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TESSERA CARD SANITARIA

I cittadini possono segnalare incongruenze e opporsi all’invio dei dati dal Sistema TS all’Agenzia delle Entrate

Sono disponibili sul sito web www.sistemats.it i servizi telematici rivolti a tutti i cittadini per consultare le proprie spese sanitarie trasmesse al Sistema TS (Tessera Sanitaria). Si tratta dei dati impiegati per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Lo rende noto il Ministero dell’Economia e delle Finanze, chiarendo che è altresì possibile esportare tali dati, nonché visualizzare alcune statistiche. Tra queste, ad esempio, la ripartizione delle spese, sia per tipologia erogatore che per tipologia di spesa, e la relativa distribuzione mensile.

I cittadini possono poi segnalare eventuali incongruenze relative a importi, classificazione della spesa o titolarità del documento fiscale. Il Sistema TS provvede a trasmettere telematicamente le segnalazioni al soggetto che ha effettuato l’invio, affinché possa procedere alla eventuale correzione dell’anomalia. Tale funzionalità è disponibile per i dati relativi all’anno 2019 (fino al 31 gennaio 2020).

E’ inoltre possibile esercitare l’opposizione all’invio dei dati alle Entrate per la predisposizione della dichiarazione precompilata.

Tale funzionalità, secondo le indicazioni condivise con il Garante per la protezione dei dati personali, è disponibile annualmente, solo nel mese di febbraio. In caso di opposizione il Sistema TS non renderà disponibili all’Agenzia i relativi dati.

Per fruire del servizio, attraverso il sito web www.sistemats.it, vi sono varie modalità di accesso. In particolare, è possibile utilizzare lo SPID, ovvero il Sistema Pubblico di Identità Digitale. In alternativa si può accedere con le credenziali  Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate o mediante Tessera sanitaria (TS e TS-CNS), precedentemente attivata secondo le indicazioni regionali. In quest’ultimo caso il cittadino deve disporre di un lettore di smart card e dei codici PIN, PUK e codice di identificazione CIP.

 

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redditi 2019

Disponibili online, sul sito delle Entrate, i modelli Redditi 2019 da utilizzare per la prossima stagione dichiarativa

Sono pronti, con le relative istruzioni, i modelli Redditi 2019 per persone fisiche (PF), enti non commerciali (ENC), società di persone (SP) e società di capitali (SC). Andranno utilizzati nella prossima stagione dichiarativa, per il periodo d’imposta 2018.

Tra le novità – evidenzia l’Agenzia delle Entrate – figura l’entrata, per PF e SP, della detrazione prevista per le spese sostenute per interventi di ‘sistemazione a verde’. In particolare, l’agevolazione riguarda i lavori relativi ad aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni. E ancora: impianti di irrigazione, realizzazione pozzi e realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Da quest’anno, inoltre, sarà possibile indicare l’ammontare delle liberalità in denaro o natura erogate a ONLUS, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, per le quali è riconosciuta alle società ed enti una deduzione dall’IRES. Prevista anche la possibilità di indicare le erogazioni liberali in denaro o in natura per le quali è riconosciuta una detrazione ai fini IRPEF.

Sono stati aggiornati, poi, i quadri di determinazione del reddito d’impresa dei modelli PF, ENC e SP.

Ciò alla luce delle modifiche apportate alla disciplina sul riporto delle perdite derivanti da attività esercitate in regime di impresa di cui all’art. 8 TUIR. In particolare, dal 2018 le perdite d’impresa sono riportabili nei periodi d’imposta successivi senza limiti di tempo e utilizzabili in misura limitata. Il riferimento è sia a quelle in contabilità ordinaria che a quelle in contabilità semplificata. Le perdite maturate nei primi tre anni di attività sono, invece, utilizzabili per l’intero importo.

Nei modelli Redditi 2019 sono state inserite le nuove sezioni XXIII-A XXIII-B e XXIII-C nel quadro RQ. Sono destinate ai soggetti che si sono avvalsi della facoltà di rivalutare i beni d’impresa e delle partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2017 e per l’affrancamento ai fini fiscali dei maggiori valori che risultano iscritti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, nonché per i soggetti che abbiano proceduto alla rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni, i quali possono affrancare il saldo di rivalutazione risultante.

