rinvio definitivo delle nuove regole per l’ esame di abilitazione alla professione di avvocato e l’obbligatorietà della frequenza delle scuole forensi è stato il decreto Milleproroghe.

La sua approvazione definitiva, avvenuta ieri al Senato, rinvia per altri due anni l’entrata in vigore delle nuove norme. Norme che, come noto, avrebbero dovuto applicarsi già dalla sessione 2018-2019.

L’ esame per gli avvocati, dunque, potrà continuare a svolgersi per altri due anni con l’ausilio dei codici annotati con la giurisprudenza e consentire così l’abilitazione.

Le nuove norme, come noto, avrebbero reso obbligatoria la frequenza delle scuole forensi da settembre.

Ma non solo. Nello specifico, il provvedimento va a modificare l’art. 49, comma 1, della legge n. 247/2012 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense), di fatto sostituendo la parola cinque con la parola “sette”. Per l’effetto, l’applicazione delle nuove regole slitta a sette anni dall’entrata in vigore della medesima legge n. 247.

Per quel che concerne la sessione del 2018 e quella del 2019, dunque, gli aspiranti avvocati potranno continuare a utilizzare i codici annotati con la giurisprudenza nel corso delle prove scritte.

Queste, si ricorda, si sostanziano nella redazione di due pareri (uno in materia civile e uno in materia penale) e nella redazione di un atto (a scelta in diritto civile, penale o amministrativo).

Inoltre, in base a quanto stabilito, il rinvio dell’entrata in vigore delle nuove regole comporta anche lo slittamento dell’obbligo della frequenza delle scuole forensi.

Obbligo, quest’ultimo, che sarebbe divenuto operativo già dalla fine di settembre.

 

 

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ripartizione del fondo sanitario

La proposta non passa alla Camera. Fnomceo: occasione persa, la misura avrebbe consentito una ripartizione del Fondo sanitario più equa

Nulle di fatto alla Camera per l’applicazione del coefficiente di deprivazione all’atto della ripartizione del Fondo sanitario nazionale. La misura era all’esame delle Commissioni I e V, riunite in sede referente per l’esame del ddl di conversione in legge del decreto ‘Milleproroghe’. La proposta emendativa, tuttavia, non è passata.

Rammarico da parte della Fnomceo. Per la Federazione dei medici, infatti, l’approvazione “avrebbe potuto avere una portata storica per il Servizio Sanitario Nazionale, calmierando le disuguaglianze in sanità”. L’introduzione del coefficiente di deprivazione “avrebbe consentito di ripartire le risorse in maniera più equa”. Il tutto “tenendo conto dei problemi delle Regioni più povere e con maggior tasso di mobilità sanitaria”.

I meccanismi di premialità per le Regioni ‘virtuose’ sono stati istituiti, tra i criteri di ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale, con la Legge finanziaria del 2010. L’applicazione del coefficiente di deprivazione avrebbe consentito, secondo la Fnomceo, di “allentare il circolo vizioso per cui le Regioni più ricche, avendo maggiori possibilità di investimento, sono anche più virtuose, e ricevono quindi maggiori risorse, a scapito di quelle più povere, che vengono ancor più depauperate”.

“Si tratta di una questione di civiltà e di giustizia – commenta il presidente della Federazione, Filippo Anelli – per la quale la Fnomceo si batte da anni”

“La professione medica – continua – ritiene infatti inaccettabili le disuguaglianze di salute tra Nord e Sud, tra centro e periferia, tra Asl e Asl”. Tali differenze “tolgono anni di vita e di buona salute ai cittadini” e “vanno contro ai principi fondanti il nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

L’Auspicio della Federazione, in qualità di Ente sussidiario dello Stato, è che ci sia un’altra occasione per introdurre il coefficiente di deprivazione. “Sarebbe – conclude Anelli – un primo passo, forse piccolo, ma di grande significato verso un Servizio sanitario nazionale veramente equo, universalistico e solidale”.

