Tags Posts tagged with "dichiarazione dei redditi"

dichiarazione dei redditi

0

Da domani online la dichiarazione dei redditi precompilata 2019 che potrà essere accettata/integrata e inviata via web dal 2 maggio al 23 luglio

Dal pomeriggio di domani, lunedì 15 aprile, sarà online la dichiarazione dei redditi precompilata 2019. Il 730 potrà poi essere accettato/integrato e inviato direttamente via web a partire dal 2 maggio e fino al 23 luglio. Oltre ai dati già a disposizione, l’Agenzia delle Entrate ha già inserito nei modelli quelli inviati dagli enti esterni e dai datori di lavoro tramite le certificazioni uniche.
Quest’anno alle informazioni presenti gli scorsi anni si aggiungono le spese su parti comuni condominiali che danno diritto al bonus verde e le somme versate dal 1° gennaio 2018 per assicurazioni contro le calamità, stipulate per immobili a uso abitativo.
Complessivamente, il paniere dei dati pre-compilati raggiunge quota 960 milioni e supera del +3,8% il totale dei dati caricati nel 2018. Di questi, il 78% sono relativi alle spese sanitarie sostenute dai cittadini, comunicati all’Agenzia da farmacie, studi medici, cliniche, ospedali  (+4,7% rispetto al 2018).

Sul canale YouTube dell’Agenzia è online un breve video di presentazione della precompilata, con le principali novità e le date da ricordare.

È inoltre consultabile un sito internet dedicato dove sono presenti informazioni utili relative ai passi da seguire fino all’invio e le risposte alle domande più frequenti.
Per visualizzare la propria precompilata occorre essere in possesso delle credenziali di accesso allo Spid o quelle fornite dall’Agenzia delle Entrate per i servizi telematici. Vanno bene anche quelle rilasciate dall’Inps. Infine, è possibile accedere tramite Carta nazionale dei servizi (Cns).
Una volta entrati nella propria area riservata sarà possibile controllare nel dettaglio tutti i dati. Dal 2 maggio, si potrà poi accettare la dichiarazione così com’è o integrarla/modificarla prima dell’invio. Per queste operazioni resta la possibilità di rivolgersi a un Caf o delegare un professionista.
Tra le novità 2019 rientra la possibilità di scegliere la modalità di compilazione semplificata, in alternativa alla modalità tradizionale, per modificare in maniera guidata tutto il quadro E della dichiarazione. Ad esempio si potranno aggiungere, eliminare o modificare, tra gli altri, anche gli importi relativi alle spese che danno diritto agli sconti fiscali per le ristrutturazioni, per il risparmio energetico, per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e al bonus verde. Una volta fatte le modifiche, sarà il sistema a ricalcolare in automatico gli oneri detraibili e deducibili, sulla base dei nuovi dati e di eventuali limiti previsti dalla legge, e a inserire il totale nei campi del quadro E.
 
Leggi anche:
MODELLI 2019 PER LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI, TUTTE LE NOVITÀ

Il momento di decorrenza della prescrizione dei contributi previdenziali dei professionisti, deve identificarsi con la scadenza del termine per il loro pagamento. Lo ha, di recente, chiarito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 9270/2019

La vicenda

La Corte d’appello di Potenza aveva rigettato l’opposizione proposta da un professionista alla cartella esattoriale con la quale l’INPS aveva chiesto il pagamento di contributi previdenziali relativi all’anno 2004, a seguito dell’iscrizione d’ufficio, alla Gestione separata.
Ad avviso, della corte territoriale, diversamente da quanto sostenuto dal primo giudice, la prescrizione quinquennale della pretesa creditoria, eccepita dal professionista, non era intervenuta, dovendo essere individuato il dies a quo di decorrenza, non nel termine stabilito dalla legge di scadenza per il pagamento dei contributi (giugno 2005, nel caso di specie), ma nella data di presentazione della dichiarazione dei redditi (ottobre 2005); sicché la richiesta formale di pagamento di detti contributi notificata nell’agosto del 2010, aveva validamente interrotto il termine quinquennale di prescrizione che, alla data di notifica della impugnata cartella esattoriale (aprile 2011) non era nuovamente decorso.
Sul ricorso del libero professionista, il quale sosteneva che il decorso del termine di prescrizione deve essere individuato nel momento in cui il diritto può essere fatto valere, la vicenda è giunta in Cassazione.