 

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MODELLI 2019 PER LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI, TUTTE LE NOVITÀ

uno scritto anonimo

Uno scritto anonimo (nella specie una denuncia anonima) può autorizzare l’Agenzia delle Entrate a effettuare un accertamento fiscale a carico di un contribuente? È questo il tema della vicenda giudiziaria in commento

Per la soluzione della controversia in esame, la Cassazione (sent. n. 1348/2019) ha richiamato due opposti orientamenti espressi, rispettivamente dalle Sezioni Unite Civili da una parte, e da quelle Penali dall’altra, affermando che uno scritto anonimo ben può costituire l’innesco di attività per l’assunzione di dati conoscitivi; se tale principio ha valore in sede penale, a maggior ragione deve trovare applicazione in sede tributaria.

La vicenda

L’Agenzia delle Entrate ricorreva per Cassazione contro la sentenza con cui la Commissione Tributaria della Regione Piemonte aveva respinto l’appello avverso la sentenza della Commissione Tributaria principale di Torino con la quale era stato accolto il ricorso di un contribuente contro avvisi di accertamento IVA, IRPEF e IRAP per le annualità 2000, 2001 e 2002 relativi a redditi di lavoro autonomi non dichiarati.

L’accertamento fiscale era partito da una denuncia anonima che aveva indotto il Fisco ad effettuare accertamenti bancari. E così, la scoperta, del maggior reddito non dichiarato.

Ebbene, nel ricorso in esame, l’Agenzia fiscale tiene a precisare la propria posizione e ricorda come in ipotesi, come quella esaminata, in cui vi sia stata una omessa dichiarazione da parte del contribuente, la Suprema Corte di Cassazione (Cass n. 14930/2018; n. 16565/2017; n. 3115/2006; 23480/2004), ha da sempre ribadito il seguente principio di diritto: la legge abilita l’Ufficio delle imposte a servirsi di qualsiasi elemento probatorio ai fini dell’accertamento del reddito, e, quindi a determinarlo anche con metodo induttivo ed anche utilizzando, in deroga alla regola generale, semplici presunzioni prive dei requisiti di cui al D.P.P. n. 600/1973, art. 63.

Se tanto è vero, anche il giudice tributario può legittimamente ritenerli dimostrati sulla base di siffatte presunzioni, mentre dall’altra parte, incombe sul contribuente l’onere di dedurre e provare i fatti impeditivi, modificativi o estintivi della predetta pretesa.

L’omessa dichiarazione da parte del contribuente

Orbene, nel caso di omessa dichiarazione da parte del contribuente, il potere dovere dell’amministrazione è disciplinato dal D.P.R. n. 600/1973, art. 41 (e non 39) secondo cui, sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a conoscenza, l’Ufficio determina il reddito complessivo del contribuente medesimo, e in quanto possibile i singoli redditi delle persone fisiche, con facoltà di ricorso a presunzioni cd. super semplici, che comportano l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, il quale può fornire elementi contrari intesi a dimostrare che il reddito (risultante algebrica di costi e ricavi) non è stato prodotto o che è stato prodotto in misura inferiore a quella indicata dall’Ufficio.

Ebbene, nel caso in esame l’atto impositivo era stato innescato proprio da verifiche bancarie effettuate dopo aver ricevuto uno scritto anonimo che denunziava i maggiori redditi prodotti dal contribuente.

La questione da dirimere dunque, è la seguente: può una denuncia senza firma e, in assenza di altri indizi, legittimare l’Agenzia Fiscale ad avviare un accertamento fiscale a carico del contribuente medesimo?

Il giudizio della Cassazione

La Cassazione ha accolto le motivazioni addotte, a motivo di impugnazione, da parte dell’Agenzia fiscale e, quanto al dato della denuncia anonima, ha affermato il seguente principio: “è opportuno evidenziare, con riguardo alle doglianze relative alle affermazioni della CTR in merito all’utilizzo, da parte dell’Agenzia, di uno scritto anonimo, che invece non avrebbe potuto essere posto alla base dell’accertamento induttivo in assenza di un riscontro aliunde, che de da una parte la Corte (Cass. Sez. Un. Civ. n. 16424/2002) ha affermato l’inutilizzabilità dello scritto anonimo ai fini della prova e del quadro indiziario necessario per atti invasivi, dall’altra la stessa Corte (Cass. Un. Pen. n. 25392/2008) ha ribadito che lo scritto anonimo ben può costituire l’innesco di attività per l’assunzione di dati conoscitivi; se tale principio ha valore in sede penale, a maggior ragione deve trovare applicazione in sede tributaria.

