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È valida la delibera di condominio con la quale la maggioranza ha approvato nuove tabelle millesimali di riparto delle spese di riscaldamento, adeguandosi alle normative emanate in favore del contenimento dei consumi energetici

Ancora una controversia in materia di condominio. Questa volta, gli attori chiedevano al giudice del Tribunale di Milano, di dichiarare la nullità o comunque l’annullabilità delle delibere condominiali, avendo l’assemblea approvato a maggioranza nuove tabelle millesimali di riparto delle spese di riscaldamento, con modifica delle carature millesimali determinate dalla tabella allegata al regolamento contrattuale già vigente in condominio.

Il giudizio di merito

A detta del giudice ordinario, l’impugnazione della delibera condominiale non merita accoglimento.

A tal proposito, è fatto espresso richiamo del dato normativo contenuto nel D.Lgs. n. 102/2014, in attuazione della direttiva del Parlamento europeo 2012/27/UE, in cui il Governo ha imposto la contabilizzazione e termoregolazione del calore nei condomini con impianto di riscaldamento centralizzato e la ripartizione delle spese a consumo.

La disciplina introdotta dal D.Lgs. citato riveste una finalità pubblicistica ed assurge quindi a norma imperativa vincolante inderogabile, in quanto posto a tutela di un interesse generale e non meramente privatistico.

De deriva che il nuovo criterio di ripartizione delle spese di riscaldamento non può essere derogato né da una delibera assembleare né da una norma di natura contrattuale del regolamento di condominio.

Ciò vuol dire che tutti i regolamenti contrattuali che dispongono diversamente sono contrari alla legge.

Ma il caso in esame era diverso. Cosa era accaduto veramente?

Con voto favorevole, l’assemblea di condominio aveva approvato la trasformazione della centrale termica da gasolio a gas metano; cosicché, con le delibere impugnate dagli attori, erano state approvate insieme al bilancio consuntivo e preventivo dell’anno in corso, le nuove tabelle millesimali di riparto delle spese di riscaldamento, adeguandosi alle normative emanate in favore del contenimento dei consumi energetici.

L’atto condominiale era peraltro stato adottato con un numero di voti rappresentante la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.

Ne derivava la validità delle delibere a tutti gli effetti.

La redazione giuridica

 

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Inviata in Europa la proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il clima. Il Ministro dell’Ambiente Costa: rivoluzione copernicana. Ministero Infrastrutture: 6 milioni di auto elettrificate nel 2030 

E’ stata inviata in Europa la proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima italiano. Si tratta di un documento programmatico che ha visto lavorare insieme i  Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, parla di ‘rivoluzione copernicana’ che “condurrà l’Italia fuori dal fossile, come promesso”. Tra le principali novità figura l’introduzione della Vas (Valutazione ambientale strategica) che dovrà esaminare l’impatto ambientale del piano nel corso del 2019.

La Vas – chiarisce Costa – comporterà anche un confronto pubblico tra tutti gli stakeholders e con i territori, quindi con tutti i cittadini, per approdare  a un processo il più partecipato possibile.  “Sono molto soddisfatto – aggiunge il Ministro – perché l’uscita dal carbone, al più tardi nel 2025, le rinnovabili al 30% nel 2030, la riduzione dei consumi energetici del 43% al 2030 sono degli impegni concreti e non un libro dei desideri”.

Il Piano include poi diversi punti di competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

A partire dalla riduzione dei carburanti inquinanti nei trasporti. Il dicastero guidato da Toninelli spiega, al riguardo, che si punta a favorire l’uso di biocarburanti avanzati con una quota pari all’8%. Tra gli obiettivi c’è poi l’incremento progressivo di nuove immatricolazioni di auto elettriche per raggiungere la quota di 1,6 milioni nel 2030. Una cifra che, se sommata alle auto ibride (4,4 milioni), consentirebbe di arrivare a un valore complessivo di 6 milioni di auto elettrificate.

Sono previsti anche incentivi per mezzi privati a basso impatto, per promuovere una progressiva riduzione di autoveicoli con motori diesel e benzina. Si mira in tal modo a contenere le emissioni inquinanti e conseguire gli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Una prima misura in tal senso è stata l’introduzione di un eco-bonus/malus in funzione delle emissioni di CO2 con l’ultima legge di Bilancio.

Sul fronte del trasporto pubblico poi, dal 2019 al 2033 saranno rinnovati 2.000 autobus l’anno, oltre a 250 treni entro il 2022. Inoltre vengono stanziati 300 milioni di euro per nuovi mezzi navali destinati al trasporto pubblico locale. Entro il 2024, quindi, l’età media della flotta dovrebbe ridursi dagli attuali 20 a 10,6 anni,  con un conseguente aumento dell’efficienza media.

 

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