 

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obbligo flessibile

Il Ministro della Salute Giulia Grillo annuncia il deposito di una proposta di legge che prevede un obbligo flessibile. La maggioranza spingerà per il metodo della raccomandazione

Una legge per l’obbligo flessibile. Dagli schermi di La7, il Ministro della Salute, Giulia Grillo, ospite della trasmissione Omnibus, è tornata sul tema delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. Lo ha fatto rispondendo a una domanda sull’intenzione delle regioni di voler impugnare davanti alla Consulta l’emendamento previsto nel decreto Milleproroghe sullo slittamento dell’obbligo vaccinale.

Grillo ha spiegato che è stata depositata “la proposta di legge della maggioranza in cui spingeremo per il metodo della raccomandazione”. Saranno quindi previste delle misure flessibili di obbligo sui territori. Le misure riguarderanno, quindi, anche le regioni e i comuni dove ci sono tassi più bassi di copertura vaccinale o emergenze epidemiche.

Il Ministro ha precisato al proposito non aver ancora parlato con il Coordinatore della Commissione Salute della conferenza delle Regioni, Saitta. “Ma mi sembra chiaro innanzitutto che il decreto deve essere ancora convertito, dopodiché loro hanno tutto il diritto di fare riscorsi”.

Quanto alla presa di posizione dei presidi italiani, Grillo ha parlato di “polemica assolutamente surreale e tardiva”.

Il Ministro ha puntualizzato infatti che “l’autocertificazione è un atto deciso dal precedente governo, e utilizzato per tutto il 2017, che è stato solo proseguito anche per il 2018”.  La misura è stata adottata perché “in mancanza di un’anagrafe vaccinale nazionale, che la Lorenzin non ha fatto, non volevamo caricare di oneri ulteriori i cittadini”.

La risposta dell’ex ministro dei Governi Renzi e Gentiloni non si è fatta attendere ed è arrivata via twitter. “Qualcuno spieghi al ministro @GiuliaGrilloM5S che l’autocertificazione prevista dalla legge è norma transitoria in attesa della data perentoria in cui presentare le certificazioni”.

Numerose le reazioni alle parole del Ministro da parte di tutte le forze politiche.

La senatrice del Pd Teresa Bellanova osserva che “grazie alla legge Lorenzin, i livelli di copertura vaccinale stavano risalendo anche nelle regioni più carenti”. L’obbligo flessibile, per l’esponente dem di Palazzo Madama sarebbe “una figura retorica folle comprensibile solo alla Grillo”.

Per Forza Italia parla la vice presidente dei senatori del partito, Maria Rizzotti. “Leggiamo con sorpresa – afferma – le dichiarazioni della ministra Grillo che vorrebbe attuare una sorta di flessibilità tra le regioni sull’obbligatorietà vaccinale. Rizzotti evidenzia poi che il ddl prevederebbe per le regioni la possibilità di decidere autonomamente sull’obbligatorietà vaccinale e in base a parametri ancora non chiari. “Insomma ancora confusione, ancora tutto lasciato alla burocrazia”.

 

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professione forense

Con l’approvazione del Decreto Milleproroghe viene rinviata di due anni l’applicazione della nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense

L’esame di abilitazione alla professione forense continuerà a svolgersi per altri due anni con le attuali regole. Con la conversione in legge del Decreto Milleproroghe, infatti, sono destinate a slittare le nuove disposizioni relative all’esame di Stato per gli aspiranti avvocati.

Il testo, approvato in prima lettura dal Senato, ha recepito l’emendamento che rimanda di altri due anni l’entrata in vigore della nuova disciplina. In mancanza, questa avrebbe dovuto essere applicata già dalla sessione 2018-2019, con l’obbligo di frequenza delle scuole forensi a partire da settembre.

L’emendamento interviene, in particolare, sull’art. 49, comma 1, della legge n. 247/2012 recante la “Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense”. Nello specifico viene portato da 5 a 7 anni il termine per l’entrata in vigore della legge stessa.

L’esame del Decreto passa ora alla Camera, ma la sua approvazione a Montecitorio avverrà alla ripresa dei lavori parlamentari, dopo la pausa estiva.