La redazione giuridica

 

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DETRAZIONE DELLE SPESE SANITARIE, LA GUIDA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

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modelli 2019

L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili sul proprio sito i modelli 2019 delle dichiarazioni 730, Certificazione unica, Iva, Iva 74 bis, 770, e Cupe

Sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate i modelli 2019 delle dichiarazioni 730, Certificazione unica, Iva, Iva 74 bis, 770, e Cupe, con relative istruzioni. Diverse le novità. Nel modello 730/2019 entrano le detrazioni d’imposta delle spese per l’abbonamento al trasporto pubblico. Così come quelle per le assicurazioni contro gli eventi calamitosi stipulati per unità immobiliari a uso abitativo. Inoltre, trovano spazio le nuove riduzioni d’imposta per gli strumenti e gli ausili in caso di disturbi dell’apprendimento, per la sistemazione a verde di aree private e per gli interventi su parti comuni condominiali volti sia al risparmio energetico sia alla riduzione del rischio sismico.

L’Agenzia ricorda che per fruire delle agevolazioni previste per il recupero del patrimonio edilizio che comportano un risparmio energetico è necessario comunicare all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus).

Novità anche per i contribuenti Iva.

Nel modello è stato inserito il rigo VA16 per i soggetti che dal 1° gennaio 2019 parteciperanno a un Gruppo Iva (artt. 70-bis e seguenti del Dpr n. 633/1972). I contribuenti interessati dovranno barrare la casella per comunicare che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale Iva precedente l’ingresso nel Gruppo. È stato inoltre inserito il campo 2 del rigo VX2, per indicare la parte dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione, pari all’ammontare dei versamenti Iva effettuati con riferimento al 2018, che deve essere trasferita al Gruppo dal 1° gennaio 2019. Infine, nel rigo VO34, è stata inserita la casella 3 per i contribuenti che nel corso del 2015 avevano optato per l’applicazione del regime fiscale di vantaggio previsto dal Dl n. 98/2011, e che dal 2018 hanno revocato la scelta accedendo al regime forfetario della legge n. 190 del 2014.

Nella Certificazione unica 2019 vengono inseriti alcuni campi per l’indicazione del credito riconosciuto dall’Inps a fronte del pagamento degli interessi e del premio sul rischio di premorienza maturati sull’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. A.P.E.) previsto dalla legge n. 232/2016. Nel modello è stata inoltre introdotta una nuova sezione per individuare alcune tipologie reddituali per le quali è previsto un inquadramento fiscale diverso rispetto a quello previdenziale.

Disponibili anche il modello 770/2019 e lo schema di Certificazione degli utili e dei proventi equiparati.

Tra le principali modifiche l’equiparazione del trattamento fiscale delle partecipazioni di natura qualificata a quelle di natura non qualificata con riferimento ai redditi di capitale percepiti dal 1° gennaio 2018 dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa. È stato, inoltre, previsto un nuovo prospetto per gestire il regime fiscale dei proventi derivanti da prestiti erogati per il tramite di piattaforme di prestiti per soggetti finanziatori non professionali (piattaforme peer to peer lending) e per i prestiti finalizzati al finanziamento ed al sostegno di attività di interesse generale (Social Lending).

 

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OBBLIGO DI FATTURAZIONE ELETTRONICA: ESENTATE LE PRESTAZIONI SANITARIE

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detrazioni delle spese sanitarie

Nel 2018 comunicati all’Istituto 720 milioni di dati. Nella maggior parte dei casi sono riconosciute detrazioni delle spese sanitarie dall’Irpef  pari al 19% della spesa sostenuta

Le detrazioni delle spese sanitarie, rappresentano la tipologia più richiesta tra quelle previste dalla normativa fiscale italiana. I recenti dati inseriti nella precompilata 2018 dall’Agenzia delle Entrate danno la portata di quanto la voce “spese sanitarie” sia presente nella dichiarazione dei redditi. Nel periodo di imposta 2017, i dati delle spese sostenute dai cittadini e comunicati all’Agenzia da farmacie, studi medici, cliniche, ospedali ammontano a 720 milioni.

Nella maggior parte dei casi, per le spese sanitarie è riconosciuta una detrazione dall’Irpef di una percentuale della spesa sostenuta (19%) per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. In alcune situazioni, invece della detrazione dall’imposta lorda, si può usufruire di una deduzione dal reddito complessivo.

