Tags Posts tagged with "falsificazione"

falsificazione

falsificare assegno circolare

In una recente pronuncia i giudici della Seconda Sezione Penale della Cassazione hanno ribadito che falsificare un assegno circolare non costituisce più reato, rimanendo tuttavia, pur sempre un illecito civile

L’entrata in vigore del d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 7, nell’ottica di una politica di decriminalizzazione, ha trasformato alcuni reati (a tutela della fede pubblica, dell’onore e del patrimonio) in illeciti civili a cui applicare sanzioni pecuniarie irrogate dal giudice civile che si aggiungono alla sanzione riparatoria del risarcimento del danno.

Invero, il principio era stato già affermato dalle Sezioni Unite che, intervenute in tema di falso in titoli di credito bancari avevano affermato quanto segue, “a seguito dell’abrogazione dell’art. 485 c.p. e della nuova formulazione dell’art. 491 c.p. ad opera del d.lgs. n. 7 del 15 gennaio 2016 la condotta di falsificazione dell’assegno bancario avente clausola di non trasferibilità non rientra più tra quelle soggette a sanzione penale ed integra un illecito civile, mentre permane la rilevanza penale dei falsi in titoli di credito trasmissibili per girata ( Sez. Un. 40256/2018).

La ratio della tutela dell’art. 491 c.p. è, infatti, «strettamente connessa al maggior pericolo di falsificazione insito nel regime di circolazione dei titoli trasmissibili in proprietà mediante girata, trattandosi di un meccanismo circolatorio particolarmente esposto per le sue caratteristiche a condotte insidiose ed idonee a pregiudicare l’affidamento di una pluralità di soggetti sulla correttezza degli elementi indicati nel titolo».

La regola della non trasferibilità

«E poiché per gli assegni circolari la regola di circolazione è proprio la non trasferibilità prevista espressamente dall’art. 49 comma settimo del D.lgs. n. 231/2007 deve conseguentemente ritenersi che il fatto non è più previsto dalla legge come reato».

Invero, “la non trasferibilità immobilizza il titolo nelle mani del beneficiario con la conseguenza che viene meno il requisito della maggiore esposizione a pericolo della falsificazione che giustifica la più rigorosa tutela penale”.

Tutte le considerazioni esposte dalle Sezioni Unite in tema di assegno bancario non trasferibile devono ritenersi valide anche per l’assegno circolare non trasferibile.

Si tratta in quest’ultimo caso, di un titolo di credito emesso da una banca, che lo firma, in relazione ad una somma di denaro che è già detenuta in cassa dall’istituto.

L’assegno deve essere emesso con la formula di non trasferibilità e ciò ai sensi del citato art. 49 D.lgs n. 231/2007 in tema di disciplina contro il riciclaggio di denaro, ossia non può essere girato a terzi beneficiari, a maggior garanzia della persona che riscuoterà l’importo.

«Sul titolo deve essere indicato il nome o la ragione sociale del soggetto beneficiario – prosegue la Cassazionee a maggior tutela del creditore, la banca emittente dovrà depositare presso la Banca d’Italia una cauzione a copertura della somma riportata sull’assegno circolare».

Il principio di diritto

In definitiva, posto che l’assegno circolare è essenzialmente non trasferibile, quanto espresso dalle Sezioni Unite, ha portato i giudici della Seconda Sezione a protendere necessariamente per l’intervenuta depenalizzazione delle condotte di falsificazione degli assegni circolari per i quali la non trasferibilità rappresenta la regola.

La redazione giuridica

Leggi anche:

ASSEGNO DI MANTENIMENTO NEGATO ALL’EX CONIUGE PERCHE’ AUTOSUFFICIENTE

carte di credito

Integra la fattispecie di reato di indebita utilizzazione di carte di credito e non invece il delitto di frode informatica di cui all’art. 640-ter c.p., il prelievo reiterato di denaro contante presso uno sportello bancomat di un istituto di credito mediante l’uso di un supporto magnetico clonato

La Corte di Appello di Roma aveva solo parzialmente riformato, in ordine al trattamento sanzionatorio, la sentenza del Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma che, all’esito di giudizio abbreviato, aveva riconosciuto la penale responsabilità dell’imputato in ordine al delitto di cui al D.Lgs. n. 231 del 2007, art. 55, comma 1, per aver indebitamente utilizzato presso un esercizio commerciale una carta di credito falsificata contenente i dati di altra carta ed, essendo inoltre in possesso anche di ulteriori carte di credito falsificate o alterate.

Il ricorso per Cassazione

Oggetto del ricorso, il trattamento sanzionatorio applicato dai giudici della Corte territoriale già citata, in ordine alla accertata responsabilità dell’imputato.

I giudici della Corte di Cassazione richiamano precedenti giurisprudenziali assimilabili al caso in esame, e ricordano che integra il reato di indebita utilizzazione di carte di credito di cui al D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, art. 55, comma 9, e non quello di frode informatica di cui all’art. 640 – ter cod. pen., il reiterato prelievo di denaro contante presso lo sportello bancomat di un istituto bancario mediante utilizzazione di un supporto magnetico donato, perché il ripetuto ritiro di somme per mezzo di una carta bancomat illecitamente duplicata configura l’utilizzo indebito di uno strumento di prelievo sanzionato dal predetto art. 55 (Sez. 6, n. 1333 del 04/11/2015, Rv. 266233; Sez. 2, n. 50140 del 13/10/2015, Rv. 265565).

Il reato di frode informatica di cui all’art. 640 ter cod. pen., invece, si configura nella condotta di colui che, servendosi di un codice di accesso fraudolentemente captato, penetri abusivamente nel sistema informatico bancario ed effettui illecite operazioni di trasferimento fondi, al fine di trarne profitto per sé o per altri (Sez. 2, n. 50140 del 13/10/2015, Rv. 265565 cit. che, in motivazione, ha ritenuto decisiva la sussistenza dell’elemento specializzante, costituito dall’utilizzo “fraudolento” del sistema informatico; cfr. anche Sez. 2, n. 41777 del 30/09/2015, Rv. 264774; Sez. 2, n. 17748 del 15/04/2011, Rv 250113).

Nel caso in esame, all’imputato, non era, infatti, stato contestato l’uso fraudolento di un codice di accesso ad un sistema informatico, né alcun abusivo intervento sul sistema ma soltanto il pagamento di merce con l’uso di supporti clonati.

Sicché la condanna doveva ritenersi correttamente applicata.

La redazione giuridica

 

Leggi anche:

PROMOTORE FINANZIARIO INFEDELE: NE RISPONDE ANCHE LA BANCA?

LE ULTIME NEWS

aggressioni ai danni del personale sanitario

0
Negli ospedali di Palermo e Termini Imerese, denunciate due aggressioni ai danni del personale sanitario. Gli episodi di violenza hanno interessato 3...