La pronuncia della Cassazione

Ebbene, i giudici Ermellini, nell’accogliere il ricorso così formulato, hanno ricordato che in tema di contributi cd. “a percentuale”, il fatto costitutivo dell’obbligazione contributiva è costituito dall’avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determinato reddito ai sensi dell’art. 1 comma 4 della legge n. 233/1990, quand’anche l’efficacia del predetto fatto sia collegata ad un atto amministrativo di ricognizione del suo avveramento.
Ne consegue che il momento di decorrenza della prescrizione dei contributi in questione, ai sensi dell’art. 3 della legge n. 335 del 1995, deve identificarsi con la scadenza del termine per il loro pagamento e non con l’atto, eventualmente successivo – ed avente solo efficacia interruttiva della prescrizione, anche a beneficio dell’INPS – con cui l’Agenzia delle Entrate abbia accertato, ex art. 1 del D.Lgs. n. 462/1997 un maggior reddito (Cass. n. 19640/2018).
Del pari, manifestamente infondata era la tesi fatta valere dall’INPS ed accolta dalla corte territoriale, secondo la quale il diritto ai contributi a percentuale sul reddito, sarebbe sorto solo quando l’Istituto aveva avuto contezza del suo credito e cioè solo dopo la dichiarazione dei redditi dell’assicurato.
Per tutti questi motivi la Cassazione ha accolto il ricorso presentato dal professionista e cassato la sentenza impugnata con rinvio.

La redazione giuridica

 
Leggi anche:
LAVORI SOCIALMENTE UTILI: INSP CONDANNATA A EROGARE CONTRIBUTI FIGURATIVI

Tutti coloro che hanno versato contributi possono scaricare dall’area riservata del sito dell’Enpam la ‘Certificazione oneri deducibili’ 

Sono disponibili sul sito dell’Enpam i documenti utili per la prossima dichiarazione dei redditi. Tutti coloro che hanno versato contributi possono scaricare dall’area riservata la ‘Certificazione oneri deducibili’. Si tratta del documento che consente di ottenere un risparmio fiscale deducendo dal reddito le somme versate per la previdenza.
La Certificazione degli oneri deducibili contiene tutti i versamenti contributivi fatti nel 2018, Quota A, Quota B, eventuali riscatti e ricongiunzioni.
L’Enpam comunica già questi dati all’Agenzia delle Entrate e chi accetta la dichiarazione precompilata li troverà inseriti. Tuttavia spesso la certificazione può essere richiesta nel caso in cui si decida di fare modifiche alla precompilata.
Dall’area riservata del sito è anche possibile scaricare la ‘Certificazione unica 2019’ che l’Enpam rilascia alle dottoresse che hanno percepito l’indennità per una gravidanza, agli iscritti che hanno ricevuto sussidi soggetti a tassazione e ai pensionati.

Per quanto concerne questi ultimi, l’Istituto fa sapere che ai primi di aprile scattano gli adeguamenti all’Istat delle pensioni Enpam. La Fondazione pagherà anche gli arretrati a partire dal primo gennaio 2019.

La variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati dell’anno 2018 rispetto al 2017 è stata identica a quella dello scorso anno, e pari all’1,1%.
Le pensioni dei fondi Enpam, fino al limite di quattro volte il trattamento minimo Inps, in godimento al 31/12/2018, saranno quindi aumentate dello 0,83%. Si tratta del 75% dell’incremento percentuale fatto registrare nell’anno 2018 dall’indice dei prezzi al consumo.
Ci sarà quindi un incremento di 83 centesimi ogni cento euro per le pensioni lorde sino a € 2.198,82 mensili. Oltre questo limite, l’aumento sarà dello 0,55% (pari al 50% dell’indice), cioè 55 centesimi ogni 100 euro.
Questa variazione significa che Enpam  aumenterà la spesa per le pensioni complessivamente di 1.026.476,96 euro al mese.
 
Leggi anche:
MODELLI 2019 PER LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI, TUTTE LE NOVITÀ

0
sistema ts
TESSERA CARD SANITARIA

I cittadini possono segnalare incongruenze e opporsi all’invio dei dati dal Sistema TS all’Agenzia delle Entrate

Sono disponibili sul sito web www.sistemats.it i servizi telematici rivolti a tutti i cittadini per consultare le proprie spese sanitarie trasmesse al Sistema TS (Tessera Sanitaria). Si tratta dei dati impiegati per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Lo rende noto il Ministero dell’Economia e delle Finanze, chiarendo che è altresì possibile esportare tali dati, nonché visualizzare alcune statistiche. Tra queste, ad esempio, la ripartizione delle spese, sia per tipologia erogatore che per tipologia di spesa, e la relativa distribuzione mensile.