Intanto, per le sessioni 2018 e 2019, i candidati potranno continuare a utilizzare, nel corso delle prove scritte, i codici annotati con la giurisprudenza.

Rimanendo in ambito giudiziario il Milleproroghe prevede anche, tra le principali novità, il rinvio della nuova normativa in materia di intercettazioni al 1° aprile 2019. Entro tale data il governo ha comunque già annunciato di voler rimettere mano alla riforma voluta dall’ex Ministro Andrea Orlando.

Con la conversione in legge del decreto, inoltre, viene scongiurata la chiusura delle sezioni dei Tribunali di Lipari e Portoferraio, oltre a quella del Tribunale di Ischia, per la quale il Dl già prevedeva il ripristino fino a fine 2021. Rimarranno in vita fino al 1° gennaio 2022.

 

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vaccinazioni obbligatorie

In caso di slittamento dell’approvazione del decreto Milleproroghe per la pausa estiva dei lavori parlamentari, resta in vigore la circolare ministeriale che prevede l’autocertificazione delle avvenute vaccinazioni obbligatorie per l’iscrizione dei bambini a nidi e scuole materne

Alla riapertura delle scuole, a settembre, i genitori dovranno presentare l’autocertificazione delle avvenute vaccinazioni obbligatorie dei figli per nidi e materne. Ciò nel caso in cui, come probabile, il decreto Milleproroghe non venga approvato alla Camera prima della pausa estiva prevista da martedì.

Il via libera del Senato, infatti, è atteso per oggi. Ma le intese sui lavori a Montecitorio escluderebbero allo stato l’ok definitivo prima delle vacanze dei parlamentari. Pertanto si sarebbe fuori tempo massimo per le iscrizioni a scuola.
Senza il varo definitivo del decreto Milleproroghe resta quindi in vigore la circolare dello scorso luglio dei ministri della Salute e dell’Istruzione, Giulia Grillo e Marco Bussetti.

Il testo,prevede appunto che per la frequenza del prossimo anno scolastico 2018-19 basterà l’autocertificazione, ovvero una dichiarazione sostitutiva delle vaccinazioni effettuate.

In ogni caso, come già precisato dal Ministro Grillo, ‘la mancata presentazione della documentazione non comporterà la decadenza dell’iscrizione scolastica’.

La circolare precisa che per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione scolastica, resta valida la documentazione già presentata per l’anno scolastico 2017-2018. Se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni obbligatorie o richiami e per i minori da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole (minori 6 – 16 anni), basta una dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione. In alcuni casi, varrà anche l’autocertificazione che attesti l’avvenuta prenotazione alla Asl per effettuare le vaccinazioni.

Per le Regioni, la proroga dell’obbligo vaccinale rappresenta un passo indietro. “Lavoriamo perché non passi in Parlamento, altrimenti siamo pronti a ricorrere alla Consulta, perché la Sanità non è una materia esclusiva di competenza dello Stato”. Lo ha affermato Antonio Saitta, assessore alla Sanità della Regione Piemonte e Coordinatore della Commissione Salute della conferenza delle Regioni.

“I vaccini non sono un fatto burocratico – ha osservato Saitta – ma la più grande modalità di prevenzione. Consentono di ridurre le malattie gravi e mortali e, in alcuni casi, addirittura di eliminarle. La proroga è un segnale negativo per chi ha deciso di vaccinare i propri figli, che sono la stragrande maggioranza”.

Il Ministro Grillo, dal suo canto, ha affermato attraverso un post su Facebook che non c’è nessun passo indietro sull’obbligo vaccinale. “Ribadisco che i bambini dovranno continuare a essere vaccinati e i genitori dovranno ancora presentare le certificazioni. E’ stata sospesa per un anno una delle tre forme sanzionatorie della legge che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati ad asili nido e materni”.

 

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OBBLIGO VACCINALE RINVIATO: APPROVATI DUE EMENDAMENTI DECISIVI

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Obbligo vaccinale rinviato: approvati due emendamenti decisivi

La Commissione Affari Costituzionali approva due emendamenti al Milleproroghe di M5S e Lega: obbligo vaccinale rinviato al 2019/2020?