Nella circolare n. 7/E del 4 aprile 2017 l’Agenzia delle Entrate ha fornito istruzioni per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi.

Il testo, inoltre, contiene chiarimenti per quanto concerne l’apposizione del visto di conformità da parte dei Caf (Centri di assistenza fiscale) e dei professionisti abilitati. In tal modo l’Istituto ha offerto un quadro completo delle spese e degli oneri che danno diritto a detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta.

Con la circolare n. 7/E del 27 aprile 2018 l’Agenzia ha aggiornato questi informazioni, fornendo nuovi chiarimenti sulle novità normative e interpretative intervenute nel 2017.

Partendo proprio da questi documenti, l’Ente ha quindi deciso di pubblicare una guida per aiutare il cittadino a districarsi nella materia delle spese sanitarie. Lo strumento evidenzia le diverse tipologie che è possibile riportare nella propria dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi Pf). Per ciascuna di esse sono specificati tutti i documenti che è necessario esibire all’intermediario che predispone e invia la dichiarazione o che devono essere conservati per eventuali controlli dell’Agenzia.

Un capitolo della guida, infine, è dedicato alle spese mediche generiche e a quelle di assistenza specifica. Si tratta delle spese necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, sostenute dalle persone con disabilità.

SCARICA QUI LA GUIDA

 

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DICHIARAZIONE DEI REDDITI: RIMBORSO CON VAGLIA SOPRA I 4000 EURO

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dichiarazione dei redditi

Il contribuente che a causa di errori o incoerenze tra la precompilata e la dichiarazione dei redditi è a credito per più di 4000 euro viene rimborsato

Come noto, i dipendenti ricevono l’eventuale rimborso derivante dalla dichiarazione dei redditi (modello 730) nella busta paga di luglio mentre i pensionati dai mesi di agosto e settembre. Tuttavia, non sempre il rimborso avviene in questo modo. L’Agenzia delle Entrate provvede direttamente al rimborso del contribuente laddove, rilevate modifiche alla dichiarazione dei redditi, rispetto alla precompilata, procede a determinati controlli preventivi e risulta un credito superiore a 4000 euro.

Crediti così alti possono essere il frutto di oneri deducibili non conteggiati. Oppure, di imposte pagate in eccedenza. Dal 7 maggio di quest’anno però il contribuente che apporta delle modifiche alla precompilata non è soggetto a controlli sui dati non modificati.

Vediamo tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Se il dipendente, in virtù della propria dichiarazione dei redditi con modello 730 risulti a credito, egli ha diritto al rimborso dell’importo relativo direttamente nella busta paga di luglio.

Per quel che concerne i pensionati, loro ne hanno diritto a partire dai mesi di agosto e settembre. Detto ciò, chi non ha un sostituto d’imposta come il datore di lavoro o l’ente pensionistico, se risulta essre a credito, viene rimborsato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questo però non è l’unico caso in cui è l’Agenzia a provvedere al rimborso.

Infatti, il comma 3-bis dell’art. 5 del dlgs n. 175/2014 prevede che nel caso di presentazione della dichiarazione dei redditi direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono sulla determinazione del reddito che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate o determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro, l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli preventivi.

Questi, possono essere realizzati entro 4 mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione dei redditi. Oppure dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine.

Il rimborso che dovesse spettare al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle entrate.

Questo verrà inviato non oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine.

In sostanza, il rimborso delle somme a credito da parte dell’Agenzia delle Entrate può verificarsi anche dopo i controlli preventivi.

Dalla lettura dell’art. 5 comma 3 bis del dlgs n. 175/2014 emerge che i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate avvengono quando si riscontrano nel modello inviato delle modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata. E, in particolare, quando vi sono modifiche che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta.

Oppure, quando esse presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 127084/2018, o determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro.

Eseguiti i controlli entro 4 mesi dall’invio della dichiarazione e verificata la sussistenza del diritto al rimborso, l’Agenzia delle entrate lo erogherà.

Tale erogazione avverrà non oltre il sesto mese successivo dalla presentazione della dichiarazione, direttamente sul conto del contribuente o con vaglia della Banca d’Italia.

In alcuni casi, tale rimborso può superare questa cifra. Ad esempio, quando non sono stati presi in considerazione importi deducibili o la detraibili.

