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carenza di mmg

Per la Federazione dei medici l’unico intervento per risolvere il problema della carenza di medici di medicina generale è mantenere la quota annua di duemila borse per i prossimi dieci anni

“È apprezzabile la volontà del Ministro della Salute Giulia Grillo di mettere in atto correttivi per risolvere il problema della carenza dei medici di medicina generale”. Tuttavia, la misura prevista nel Dl Semplificazioni, rappresenta solo un “tampone”, che “non fa che spostare il problema più avanti nel tempo”. E’ quanto sostiene il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, sulla norma che darà la possibilità, anche a chi non avrà ancora completato il corso di formazione, di poter ricevere l’incarico fino al 31 dicembre 2021.

Il Ministro ha definito il provvedimento ‘una boccata d’ossigeno per la medicina generale’. Per la Federazione dei Medici, però, la novità “non risolverà certo sul lungo periodo il problema della carenza di Medici di Medicina Generale”. Ciò a meno “di non associarla a un aumento delle borse”.

Inoltre, specifica Anelli, occorre verificare che la misura sia praticabile, “perché in ogni caso rimanda a un Accordo Collettivo Nazionale”.

“Invitiamo quindi il Ministro – afferma il presidente FNOMCeO – ad accelerare sull’ACN  per le convenzioni dei Medici di Medicina Generale. E, soprattutto, a mantenere la quota annua di duemila borse per i prossimi dieci anni. Questa misura, che va associata al raddoppio delle borse per le scuole, è del tutto praticabile, comportando un esborso complessivo per le casse dello stato di centocinquanta milioni l’anno, dei quali cinquanta milioni per la Medicina Generale e cento per le specializzazioni, che in parte potrebbero essere recuperati riutilizzando i fondi delle borse ‘abbandonate’, che oggi vanno persi”.

Per i medici “non si tratterebbe di un costo ma di un investimento per la salute di tutte le persone che si trovano sul territorio italiano”.

 

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medici di famiglia

Il ministro rivendica l’importanza della norma che permetterà di affrontare la grave carenza dei medici di famiglia con l’attribuzione dell’incarico anche a chi non avrà completato il corso di formazione

Nei prossimi tre anni saranno disponibili 4.150 medici di famiglia per fare fronte alle carenze derivanti dai pensionamenti. E’ l’effetto della norma del Dl Semplificazioni, approvato in via definitiva, che permette anche ai laureati in Medicina che non avranno ancora completato il corso di formazione in Medicina generale, di poter ricevere l’incarico fino al 31 dicembre 2021. Da subito, secondo una stima del ministero della Salute per l’ANSA, sono disponibili 982 medici che frequentano l’ultimo anno di corso del triennio 2016-19.

“Per far fronte al grave problema della carenza di medici di famiglia – annuncia il Ministro della Salute, Giulia Grillo – diamo la possibilità, anche a chi non avrà ancora completato il corso di formazione, di poter ricevere l’incarico fino al 31 dicembre 2021”. Grillo sottolinea, quindi, l’importanza  della norma inserita nel decreto Semplificazioni, che “darà ossigeno alla medicina generale”.

Il provvedimento, secondo la titolare del dicastero di Lungotevere Ripa, “permetterà di ampliare l’offerta dei medici di famiglia e garantirà linfa nuova al sistema”. Inoltre, si tratterebbe solamente di uno degli step che riguardano la riforma del sistema post laurea necessaria “per garantire un futuro alla sanità del nostro Paese”.

“È uno dei miei obiettivi inderogabili” rimarca Grillo evidenziando l’impegno del Movimento 5 Stelle “a portare avanti le nostre grandi battaglie per la sanità pubblica”.

La prossima sfida da vincere, aggiunge ancora il Ministro, “è il superamento del tetto dell’1,4%” per il personale per lo sblocco delle assunzioni in sanità. Ciò anche a costo anche “di un confronto serrato con una parte della Ragioneria dello Stato”, che sarebbe totalmente anacronistica. “Non ci si può più abbarbicare a regole che sono state giuste in un tempo completamente diverso”. Al contrario, “bisogna guardare la realtà. Il Servizio sanitario nazionale ha bisogno di nuove assunzioni”.

Nel decreto Semplificazioni, infine,  è anche prevista una norma che estende la validità delle graduatorie per le procedure concorsuali per l’assunzione di personale medico, tecnico-professionale e infermieristico, bandite dalle aziende e dagli enti del Servizio sanitario nazionale, fino al 31 dicembre 2019.

 

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assunzioni

Trasformato in semplice ordine del giorno il provvedimento che avrebbe consentito di sbloccare le assunzioni del personale del SSN. Anaao: fatto gravissimo

“Un fatto gravissimo, che rischia di essere letale per quello che resta della sanità pubblica”.  Così il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Palermo, sulla trasformazione in semplice ordine del giorno dell’emendamento al Dl Semplificazioni relativo all’abbattimento del tetto di spesa per le assunzioni del personale del SSN.