I cittadini possono poi segnalare eventuali incongruenze relative a importi, classificazione della spesa o titolarità del documento fiscale. Il Sistema TS provvede a trasmettere telematicamente le segnalazioni al soggetto che ha effettuato l’invio, affinché possa procedere alla eventuale correzione dell’anomalia. Tale funzionalità è disponibile per i dati relativi all’anno 2019 (fino al 31 gennaio 2020).

E’ inoltre possibile esercitare l’opposizione all’invio dei dati alle Entrate per la predisposizione della dichiarazione precompilata.

Tale funzionalità, secondo le indicazioni condivise con il Garante per la protezione dei dati personali, è disponibile annualmente, solo nel mese di febbraio. In caso di opposizione il Sistema TS non renderà disponibili all’Agenzia i relativi dati.

Per fruire del servizio, attraverso il sito web www.sistemats.it, vi sono varie modalità di accesso. In particolare, è possibile utilizzare lo SPID, ovvero il Sistema Pubblico di Identità Digitale. In alternativa si può accedere con le credenziali  Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate o mediante Tessera sanitaria (TS e TS-CNS), precedentemente attivata secondo le indicazioni regionali. In quest’ultimo caso il cittadino deve disporre di un lettore di smart card e dei codici PIN, PUK e codice di identificazione CIP.

 

Leggi anche:

MODELLI 2019 PER LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI, TUTTE LE NOVITÀ

0
redditi 2019

Disponibili online, sul sito delle Entrate, i modelli Redditi 2019 da utilizzare per la prossima stagione dichiarativa

Sono pronti, con le relative istruzioni, i modelli Redditi 2019 per persone fisiche (PF), enti non commerciali (ENC), società di persone (SP) e società di capitali (SC). Andranno utilizzati nella prossima stagione dichiarativa, per il periodo d’imposta 2018.

Tra le novità – evidenzia l’Agenzia delle Entrate – figura l’entrata, per PF e SP, della detrazione prevista per le spese sostenute per interventi di ‘sistemazione a verde’. In particolare, l’agevolazione riguarda i lavori relativi ad aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni. E ancora: impianti di irrigazione, realizzazione pozzi e realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Da quest’anno, inoltre, sarà possibile indicare l’ammontare delle liberalità in denaro o natura erogate a ONLUS, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, per le quali è riconosciuta alle società ed enti una deduzione dall’IRES. Prevista anche la possibilità di indicare le erogazioni liberali in denaro o in natura per le quali è riconosciuta una detrazione ai fini IRPEF.

Sono stati aggiornati, poi, i quadri di determinazione del reddito d’impresa dei modelli PF, ENC e SP.

Ciò alla luce delle modifiche apportate alla disciplina sul riporto delle perdite derivanti da attività esercitate in regime di impresa di cui all’art. 8 TUIR. In particolare, dal 2018 le perdite d’impresa sono riportabili nei periodi d’imposta successivi senza limiti di tempo e utilizzabili in misura limitata. Il riferimento è sia a quelle in contabilità ordinaria che a quelle in contabilità semplificata. Le perdite maturate nei primi tre anni di attività sono, invece, utilizzabili per l’intero importo.

Nei modelli Redditi 2019 sono state inserite le nuove sezioni XXIII-A XXIII-B e XXIII-C nel quadro RQ. Sono destinate ai soggetti che si sono avvalsi della facoltà di rivalutare i beni d’impresa e delle partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2017 e per l’affrancamento ai fini fiscali dei maggiori valori che risultano iscritti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, nonché per i soggetti che abbiano proceduto alla rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni, i quali possono affrancare il saldo di rivalutazione risultante.

 

Leggi anche:

MODELLI 2019 PER LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI, TUTTE LE NOVITÀ

uno scritto anonimo

Uno scritto anonimo (nella specie una denuncia anonima) può autorizzare l’Agenzia delle Entrate a effettuare un accertamento fiscale a carico di un contribuente? È questo il tema della vicenda giudiziaria in commento

Per la soluzione della controversia in esame, la Cassazione (sent. n. 1348/2019) ha richiamato due opposti orientamenti espressi, rispettivamente dalle Sezioni Unite Civili da una parte, e da quelle Penali dall’altra, affermando che uno scritto anonimo ben può costituire l’innesco di attività per l’assunzione di dati conoscitivi; se tale principio ha valore in sede penale, a maggior ragione deve trovare applicazione in sede tributaria.