Tuttavia, a partire dal 7 maggio 2018 “chi presenta la dichiarazione precompilata direttamente all’Agenzia delle Entrate potrà, in alternativa alla tradizionale funzionalità di modifica, compilare in modo ‘assistito’ i dati relativi agli oneri detraibili e deducibili da indicare nelle sezioni I e II del quadro E. In particolare, il contribuente che intende modificare la propria dichiarazione 730 potrà inserire nuove spese (ad esempio uno scontrino della farmacia non pervenuto nella banca dati del Sistema Tessera Sanitaria) oppure modificare, integrare o non utilizzare i dati degli oneri comunicati dai soggetti terzi”.

Infine, il contribuente che si avvale della compilazione assistita, non sarà sottoposto ai controlli preventivi dell’Agenzia.

O meglio, lo sarà solo in relazione ai dati aggiunti o rettificati dal contribuente.

 

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precompilata 2018

Aumenta del 3,5% il paniere dei dati a disposizione per la precompilata 2018; superata quota 925 milioni. Tra le new entry 2018 figurano le rette per asili nido e i relativi rimborsi

Dal prossimo 16 aprile i cittadini potranno visualizzare via web la propria dichiarazione dei redditi. Sarà inoltre possibile consultare l’elenco delle informazioni utilizzate dal Fisco per consegnare il modello della precompilata 2018.

Quest’anno, con l’ingresso di asili nido, il paniere dei dati a disposizione si arricchisce ancora di più, superando quota 925 milioni. Un incremento del 3,5% rispetto a quelli inseriti lo scorso anno.

A partire dal 2 maggio sarà possibile accettare e modificare il 730, che dovrà essere inviato entro il 23 luglio. Il modello Redditi, invece, potrà essere modificato dal 2 maggio e trasmesso dal 10 maggio. Il termine di scadenza, in questo caso, è fissato per il 31 ottobre.

Con riferimento al settore sanitario, sono 720 milioni i dati delle spese sostenute dai cittadini e comunicati all’Agenzia da farmacie, studi medici, cliniche, ospedali. Si evidenzia, dunque, una crescita del 4,3% rispetto a quelli trasmessi nel 2017.

Aumentano anche il numero delle informazioni relative ai bonifici per ristrutturazioni edilizie, che raggiungono quest’anno quota 16 milioni (+1,5%). Inoltre, 95 milioni di dati riguardano i premi assicurativi (+1,6%), oltre 3,8 milioni i rimborsi di spese sanitarie (+20,3%), quasi 3,5 milioni le spese universitarie (+1,2%).

L’incremento più elevato si registra con riferimento ai rimborsi di spese universitarie, oltre 55mila, che fanno registrare un +67,9% rispetto al 2017.

Registrano un segno meno, invece, le certificazioni uniche di lavoratori dipendenti e autonomi che si attestano a quasi 59 milioni (-3,7%). Un decremento dovuto allo slittamento al 31 ottobre del termine di presentazione delle certificazioni contenenti solo dati non utilizzati per l’elaborazione della dichiarazione precompilata.

Tra le new entry 2018 figurano le rette per asili nido e i relativi rimborsi, che portano nella precompilata quasi mezzo milione di dati. Entrano nella precompilata 2018 anche  le erogazioni liberali effettuate a favore degli enti del terzo settore e i relativi rimborsi.

Anche quest’anno è possibile accedere direttamente on line alla propria dichiarazione precompilata tramite il Sistema pubblico per l’identità digitale (SPID); con le credenziali dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate; con il Pin rilasciato dell’Inps e con le credenziali di tipo dispositivo rilasciate dal Sistema Informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica amministrazione (NoiPA). Infine, i contribuenti possono accedere alla dichiarazione precompilata utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi. Inoltre, i contribuenti hanno la possibilità di rivolgersi a un Caf o di delegare un professionista.

Per tutte le informazioni relative alla precompilata e i passi da seguire per l’invio, le Entrate mettono a disposizione dei cittadini un sito dedicato: https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it. Inoltre, sono sempre disponibili i numeri dell’assistenza telefonica: 848.800.444 da rete fissa, 06 966.689.07 da cellulare e +39 06.966.689.33 per chi chiama dall’estero, operativi dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 13.