L’ obbligo vaccinale rinviato fino al 2019/2020 sembra una realtà sempre più vicina.

Ieri sera la Commissione Affari Costituzionali ha infatti approvato 2 emendamenti al Milleproroghe di Movimento 5 Stelle e Lega,

Si tratta, in particolare, di quello a firma Taverna (M5S) e di quello firmato da Fregolent (Lega). Questi, di fatto, parlano di obbligo vaccinale rinviato di un anno.

Quello stesso obbligo che faceva parte della Legge Lorenzin e che consentiva solo ai bimbi vaccinati l’iscrizione e l’ammissione alle scuole dell’infanzia.

Se gli emendamenti saranno approvati dal Parlamento l’obbligo vaccinale sarà di fatto congelato. Almeno, in attesa dell’annunciata revisione della legge Lorenzin.

In una nota congiunta, i senatori Paola Taverna e Pierpaolo Sileri hanno così annunciato il via libera in commissione al senato dell’emendamento.

“L’emendamento approvato al Milleproroghe- affermano – permetterà a tutti i bambini di accedere, a settembre, alle scuole dell’infanzia”.

“Si tratta – hanno affermato – di una deroga messa a punto in attesa della presentazione del ddl sui vaccini che depositeremo a breve”.

Con questa scelta, affermano Taverna e Sileri, “a un mese e mezzo della ripresa dell’attività scolastica facciamo in modo che i bimbi vi possano accedere”.

Una decisione che non è stata accolta bene, come prevedibile, dal Partito Democratico.

“Con il maldestro tentativo della maggioranza di prorogare l’entrata in vigore dell’obbligatorietà dei vaccini getta la maschera rispetto al suo vero e unico obiettivo: aggirare il divieto e demolire l’impianto della legge Lorenzin”. A dichiararlo sono stati i deputati del Partito democratico Elena Carnevali e Paolo Siani.

Critiche sono giunte anche dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg),

“Chiediamo ai cittadini, al di là di quanto previsto da questo provvedimento di vaccinare i figli quanto prima – afferma Claudio Cricelli, presidente Simg – di registrare l’atto di vaccinazione e di iscriverli a scuola dopo averli sottoposti a queste fondamentali misure di prevenzione”.

Cricelli suggerisce inoltre ai genitori di non aspettare la scadenza dell’obbligo in quanto “la vaccinazione rappresenta una misura di tutela non solo dei figli ma dell’intera comunità”.

“I vaccini sono strumenti di prevenzione indispensabili e sicuri – ha concluso Cricelli – e permettono di evitare gravi malattie, anche se talvolta i cittadini faticano a comprenderne l’utilità. La dimostrazione della loro efficacia fa parte delle evidenze scientifiche. I medici di famiglia si prendono cura della salute di tutti gli italiani ogni giorno e in ogni momento della loro vita, anche spiegando l’importanza delle vaccinazioni, che rappresentano risorse primarie della medicina e della sanità pubblica”.

  

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milleproroghe

Il decreto milleproroghe estende inoltre a tutto il 2018 l’attuale criterio di riparto della quota premiale per le Regioni. Sul versante giustizia slitta l’applicazione delle nuove norme in materia di intercettazioni

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per la proroga di alcuni termini previsti da disposizioni legislative. Il cosiddetto milleproroghe interviene in diversi ambiti.

Sul versante del Ssn,  il decreto consente, anche per l’anno 2018, l’utilizzo delle risorse finanziarie accantonate per le quote premiali da destinare alle regioni virtuose. Il tutto secondo la proposta di riparto per l’anno 2018 della Conferenza delle regioni e province autonome. In tal senso viene modificato l’articolo 2, comma 67-bis, della legge Finanziaria 2010.