La vicenda

L’Agenzia delle Entrate ricorreva per Cassazione contro la sentenza con cui la Commissione Tributaria della Regione Piemonte aveva respinto l’appello avverso la sentenza della Commissione Tributaria principale di Torino con la quale era stato accolto il ricorso di un contribuente contro avvisi di accertamento IVA, IRPEF e IRAP per le annualità 2000, 2001 e 2002 relativi a redditi di lavoro autonomi non dichiarati.

L’accertamento fiscale era partito da una denuncia anonima che aveva indotto il Fisco ad effettuare accertamenti bancari. E così, la scoperta, del maggior reddito non dichiarato.

Ebbene, nel ricorso in esame, l’Agenzia fiscale tiene a precisare la propria posizione e ricorda come in ipotesi, come quella esaminata, in cui vi sia stata una omessa dichiarazione da parte del contribuente, la Suprema Corte di Cassazione (Cass n. 14930/2018; n. 16565/2017; n. 3115/2006; 23480/2004), ha da sempre ribadito il seguente principio di diritto: la legge abilita l’Ufficio delle imposte a servirsi di qualsiasi elemento probatorio ai fini dell’accertamento del reddito, e, quindi a determinarlo anche con metodo induttivo ed anche utilizzando, in deroga alla regola generale, semplici presunzioni prive dei requisiti di cui al D.P.P. n. 600/1973, art. 63.

Se tanto è vero, anche il giudice tributario può legittimamente ritenerli dimostrati sulla base di siffatte presunzioni, mentre dall’altra parte, incombe sul contribuente l’onere di dedurre e provare i fatti impeditivi, modificativi o estintivi della predetta pretesa.

L’omessa dichiarazione da parte del contribuente

Orbene, nel caso di omessa dichiarazione da parte del contribuente, il potere dovere dell’amministrazione è disciplinato dal D.P.R. n. 600/1973, art. 41 (e non 39) secondo cui, sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a conoscenza, l’Ufficio determina il reddito complessivo del contribuente medesimo, e in quanto possibile i singoli redditi delle persone fisiche, con facoltà di ricorso a presunzioni cd. super semplici, che comportano l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, il quale può fornire elementi contrari intesi a dimostrare che il reddito (risultante algebrica di costi e ricavi) non è stato prodotto o che è stato prodotto in misura inferiore a quella indicata dall’Ufficio.

Ebbene, nel caso in esame l’atto impositivo era stato innescato proprio da verifiche bancarie effettuate dopo aver ricevuto uno scritto anonimo che denunziava i maggiori redditi prodotti dal contribuente.

La questione da dirimere dunque, è la seguente: può una denuncia senza firma e, in assenza di altri indizi, legittimare l’Agenzia Fiscale ad avviare un accertamento fiscale a carico del contribuente medesimo?

Il giudizio della Cassazione

La Cassazione ha accolto le motivazioni addotte, a motivo di impugnazione, da parte dell’Agenzia fiscale e, quanto al dato della denuncia anonima, ha affermato il seguente principio: “è opportuno evidenziare, con riguardo alle doglianze relative alle affermazioni della CTR in merito all’utilizzo, da parte dell’Agenzia, di uno scritto anonimo, che invece non avrebbe potuto essere posto alla base dell’accertamento induttivo in assenza di un riscontro aliunde, che de da una parte la Corte (Cass. Sez. Un. Civ. n. 16424/2002) ha affermato l’inutilizzabilità dello scritto anonimo ai fini della prova e del quadro indiziario necessario per atti invasivi, dall’altra la stessa Corte (Cass. Un. Pen. n. 25392/2008) ha ribadito che lo scritto anonimo ben può costituire l’innesco di attività per l’assunzione di dati conoscitivi; se tale principio ha valore in sede penale, a maggior ragione deve trovare applicazione in sede tributaria.