 

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fisco

Chi ha presentato la dichiarazione dei redditi nel 2017 potrà conoscere la ripartizione delle imposte versate al fisco

Da quest’anno i cittadini che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2017, potranno conoscere la distribuzione delle imposte versate al fisco relative al 2016. Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate sottolineando l’intento di migliorare il senso di partecipazione dei cittadini, troppo spesso considerati soltanto come contribuenti.

Sono circa 30 milioni i soggetti potenziali interessati, di cui 20 che hanno adottato il modello 730 e altri 10 milioni circa il modello Redditi. Dalla seconda metà di aprile si potrà conoscere come sono state distribuite le risorse fiscali in un quadro sintetico che contiene le principali voci di spesa. Il tutto accedendo al proprio cassetto fiscale o consultando la dichiarazione precompilata via web sul sito dell’Agenzia.

Tra le voci della ripartizione figurano sanità pubblica, previdenza, istruzione, sicurezza, ordine pubblico, trasporti, cultura, protezione del territorio; ma anche la quota parte del debito pubblico o il contributo al bilancio dell’Unione europea, oltre ai servizi generali delle Pubbliche Amministrazioni.

La destinazione delle imposte è stata predisposta sulla base dei dati analitici della spesa pubblica elaborata dal Ministero dell’Economia e delle finanze.

Nel totale delle imposte considerate, oltre all’Irpef sono ricomprese, se dovute, le addizionali regionali e comunali Irpef; la cedolare secca sulle locazioni; il contributo di solidarietà; l’acconto per somme assoggettate a tassazione separata; l’imposta sostitutiva sui premi di risultato; l’imposta sostitutiva per il “regime di vantaggio” e il “regime forfettario”.

Ad esempio un contribuente che ha 10mila euro di imposte relative al 2016, saprà che 2.125 euro sono stati destinati alla voce previdenza e assistenza; 1.934 euro sono andati alla sanità; 1.090 euro all’istruzione; 882 euro a difesa, ordine pubblico e sicurezza; 832 ai servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione e così via.

Tutte le principali voci di spesa dello Stato sono riassunte in una tabella e in un “grafico a torta”; attraverso tali strumenti il contribuente potrà verificare concretamente il percorso compiuto dalle imposte in base alla propria dichiarazione dei redditi 2017.

 

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spese sanitarie

Tutto pronto per la messa a punto della dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell’Agenzia delle entrate. Ecco le tempistiche per chi decide di non inserire le spese sanitarie.

Ci sarà tempo fino all’8 marzo per dire di no all’inserimento, nella dichiarazione dei redditi precompilata, delle spese sanitarie.

Già, perché se da un lato è ormai tutto pronto per l’arrivo della precompilata, dall’altro c’è una data per precisa da tener presente per chi si oppone all’inserimento delle spese sanitarie.

Per coloro i quali opereranno tale scelta, sarà infatti possibile poi inserire da sé le voci in dichiarazione.

In vista di ciò, è possibile consultare online le proprie spese sanitarie sul sito del Sistema tessera sanitaria. L’accesso è possibile, appunto, fino al prossimo 8 marzo.

Entro la stessa data si potrà richiedere l’eliminazione dal sistema delle spese che non si vogliono far apparire nella dichiarazione.

Per accedere occorre andare sul sito. Qui sono raccolte le spese documentate da scontrini, ricevute fiscali e fatture, emesse dalle strutture sanitarie (farmacie, parafarmacie, Asl, laboratori, ambulatori, ospedali, case di cura, ottici, eccetera).

Ma anche quelle emesse dai medici chirurghi, odontoiatri, psicologi, e dai professionisti sanitari (infermieri, tecnici di radiologia).

Insomma, da tutti i soggetti che hanno l’obbligo di comunicare i dati all’Agenzia delle entrate.

Altro aspetto importante: nella lista compaiono anche le spese veterinarie.

Ora, a tutela dei propri dati personali sensibili, come quelli relativi alle spese sanitarie, è possibile fare opposizione all’uso di questa documentazione.

Per tale motivo, si può evitareche scontrini e fatture siano inseriti automaticamente nella dichiarazione precompilata.

In questo modo si eviterà che vengano visualizzate dai familiari dei quali si è fiscalmente a carico.

Sul proprio conto sarà possibile inserire in un secondo momento le spese sanitarie in questione nella dichiarazione. In tal modo si eviterà di perdere le relative detrazioni.