Si prevede poi una estensione al periodo 2018-2020 delle deroghe in materia di riduzione della spesa per prestazioni sanitarie. Ciò, spiega una nota di Palazzo Chigi – “allo scopo di salvaguardare la partecipazione di investimenti stranieri alla realizzazione di strutture sanitarie per la regione Sardegna”. Il riferimento è all’Ospedale di Olbia. Più specificamente, ai fini del rispetto dei parametri del numero di posti letto per mille abitanti, non si terrà conto anche per il prossimo triennio dei posti letto accreditati in tale struttura. La regione Sardegna, inoltre, viene autorizzata ad incrementare fino al 6% il tetto di incidenza della spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati.

Rimanendo in ambito sanitario, viene prorogato anche l’obbligo di ricetta elettronica per la prescrizione di medicinali e mangimi veterinari. La misura scatterà a partire dal 1 dicembre 2018 anziché dal prossimo 1 settembre,.

Il decreto prevede novità importanti anche sul fronte della giustizia.

In particolare, viene differito al 31 marzo 2019 il termine di applicazione delle disposizioni previste dal dl n. 216/2017 in materia di intercettazioni. La proroga risulta necessaria per completare “le complesse misure organizzative in atto”. Tra queste anche l’individuazione e l’adeguamento dei locali idonei per le cosiddette ‘sale di ascolto’, nonché la predisposizione di apparati elettronici e digitali. E ancora l’adeguamento delle attività e delle misure organizzative degli uffici.

Per quanto riguarda la cultura, invece, viene assicurata la necessaria copertura legislativa  all’estensione per il 2018 del cosiddetto “bonus cultura” per i diciottenni. La misura è prevista dalla legge di bilancio per il 2018.

 

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Ieri il decreto, che contiene importanti misure anche in ambito sanitario e farmaceutico, ha ottenuto l’approvazione di Palazzo Madama e ora passa all’esame della Camera

Con 153 voti favorevoli e 99 contrari il Senato ha approvato il decreto “Milleproroghe”, sul quale il Governo aveva posto la fiducia. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera dei Deputati, che dovrà convertirlo in legge entro il 28 febbraio. Data la scadenza ravvicinata, è prevedibile un via libera senza ulteriori modifiche.

Il testo del decreto prevede  misure che riguardano il settore sanitario e farmaceutico. La scadenza per revisione della governance farmaceutica, inizialmente prevista per la fine del 2016, slitta al 31 dicembre 2017; rinviata ancora una volta anche la riforma del sistema di remunerazione di grossisti e farmacisti, mentre viene prorogata la validità della graduatoria del concorso straordinario delle farmacie 2012 (sei anni a partire dalla data del primo interpello per l’assegnazione delle sedi).

Sul fronte della ricerca, il decreto sposta al 2020 la decorrenza di alcuni divieti relativi alla sperimentazione animale. Nello specifico il provvedimento posticipa l’entrata in vigore del divieto di ricerche sugli xenotrapianti, ovvero i trapianti di organi tra animali di specie diverse.

Rispetto al personale del Servizio sanitario nazionale il Milleproroghe licenziato da Palazzo Madama posticipa al 31 dicembre 2018 i termini di conclusione delle procedure concorsuali straordinarie per le assunzioni necessarie a far fronte al fabbisogno di personale medico, tecnico-professionale e infermieristico, secondo quanto previsto dal recepimento della normativa comunitaria in tema di orario di lavoro in sanità.

Via libera anche alla stabilizzazione dei precari “storici” dell’Istituto superiore di sanità; l’ISS, per il triennio 2017-2019 avrà la possibilità di bandire procedure concorsuali per l’assunzione di 230 unità per valorizzare “le professionalità acquisite dal personale con contratto di lavoro a tempo determinato”.

Per i veterinari iscritti agli Albi professionali, il decreto prevede lo slittamento al 28 febbraio del termine per l’invio al Sistema tessera sanitaria dei dati relativi alle spese veterinarie sostenute dai cittadini nel 2016. Rimanendo sul versante professionale poi il testo dispone che, per consentire la piena operatività del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, le votazioni per il rinnovo di tutti i Consigli territoriali dell’Ordine attualmente in carica si svolgeranno contemporaneamente nel terzo quadrimestre dell’anno di scadenza. La proclamazione degli eletti avvenire entro il 31 dicembre dello stesso anno.