La redazione giuridica

 

Leggi anche:

DETRAZIONE DELLE SPESE SANITARIE, LA GUIDA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

0
modelli 2019

L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili sul proprio sito i modelli 2019 delle dichiarazioni 730, Certificazione unica, Iva, Iva 74 bis, 770, e Cupe

Sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate i modelli 2019 delle dichiarazioni 730, Certificazione unica, Iva, Iva 74 bis, 770, e Cupe, con relative istruzioni. Diverse le novità. Nel modello 730/2019 entrano le detrazioni d’imposta delle spese per l’abbonamento al trasporto pubblico. Così come quelle per le assicurazioni contro gli eventi calamitosi stipulati per unità immobiliari a uso abitativo. Inoltre, trovano spazio le nuove riduzioni d’imposta per gli strumenti e gli ausili in caso di disturbi dell’apprendimento, per la sistemazione a verde di aree private e per gli interventi su parti comuni condominiali volti sia al risparmio energetico sia alla riduzione del rischio sismico.

L’Agenzia ricorda che per fruire delle agevolazioni previste per il recupero del patrimonio edilizio che comportano un risparmio energetico è necessario comunicare all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus).

Novità anche per i contribuenti Iva.

Nel modello è stato inserito il rigo VA16 per i soggetti che dal 1° gennaio 2019 parteciperanno a un Gruppo Iva (artt. 70-bis e seguenti del Dpr n. 633/1972). I contribuenti interessati dovranno barrare la casella per comunicare che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale Iva precedente l’ingresso nel Gruppo. È stato inoltre inserito il campo 2 del rigo VX2, per indicare la parte dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione, pari all’ammontare dei versamenti Iva effettuati con riferimento al 2018, che deve essere trasferita al Gruppo dal 1° gennaio 2019. Infine, nel rigo VO34, è stata inserita la casella 3 per i contribuenti che nel corso del 2015 avevano optato per l’applicazione del regime fiscale di vantaggio previsto dal Dl n. 98/2011, e che dal 2018 hanno revocato la scelta accedendo al regime forfetario della legge n. 190 del 2014.

Nella Certificazione unica 2019 vengono inseriti alcuni campi per l’indicazione del credito riconosciuto dall’Inps a fronte del pagamento degli interessi e del premio sul rischio di premorienza maturati sull’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. A.P.E.) previsto dalla legge n. 232/2016. Nel modello è stata inoltre introdotta una nuova sezione per individuare alcune tipologie reddituali per le quali è previsto un inquadramento fiscale diverso rispetto a quello previdenziale.

Disponibili anche il modello 770/2019 e lo schema di Certificazione degli utili e dei proventi equiparati.

Tra le principali modifiche l’equiparazione del trattamento fiscale delle partecipazioni di natura qualificata a quelle di natura non qualificata con riferimento ai redditi di capitale percepiti dal 1° gennaio 2018 dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa. È stato, inoltre, previsto un nuovo prospetto per gestire il regime fiscale dei proventi derivanti da prestiti erogati per il tramite di piattaforme di prestiti per soggetti finanziatori non professionali (piattaforme peer to peer lending) e per i prestiti finalizzati al finanziamento ed al sostegno di attività di interesse generale (Social Lending).

 

Leggi anche:

OBBLIGO DI FATTURAZIONE ELETTRONICA: ESENTATE LE PRESTAZIONI SANITARIE

0
detrazioni delle spese sanitarie

Nel 2018 comunicati all’Istituto 720 milioni di dati. Nella maggior parte dei casi sono riconosciute detrazioni delle spese sanitarie dall’Irpef  pari al 19% della spesa sostenuta

Le detrazioni delle spese sanitarie, rappresentano la tipologia più richiesta tra quelle previste dalla normativa fiscale italiana. I recenti dati inseriti nella precompilata 2018 dall’Agenzia delle Entrate danno la portata di quanto la voce “spese sanitarie” sia presente nella dichiarazione dei redditi. Nel periodo di imposta 2017, i dati delle spese sostenute dai cittadini e comunicati all’Agenzia da farmacie, studi medici, cliniche, ospedali ammontano a 720 milioni.

Nella maggior parte dei casi, per le spese sanitarie è riconosciuta una detrazione dall’Irpef di una percentuale della spesa sostenuta (19%) per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. In alcune situazioni, invece della detrazione dall’imposta lorda, si può usufruire di una deduzione dal reddito complessivo.

Nella circolare n. 7/E del 4 aprile 2017 l’Agenzia delle Entrate ha fornito istruzioni per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi.