“Il niet della Ragioneria dello Stato, o di chi per essa, carica un organismo tecnico della grave responsabilità politica e sociale di impedire assunzioni in un settore che ha carichi di lavoro da tempo al di sotto della linea di guardia, come al di sotto della linea di guardia rischia di andare la tutela della salute dei cittadini”.

“L’esodo dei medici pubblici verso il privato, o la pensione, – denuncia Palermo – sta svuotando le corsie ospedaliere ed i presidi territoriali, come ben sa la Ministra della Salute, ma evidentemente non il Ragioniere dello Stato, portando al collasso il SSN, perché senza medici non ci può essere sanità e gli stessi LEA assumono le sembianze di una chimera. Per di più, le decisioni del Governo sulla quota 100 amplificano un esodo pensionistico già consistente per essere la popolazione medica italiana la più vecchia al mondo, con una accelerazione di ben tre classi di età nel solo 2019 e di cinque fino al 2021. Numeri imponenti, che si misurano in decine di migliaia, di medici che non potranno essere rimpiazzati, stante un vincolo ragionieristico figlio di altri tempi e di altri contesti economici.

“Evidentemente, per la sanità non vale la promessa di sostituire ogni pensionato con un nuovo assunto e di garantire un ricambio generazionale tanto urgente quanto necessario”.

“Alla fine della favola, rimane ancora a far danni uno sciagurato vincolo di spesa che nessun Governo ha veramente voluto abbattere, insensibile alla stanchezza ed alla rabbia che si leva dagli ospedali ed alla insofferenza dei cittadini alle prese con liste di attesa che ormai si misurano in semestri. E che non saranno ridotte dal finanziamento delle piattaforme informatiche deciso dalla legge di bilancio, a meno che qualcuno non pensi che esse possano sostituire i medici nell’effettuare le prestazioni richieste”.

“Occorre recuperare al più presto la misura bocciata – conclude Palermo – per consentire quelle politiche di assunzioni che rappresentano l’ossigeno per un sistema sanitario pubblico in asfissia per carenza di risorse umane, oltre che economiche. Sempre che nel Governo e nel Parlamento ci sia la volontà di tenere in piedi la più grande infrastruttura sociale e civile del Paese, evitando che crolli come un qualsiasi viadotto autostradale. Noi non smetteremo nemmeno per un attimo di esigere l’impegno necessario”.

 

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Accolto ‘con riserva’ da Anaao Giovani l’emendamento al Dl Semplificazione che prevede l’accesso ai concorsi delle medicina d’urgenza senza specializzazione

E’ una reazione fredda quella dei giovani medici e dirigenti del Ssn all’ipotesi di approvazione di un emendamento al Dl Semplificazione che preveda l’accesso senza specializzazione ai concorsi della medicina d’urgenza. L’Anaao Giovani accoglie ‘con riserva’ il provvedimento. Da un alto, infatti, c’è la consapevolezza di una estrema carenza di specialisti nel settore. Una situazione che richiede la “stabilizzazione dei colleghi che lavorano da anni nei pronto soccorso del nostro Ssn” al fine di garantire l’erogazione dei servizi. Dall’altro “questa stabilizzazione non può prescindere da un’adeguata formazione”. Da qui la richiesta che per questi medici “sia prevista l’iscrizione in sovrannumero alle Scuole di specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza”.

“Siamo in Italia – si legge in una nota dell’Associazione -, Paese di sanatorie e condoni. Nazione delle regole che ci sono ma che vengono applicate o meno a seconda della convenienza del momento. Allora questa soluzione d’emergenza sia l’ultima e definitiva, ovvero lo spartiacque del ‘prima’ e del ‘dopo’”. La norma, infatti,  prevede che “per poter lavorare per il Ssn è necessaria una specializzazione”.

“D’ora in poi – proseguono i giovani dell’Anaao – basta medici liberi professionisti e atipici nei Pronto Soccorso”.

Basta neolaureati utilizzati come tappabuchi e in modo improprio dalle Aziende, di fianco a specialisti che hanno dovuto sudarsi il pezzo di carta per 5 anni. A ognuno il suo ruolo, e quello del medico di Pronto Soccorso è di essere specialista in medicina di emergenza e urgenza e dipendente pubblico”.

Secondo l’organizzazione sindacale, per sanare la carenza di specialisti “occorre riaprire i cordoni della specializzazione monopolistica universitaria”. E’ necessario, inoltre, “permettere ai giovani colleghi dell’ormai tristemente noto “imbuto formativo” di avere la possibilità di specializzarsi nei teaching hospitals ospedalieri”.

“Continuando così, si rischia di condannare a morte i Pronto Soccorso, già in gravi difficoltà, i cui operatori hanno una qualità di vita lavorativa talmente bassa da essere pronti alla fuga in massa verso altri lidi meno faticosi e stressanti. È solo una questione di tempo – conclude la nota –  e siamo ormai agli sgoccioli”.

 

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