Ma in che modo si può evitare l’invio dei dati qualora non si volesse?

Per farlo, occorre accedere all’area personale utilizzando le credenziali Fisconline.

Oppure la tessera sanitaria con microchip (Carta nazionale dei servizi – CNS) abilitata.

In tal modo sarà possibile selezionare le singole voci che non dovranno essere inserite in automatico nella dichiarazione.

 

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dichiarazione dei redditi

Tra le novità di quest’anno in materia di dichiarazione dei redditi la nuova disciplina per i contratti brevi di locazione di immobili

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili i modelli per la dichiarazione dei redditi 2018 con relative istruzioni:  730, certificazione unica, Iva, 770, Iva 74-bis e CUPE. Tra le principali modifiche, l’ingresso nei modelli 730 e CU di cedolare secca per le locazioni brevi e dei premi di risultato e del welfare aziendale. Nel modello Iva, invece, trovano spazio le ultime novità in materia di Iva di gruppo e split payment.

Le versioni definitive dei modelli 2018 tengono conto delle osservazioni e dei suggerimenti forniti degli operatori del settore.

Per quanto riguarda il Modello 730 cambiano alcune detrazioni e c’è una nuova scadenza. Il nuovo termine per l’invio della dichiarazione dei redditi è fissato al 23 luglio. La data è valida sia per chi invia la precompilata in autonomia sia per chi si avvale dell’assistenza fiscale tramite Caf o professionisti.

Tra i vari aggiornamenti del nuovo modello rientrano le percentuali di detrazione più ampie per le spese sostenute per gli interventi anti sismici effettuati su parti comuni di edifici condominiali. Stesso discorso per gli interventi che comportano una riduzione della classe di rischio sismico e per alcune spese per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali.

Aumenta il limite per le spese d’istruzione per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale d’istruzione. La cifra passa da € 564 a 717.

Entra nel 730/2018 anche la nuova disciplina per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, la cui durata non supera i 30 giorni. La misura riguarda i contratti stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. In questo caso, il reddito derivante da queste locazioni costituisce reddito fondiario per il proprietario dell’immobile e va indicato nel quadro B. Per il sublocatore o comodatario, il reddito derivante da tali locazioni costituisce reddito diverso e va indicato nel quadro D, con il nuovo codice “10”.

Nel nuovo modello è stato aggiornato il rigo F8, per indicare l’importo delle ritenute riportato nel quadro Certificazione Redditi – Locazioni brevi della CU 2018.

Novità in arrivo anche per i premi di risultato e welfare aziendale. E’ aumentato l’importo delle somme per premi di risultato erogate nel settore privato ai lavoratori dipendenti (passato da € 2.000 a € 3.000).

Per quanto riguarda il Modello Iva/2018 i cambiamenti riguardano il quadro VH, l’Iva di gruppo e lo split payment.

Il quadro VH dovrà essere compilato esclusivamente per inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva. Gli enti o le società commerciali controllanti dal 2018 potranno comunicare l’esercizio congiunto dell’opzione unicamente nella dichiarazione dei redditi annuale Iva (quadro VG).

Nel quadro VX sono stati inseriti nuovi righi per l’indicazione da parte delle società partecipanti alla liquidazione Iva di gruppo dell’Iva dovuta o dell’Iva a credito da trasferire alla controllante.

Infine, sono stati rinominati i righi VE38 e VJ18 per l’esposizione delle cessioni e degli acquisti effettuati in regime di split payment.

In tema di CU 2018, per gestire il nuovo regime fiscale delle locazioni brevi è stata prevista una nuova certificazione.

La recente normativa ha stabilito che i soggetti residenti in Italia che esercitano attività di intermediazione immobiliare, nonché quelli che gestiscono portali telematici, qualora incassino i canoni o i corrispettivi relativi a questi contratti o qualora intervengano nel pagamento dei canoni o corrispettivi, operano, in qualità di sostituti d’imposta, una ritenuta del 21% sull’ammontare dei canoni e corrispettivi all’atto del pagamento al beneficiario e provvedono al relativo versamento e al rilascio della relativa certificazione.

Nel nuovo modello CU 2018 è stata aggiornata anche la sezione relativa ai premi di risultato. Implementata, inoltre, la sezione riguardante i rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione. Infine è stata inserita una casella per una migliore gestione del personale comandato presso altre Amministrazioni dello Stato.

 

 

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