Il testo, inoltre, contiene chiarimenti per quanto concerne l’apposizione del visto di conformità da parte dei Caf (Centri di assistenza fiscale) e dei professionisti abilitati. In tal modo l’Istituto ha offerto un quadro completo delle spese e degli oneri che danno diritto a detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta.

Con la circolare n. 7/E del 27 aprile 2018 l’Agenzia ha aggiornato questi informazioni, fornendo nuovi chiarimenti sulle novità normative e interpretative intervenute nel 2017.

Partendo proprio da questi documenti, l’Ente ha quindi deciso di pubblicare una guida per aiutare il cittadino a districarsi nella materia delle spese sanitarie. Lo strumento evidenzia le diverse tipologie che è possibile riportare nella propria dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi Pf). Per ciascuna di esse sono specificati tutti i documenti che è necessario esibire all’intermediario che predispone e invia la dichiarazione o che devono essere conservati per eventuali controlli dell’Agenzia.

Un capitolo della guida, infine, è dedicato alle spese mediche generiche e a quelle di assistenza specifica. Si tratta delle spese necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, sostenute dalle persone con disabilità.

SCARICA QUI LA GUIDA

 

Leggi anche:

DICHIARAZIONE DEI REDDITI: RIMBORSO CON VAGLIA SOPRA I 4000 EURO

0
dichiarazione dei redditi

Il contribuente che a causa di errori o incoerenze tra la precompilata e la dichiarazione dei redditi è a credito per più di 4000 euro viene rimborsato

Come noto, i dipendenti ricevono l’eventuale rimborso derivante dalla dichiarazione dei redditi (modello 730) nella busta paga di luglio mentre i pensionati dai mesi di agosto e settembre. Tuttavia, non sempre il rimborso avviene in questo modo. L’Agenzia delle Entrate provvede direttamente al rimborso del contribuente laddove, rilevate modifiche alla dichiarazione dei redditi, rispetto alla precompilata, procede a determinati controlli preventivi e risulta un credito superiore a 4000 euro.

Crediti così alti possono essere il frutto di oneri deducibili non conteggiati. Oppure, di imposte pagate in eccedenza. Dal 7 maggio di quest’anno però il contribuente che apporta delle modifiche alla precompilata non è soggetto a controlli sui dati non modificati.

Vediamo tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Se il dipendente, in virtù della propria dichiarazione dei redditi con modello 730 risulti a credito, egli ha diritto al rimborso dell’importo relativo direttamente nella busta paga di luglio.

Per quel che concerne i pensionati, loro ne hanno diritto a partire dai mesi di agosto e settembre. Detto ciò, chi non ha un sostituto d’imposta come il datore di lavoro o l’ente pensionistico, se risulta essre a credito, viene rimborsato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questo però non è l’unico caso in cui è l’Agenzia a provvedere al rimborso.

Infatti, il comma 3-bis dell’art. 5 del dlgs n. 175/2014 prevede che nel caso di presentazione della dichiarazione dei redditi direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono sulla determinazione del reddito che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate o determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro, l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli preventivi.

Questi, possono essere realizzati entro 4 mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione dei redditi. Oppure dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine.

Il rimborso che dovesse spettare al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle entrate.

Questo verrà inviato non oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine.

In sostanza, il rimborso delle somme a credito da parte dell’Agenzia delle Entrate può verificarsi anche dopo i controlli preventivi.

Dalla lettura dell’art. 5 comma 3 bis del dlgs n. 175/2014 emerge che i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate avvengono quando si riscontrano nel modello inviato delle modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata. E, in particolare, quando vi sono modifiche che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta.

Oppure, quando esse presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 127084/2018, o determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro.

Eseguiti i controlli entro 4 mesi dall’invio della dichiarazione e verificata la sussistenza del diritto al rimborso, l’Agenzia delle entrate lo erogherà.

Tale erogazione avverrà non oltre il sesto mese successivo dalla presentazione della dichiarazione, direttamente sul conto del contribuente o con vaglia della Banca d’Italia.

In alcuni casi, tale rimborso può superare questa cifra. Ad esempio, quando non sono stati presi in considerazione importi deducibili o la detraibili.