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vitalizi

Via libera dal Senato all’emendamento che consente all’Istituto superiore di sanità, nel triennio 2017-2019, di assumere personale non dirigenziale a tempo indeterminato

Il Senato ha dato il via libera questa mattina all’emendamento del decreto Milleproroghe, a prima firma Emilia Grazia De Biasi (PD), che prevede lo sblocco delle assunzioni per 230 precari dell’Istituto superiore di sanità. Il testo dispone, infatti, che l’Istituto, nel triennio 2017-2019, avrà la possibilità di “bandire, in deroga alle procedure di mobilità, procedure concorsuali per assunzioni a tempo indeterminato” di personale non dirigenziale, al fine di favorire una maggiore e più ampia valorizzazione della professionalità acquisita dal personale con contratto di lavoro a tempo determinato. Il provvedimento sblocca, quindi, le assunzioni per 230 precari dell’Istituto

“Si tratta di un riconoscimento al lavoro prezioso del personale precario che ha offerto e continua a offrire un contributo essenziale all’attività svolta per la salute pubblica”. Questo il commento del presidente dell’Istituto, Walter Ricciardi, che ha voluto ringraziare in maniera speciale il lavoro svolto dalla Senatrice De Biasi e da tutti i Senatori che hanno sostenuto in modo bipartisan l’emendamento. Ricciardi ha inoltre sottolineato il sostegno costante del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha confermato “l’impegno concreto nel tutelare il lavoro ed il ruolo importante dell’Istituto Superiore di Sanità nel tutelare la salute della collettività”.

Lo stesso Ministro ha salutato con soddisfazione la notizia giunta da Palazzo Madama. “I ricercatori e il personale precario dell’Istituto – sottolinea Lorenzin – in questi anni hanno contribuito in modo essenziale ad assicurare lo svolgimento delle fondamentali funzioni dell’Iss ed è per questa ragione che ci siamo impegnati nel trovare una soluzione al disagio vissuto dai lavoratori cui finalmente vengono date risposte”.

Considerati ammissibili solo gli emendamenti che propongono disposizioni ulteriori rispetto a quelle contenute. Prosegue l’iter dell’emendamento sulla stabilizzazione dei precari dell’ISS

Improponibile l’emendamento al decreto Milleproroghe depositato da Forza Italia e appoggiato dalle Regioni, con cui si chiedeva che il taglio dei fondi accessori del contratto nazionale di medici e dirigenti del sistema sanitario proseguisse per tutto il 2017. Lo ha stabilito la Commissione Affari Costituzionali del Senato scongiurando così un’ipotesi che nei giorni scorsi aveva determinato la dura presa di posizione delle sigle aderenti all’Intersindacale medica che avevano parlato di ‘rapina a mano armata’, sottolineando come il “saccheggio dei fondi contrattuali sanitari” vada ormai avanti da cinque anni.

Il Vice presidente della I Commissione di Palazzo Madama, Salvatore Torrisi, nel comunicare gli emendamenti cassati – circa la metà di quelli presentati – ha spiegato che sono stati considerati ammissibili gli emendamenti che modificano il testo del decreto-legge o che comunque sono in correlazione diretta con le disposizioni che vi sono contenute. Tra quelli che propongono disposizioni ulteriori, sono stati considerati proponibili gli emendamenti che recano la proroga o comunque la definizione nel tempo dell’efficacia di disposizioni legislative e di regimi giuridici. Dalle proroghe sono escluse, in ogni caso, quelle relative ai termini di delega legislativa.

Prosegue, invece, sempre per quanto riguarda l’area sanitaria, l’iter dell’emendamento relativo alla stabilizzazione dei precari dell’Istituto Superiore di Sanità che prevede, per il triennio 2017-2019 la possibilità per l’Istituto di bandire procedure concorsuali, per titoli ed esami, per assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale, per 230 unità complessive, al fine di favorire una maggiore e più ampia valorizzazione della professionalità acquisita dal personale con contratto di lavoro a tempo determinato.

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