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deducibilità delle spese

Spese di gestione delle autovetture aziendali

Per la Cassazione l’integrale deduzione delle spese di gestione delle autovetture aziendali è ammessa solamente se l’attività dell’impresa non può essere esercitata prescindendo dal mezzo di trasporto

Con l’ordinanza n. 31031/2018, la Cassazione si è pronunciata su un contenzioso relativo deducibilità delle spese di una SpA ai fini Irpef, Irpeg e IVA. L’Agenzia delle Entrate aveva proposto ricorso contro la decisione dei Giudici tributari di riconoscere a una alla Società l’integrale deduzione delle spese di gestione delle autovetture aziendali nonché delle spese relative ai transiti autostradali riferite alle medesime vetture.

La Suprema Corte ha ritenuto di accogliere l’impugnazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale. Gli Ermellini hanno evidenziato come, riguardo all’uso strumentale esclusivo del veicolo aziendale, le regole di deducibilità varino in funzione del tipo di veicolo e dell’uso.

L’integrale deducibilità riguarda solamente il caso in cui l’attività dell’impresa non possa essere esercitata prescindendo dal mezzo di trasporto.

“Se un uso promiscuo è presunto – ma non espressamente previsto – per quei veicoli che, pur essendo strumentali all’attività (generica) d’impresa, non sono indispensabili per l’esercizio della stessa, tale uso promiscuo non è né presunto, né consentito per i veicoli senza i quali l’impresa non possa essere esercitata (c.d. strumentali strictu sensu)”.

Nel caso in esame la CTR aveva ritenuto che le Entrate non potessero contestare la deduzione integrale dei costi. Ciò in quanto non occorre “una diretta correlazione tra gli autoveicoli e le attività tipiche da cui derivano i ricavi tassabili”. In particolare, la Società, per garantire l’espletamento delle proprie attività, necessitava degli automezzi sia per il traporto dei beni che per gli spostamenti del personale. La prova della necessità o dell’uso esclusivo – secondo i Giudici tributari – doveva desumersi “dalla tipologia dei veicoli interessati” e “dalla pacifica natura dell’attività aziendale”.

Secondo la Cassazione, invece, il Giudice a quo non aveva dato atto della sussistenza o meno di idonea prova documentale “circa il suddetto utilizzo del veicolo in relazione all’integrale deducibilità dei costi sostenuti in relazione ai medesimi”. Da qui la cassazione della sentenza impugnata, con rinvio alla CTR, in diversa composizione, per un nuovo esame del caso.

 

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acquisto di carburanti

Saranno valide tutte le altre forme di pagamento, dal bonifico bancario alle carte prepagate che permettono a imprese e professionisti l’ acquisto di carburanti con medesima aliquota IVA

Determinati i mezzi di pagamento idonei a consentire la detraibilità Iva e la deducibilità delle spese per l’ acquisto di carburanti e lubrificanti. Li ha resi noti l’Agenzia delle Entrate, dopo un ampio confronto con le associazioni categoria, attuando le disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2018.

Saranno valide tutte le forme di pagamento oggi esistenti ad esclusione del contante: bonifico bancario o postale; assegni; addebito diretto in conto corrente; oltre naturalmente alle carte di credito, al bancomat e alle carte prepagate.

L’obiettivo perseguito è quello di contrastare l’evasione IVA e impedire il fenomeno di indebite fruizioni di deduzioni e detrazioni.

Contestualmente all’obbligo dei pagamenti elettronici, la legge di bilancio ha introdotto l’obbligo di certificazione con l’emissione di fattura elettronica per gli esercenti di distribuzione di carburanti. L’esonero dalla certificazione dei corrispettivi rimane in vigore solo per i rapporti con i consumatori privati.

A favore degli esercenti impianti di distribuzione verrà riconosciuto un credito di imposta pari al 50% delle commissioni addebitate per transazioni effettuate tramite sistemi di pagamento elettronico mediante carte di credito. Il credito potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite mod. F24 a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello di formazione.

Per preservare l’operatività attuale, tuttavia, il provvedimento della direzione delle Entrate specifica che per l’acquisto dei carburanti è possibile continuare a utilizzare le cosiddette “carte carburanti”. Si tratta di quelle carte che vengono rilasciate agli operatori Iva dalla compagnia petrolifera a seguito di specifici contratti di “netting”; accordi che consentono il pagamento in un momento diverso rispetto alla cessione.

Sono valide anche carte e buoni che permettono alle imprese e ai professionisti di acquistare esclusivamente i carburanti e lubrificanti (con medesima aliquota Iva). L’uso di questi strumenti è possibile solo se i pagamenti vengono effettuati in una delle modalità previste dal provvedimento stesso.

L’obbligo di pagamento degli acquisti di carburanti e lubrificanti con modalità diverse dal contante entra in vigore per le operazioni effettuate dal 1° luglio 2018.

 

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