Tuttavia, a partire dal 7 maggio 2018 “chi presenta la dichiarazione precompilata direttamente all’Agenzia delle Entrate potrà, in alternativa alla tradizionale funzionalità di modifica, compilare in modo ‘assistito’ i dati relativi agli oneri detraibili e deducibili da indicare nelle sezioni I e II del quadro E. In particolare, il contribuente che intende modificare la propria dichiarazione 730 potrà inserire nuove spese (ad esempio uno scontrino della farmacia non pervenuto nella banca dati del Sistema Tessera Sanitaria) oppure modificare, integrare o non utilizzare i dati degli oneri comunicati dai soggetti terzi”.

Infine, il contribuente che si avvale della compilazione assistita, non sarà sottoposto ai controlli preventivi dell’Agenzia.

O meglio, lo sarà solo in relazione ai dati aggiunti o rettificati dal contribuente.

 

Leggi anche:

CONTABILITÀ ONLINE, PRONTO IL SISTEMA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

0
precompilata 2018

Aumenta del 3,5% il paniere dei dati a disposizione per la precompilata 2018; superata quota 925 milioni. Tra le new entry 2018 figurano le rette per asili nido e i relativi rimborsi

Dal prossimo 16 aprile i cittadini potranno visualizzare via web la propria dichiarazione dei redditi. Sarà inoltre possibile consultare l’elenco delle informazioni utilizzate dal Fisco per consegnare il modello della precompilata 2018.

Quest’anno, con l’ingresso di asili nido, il paniere dei dati a disposizione si arricchisce ancora di più, superando quota 925 milioni. Un incremento del 3,5% rispetto a quelli inseriti lo scorso anno.

A partire dal 2 maggio sarà possibile accettare e modificare il 730, che dovrà essere inviato entro il 23 luglio. Il modello Redditi, invece, potrà essere modificato dal 2 maggio e trasmesso dal 10 maggio. Il termine di scadenza, in questo caso, è fissato per il 31 ottobre.

Con riferimento al settore sanitario, sono 720 milioni i dati delle spese sostenute dai cittadini e comunicati all’Agenzia da farmacie, studi medici, cliniche, ospedali. Si evidenzia, dunque, una crescita del 4,3% rispetto a quelli trasmessi nel 2017.

Aumentano anche il numero delle informazioni relative ai bonifici per ristrutturazioni edilizie, che raggiungono quest’anno quota 16 milioni (+1,5%). Inoltre, 95 milioni di dati riguardano i premi assicurativi (+1,6%), oltre 3,8 milioni i rimborsi di spese sanitarie (+20,3%), quasi 3,5 milioni le spese universitarie (+1,2%).

L’incremento più elevato si registra con riferimento ai rimborsi di spese universitarie, oltre 55mila, che fanno registrare un +67,9% rispetto al 2017.

Registrano un segno meno, invece, le certificazioni uniche di lavoratori dipendenti e autonomi che si attestano a quasi 59 milioni (-3,7%). Un decremento dovuto allo slittamento al 31 ottobre del termine di presentazione delle certificazioni contenenti solo dati non utilizzati per l’elaborazione della dichiarazione precompilata.

Tra le new entry 2018 figurano le rette per asili nido e i relativi rimborsi, che portano nella precompilata quasi mezzo milione di dati. Entrano nella precompilata 2018 anche  le erogazioni liberali effettuate a favore degli enti del terzo settore e i relativi rimborsi.

Anche quest’anno è possibile accedere direttamente on line alla propria dichiarazione precompilata tramite il Sistema pubblico per l’identità digitale (SPID); con le credenziali dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate; con il Pin rilasciato dell’Inps e con le credenziali di tipo dispositivo rilasciate dal Sistema Informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica amministrazione (NoiPA). Infine, i contribuenti possono accedere alla dichiarazione precompilata utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi. Inoltre, i contribuenti hanno la possibilità di rivolgersi a un Caf o di delegare un professionista.

Per tutte le informazioni relative alla precompilata e i passi da seguire per l’invio, le Entrate mettono a disposizione dei cittadini un sito dedicato: https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it. Inoltre, sono sempre disponibili i numeri dell’assistenza telefonica: 848.800.444 da rete fissa, 06 966.689.07 da cellulare e +39 06.966.689.33 per chi chiama dall’estero, operativi dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 13.

 

Leggi anche:

DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PRONTI I MODELLI 2018 730, CU, 770, CUPE, IVA

LE ULTIME NEWS

versamento delle imposte

0
Il CNDCEC auspica un intervento di natura normativa che sposti la scadenza per il versamento delle imposte al 30 settembre 2019 Prorogare i termini di...